La settimana

Ripubblico un testo che avevo scritto tre anni fa, il timestamp parla di 2016 ma credo che il testo originale, visto quello che racconta, risalga almeno al 2011 e dintorni, ma potrebbbe anche risalire al duemiladieci, comunque la situazione è cambiata non ho più quel lavooro ed anzi, non ho più un lavoro, e pensare che credevo, stupidamente, che perso un lavoro ne avrei trovato un altro, quattro anni non mi hanno ancora convinto che non sia così, ma ormai sono rassegnato
Leggi tutto “La settimana”

Il giorno della memoria

tra cinque giorni, il ventisette gennaio 2019 ricorrerà ancora una volta il ‘giorno della memoria’, data fissata da anni dall’assemblea generale delle nazioni unite perché data della liberazione del campo di concentrazione di Auschwitz da parte dell’armata rossa nel 1945, tale decisione du presa nel sessantesimo anniversario di questo evento, appunto nel 2005, da allora ogni ano le televisioni continuano a ricordarci per due settimane che il giorno della memoria sta arrivando e a programmare film, abusati come la vita è bella del pagliaccio di Prato,anzi di Castiglion Fiorentino perchè è lì, nella frazione di Manciano del misericordia, che Roberto Benigni è nato benigni che, da quando è stato premiato con un oscar è stato elevato, nella testa degli italiani, all’olimpo degli artisti e, per ragioni altrettanto esili, ha letto la divina commedia, lautamente pagato per farlo, e non per sua abilità o particolare conoscenza ma solo per ignoranza degli analfabeti funzionali che, di fronte a chiunque riesca a ricordarsi semplicemente il fatto che napoleone è esistito dopo giulio cesare viene osannato come un genio, dopotutto: nel regno dei ciechi, chi ha un solo occhio è re… e questo dovrebbe farci pensare più alla nostra miserrima condizione, e pensarci con sgomento, piuttosto che dare il via ad autocelebrazioni di supposta cultura personale da parte di gente che se ha toccato un libro, è perchè doveva raccoglierlo da terra, oppure gli è caduto addosso, perchè in italia si legge poco e l’analfabetismo se non più ai livelli degli anni cinquanta del secolo scorso, è comunque ben presente e in crescita, non in calo, ed ha portato milioni di ignoranti gonzi a votare quelli ancor più ignoranti di loro che sono al governo in questo momento

una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto[2].

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. il giorno della memoria quest’anno forse sarà ancora più importante visto che, spinti dalla disperazione per essersi messi in un guaio diplomatico dovuto appunto all’ignoranza di di battista e di maio che hanno aperto bocca, di nuovo, a sproposito, prendendosela con la Francia, non sorprendente visto che di battista ha tutta l’esperienza politica che può avere un animatore di villaggio turistico, e quindi apre spesso bocca a sproposito, all’insegna di ‘poche idee, ma ben confuse’ e quindi hanno scelto di far tirare fuori ad un povero, non in senso economico, ma in senso di poveraccio, senatore settantenne, elio lannutti, nientemeno che i protocolli dei savi di sion, per giustificare una bufala delle loro da usare come arma di distrazione di massa e sviare l’attenzione dalla puttanata fatta. i protocolli, che una semplice ricerca su wikipedia è sufficiente a rivelare, ma bisogna saper leggere, che sono una bufala inventata da funzionari della polizia segreta zarista nel 1909, cosa che sarebbe bene insegnare a scuola, non per amore di nozionismo ma perchè l’ignoranza è male

(Le Notizie e l’Informazione oggi)

C Il panorama dell‚’informazione in questo inizio di XXI° secolo, ha subito profonde trasformazioni non soltanto a causa della trasformazione tecnologica in corso da quasi un trentennio e sostanziatasi, principalmente. Nell ’arrivo e nella diffusione massiccia di internet nel mondo e in tutte le fasce della popolazione, ((https://www.slideshare.net/wearesocialsg/global-digital-statshot-q3-2017)che ha modificato le abitudini di consumo dei media ed anche le strategie di monetizzazione dei contenuti (sia nel senso di selezione delle notizie presentate sia di modifica dei criteri di notiziabilità )dei media stessi in parte perché i media hanno cercato di sopravvivere dando all’audience quello che hanno ritenuto che l‚’audience volesse. La trasformazione non è stata solo una variazione tra i livelli di diffusione di un medium rispetto ad un altro, ad esempio la carta stampata rispetto all’informazione online o, per fare un altro esempio, la radio rispetto alla televisione. Invece si è assistito ad una serie di cambiamenti interni alle audience che hanno, di riflesso, causato modifiche nei media, Su questo si sono innestati i social media, con un effetto dirompente e, attualmente, non è ancora del tutto chiaro né stabilito quale sarà il percorso evolutivo dei media nel medio e nel lungo periodo, ma sicuramente saranno soggetti ad ulteriori cambiamenti, forse anche radicali. Una delle innovazioni più pervasive è la condizione ‚”always on‚” (che si può tradurre con ‚”sempre attivo‚”) dei fruitori dei media,) e che fa riferimento all’essere costantemente connessi a internet e, tramite la rete, al resto del mondo e sempre immersi in un flusso continuo di news, informazioni, entertainment, infotainment (crasi di information e entertainment) in particolare da quando, dopo la loro introduzione nel 2007, gli smartphone hanno sostituito i cellulari, I tablet e, , I personal computer consentendo a noi tutti di avere un accesso continuo alle informazioni ed anche di poter contribuire ad esse come testimoni di ciò che accade attorno a ciascuno di noi. Questo flusso ininterrotto (cfr. ‚”sommersi dai media‚” Todd Gitlin 2003) è stato copiato anche dai media tradizionali, in particolare la televisione con le reti ‚”all news‚” il cui esempio più noto è certo la statunitense Cable News Network, più nota con l‚’acronimo CNN ‚, (, che per prima ha iniziato, negli anni ’80 (CNN 1 giugno 1980) a tramettere notizie con un ciclo di programmi ininterrotti che copre le 24 ore del giorno. Un metodo di programmazione adottato anche da BBC World News ed Al Jazeera così come da vari talk show ed anche TG nostrani che, nell’ambito di una edizione si collegano con una località dove sta accadendo qualcosa di notiziabile e trasmettono aggiornamenti continui sull’evento in atto. In modo simile alla copertura di una partita di calcio (o altro evento sportivo ma la copertura continua di qualcosa che non è in corso ma è già avvenuto, risulta nella necessitàda parte dei giornalisti o di chi è in video, di avere continuamente qualcosa da raccontare al pubblico e così ‚”Tutto diventa notizia‚” a prescindere dall’analisi e dalla verifica delle fonti che si potrebbe e dovrebbe invece fare prima di mandare in stampa il numero di un giornale o di consegnare il testo di un articolo che verrà passato e stampato. I social media in questo contesto svolgono un ruolo particolare che li vede essere tanto “fonte” di notizie quanto origine di commenti alla notizia stessa, avocando quindi il ruolo primario che spetterebbe ai giornalisti. Ancora una volta senza alcun filtro perchè non c’è il tempo materiale di filtrare I contenuti e perchè offrono dei contenuti completi “pronti” per essere copiati ed incollati o comunque riutilizzati entro format esistenti: “quante volte si è visto in un TG il filmato ‚”più “cliccato” di youtube” o ‚”l’ultima moda che impazza sui social “(Social media N.D.A.)”? Sono piccoli contenuti ‚”pronti all’uso” che non richiedonoalcun particolare lavoro o impiego di tempo, tempo che spesso manca, per essere mandati in onda o in stampa. E così che anche cose come le teorie del complotto, dalle scie chimiche ai chupacabras (‚vedasi il caso di ”Studio Aperto” del 2004‚”) vengono rilanciati dai media tradizionali e acquistano una sorta di ‚”ufficialità”‚ che non meriterebbero. Questa già triste situazione dell‚’informazione, di cui peraltro i giornalisti sono coscienti. Come dimostrato ad esempio dal corso‚”Debunking e fact checking nell’era delle false notizie”‚ organizzato dall‚’Ordine dei Giornalisti‚” che in uno dei video che lo compongono dice ‚”i casi e le regole sono le stesse [della carta stampata N..d.A.] ma non avere tempo per fare le verifiche impone di passare la notizia senza alcun controllo”. In altri termini si addossa all’accelerazione del ciclo delle news la responsabilità di cattive abitudini sviluppate dagli operatori del settore. L’impatto delle tecnologie ha chiaramente avuto un effetto (com’, era già accaduto al momento dell’arrivo dei videoterminali negli anni 80, con la differenza che l’effetto non si è riscontrato solo sui giornalisti e sul settore dell’informazione tout-court ma si è potuto riscontrare anche sulle audience che di queste news sono, anzi erano, i fruitori. Dico erano perché le audience hanno subito una trasformazione dovuta in buona parte proprio alla comparsa delle nuove tecnologie, prima, e, poi, dei nuovi prima e dei social media, poi. Il complesso delle trasformazioni tecnologiche ha trasformato, infatti, le audience in produttori di notizie (‚”Citizen Journalist‚”per dirla col termine usato da Dan Gillmor nel suo libro ‚”We The Media‚”NYU 2004, oppure possiamo scegliere il termine italiano equivalente di ‚”giornalismo partecipativo‚” anche se questo termine, pur indicando sostanzialmente lo stesso fenomeno, è un termine più ‚”spostato”‚ sul fenomeno in sé e meno sull‚’accezione del ‚”Citizen Journalism‚” che vede buona parte del suo significato proprio nel fatto che sono i cittadini ad interpretare il ruolo di giornalisti; a prescindere dalle tecnologie utilizzate. Allo stesso tempo Internet, dando a potenzialmnte chiunque la possibilità di partecipare ed esprimersi, ha anche assunto il ruolo di luogo pubblico in cui chiunque voglia mettersi in mostra può farlo e, in queste condizioni, le persone tendono a dare il peggio di sé ecco che quindi la Rete ha raccolto il disagio -non ultimo quello causato dalla recente crisi economica nonchè l’odio per la classe politica nel filone dell’Avversione generializzata verso la cosiddetta Casta spesso scritta“Kasta” (dal libro “La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
“ di Rizzo e Stella del 2007 Rizzoli che ha lanciato il Termine Casta che tanto successo ha avuto. secondo il paradigma del ‚”Gentismo” come chiama questi comportamenti Leonardo Bianchi che ne fa un’eccellente analisi nel suo libro ‚”La Gente-viaggio nell’Italia del malcontento”‚ uscito di recente Anche questo è certo un elemento che ‚” fa audience‚” e quindi viene spesso proposto dai media. Inoltre anche l‚’effetto della connessione continua che contribuisce al sovraccarico informativo cui ormai siamo tutti soggetti. Inoltre queste news che strizzano l‚’occhio all‚’audience hanno portato con sé un effetto meno piacevole: un calo drastico della fiducia dell‚’audience stessa nei media, in quanto l‚’audience, o le audience, hanno capito che molti dei contenuti sono scelti solo per la loro attrattiva verso il pubblico piuttosto che per il loro effettivo valore di notizie. Peraltro ritengo che i criteri di notiziabilità siano stati rivisti alla luce della capacità di ciascun titolo di essere utilizzato come clickbait.”

agnosticismo

quando le risorse interne della persona si esauriscono, non voglio parlare di esaurimento nervoso ed altri termini fighetti, ma di stanchezza esistenziale, quella che gli eroi romantici risolvevano con una pistolettata alla tempia o con a bare bodkin per citare amleto, non è così facile come sembra, scrivo per ”diffondere”, non ”comunicare” al mondo, ma diffusione nel senso chimico del termine, ovvero diluire, deconcentrare la rabbia che mi attanaglia orma da troppo tempo. chi crede, ha il dono della fede ed ha appunto la fede che ci sia un essere superiore che ordina le cose del mondo vercchio e del mondo nuovo io lo invidio sinceramente perchè sa o spera o crede che ci sia qualcuno a cui rivolgersi per lamentarsi della fortuna avversa e spera, che un domai, o in un’altra vita, ci sarà una compensazione delle angherie sofferte e dei torti subiti, io no, non ho mai avuto il dono della fede, anzi so0no fermamente convinto che dio non esiste, e non sia mai esistito se non nelle parole di chi lo usava come stampella del suo potere, da carlomagno a hitler passando per chissà quanti uomini di poter, non sono ateo, perchè anche quella che dio non esiste pèer me sarebbe una scelta troppo decisa e non compatibile con il mio modo di pensare, non sono in grado di dire se esiste o no, se c’è o non c’è, quindi ho scelto l’agnosticismo, termine in cui l’alfa privativo “a” nega il seguito, la “gnosi” dal greco, credo, gnoseis cioè conoscenza, dichiarandomi agnostico io dichiaro, socraticamente, di non sapere, agnosi quindi ammissione di non sapere

Un mondo nuovo

E ancora tutto da esplorare, arrivo a questa idea perché ci troviamo, di fatto, nelle stesse condizioni di cristoforo colombo e degli altri celebri esploratori che visitarono il mondo dopo il medioevo siamo arrivati su una costa sconosciuta e dobbiamo esplorare un entroterra ignoto e certo ricco di pericoli, popolazioni forse ostili ma certo non conosciute, non sto parlando di uno sbarco su marte o su un altro pianeta Leggi tutto “Un mondo nuovo”

Rassegnato e arreso al fatalismo sul lavoro

Sono disoccupato, o, in cerca di occupazione dall’11 giugno del 2015, quasi 4 anni, alla fine, dopo aver molto pensato ed essermi dato da fare per trovare un altro impiego, avere fatto “la via soda” al centro per l’i’impiego, ottenendo risposte tra il compatito e la sfacciata e diretta presa in giro, ho finalmente raggiunto l’equivalente della pace dei sensi, ed ho abbracciato una sorta di stoicismo rassegnato: se una ooportunità di lavoro vorrà comparire o il destino vorrà farmi trovare un impiego, beh lo troverò, ma non mi sbatto più ne mi umilio più andando inutilmente al centro per ‘impiego. Credevo che sapere due lingue, avere una decina di anni di esperienza e conosscenze tecniche piuttosto avanzate in due campi: la subacquea ed il giornalismo ed avendo aggiunto anche una laurea, qui il mio cv mi avrebbe aiutato a trovare una occupazione che mi consentisse di risorgere dalla morte sociale che è la disoccupazione e a non deprimermi e sentimri come il bruce springsteen di Downbound train e di veder funzionare l’ascensore sociale per slllevare anche me e farmi partecipare a questa italia che favorisce solo i vecchi mantenuti dall’inps e gli amici degli amici quali ad esempio, gli impiegati dei centri per l’impiego che sono tali solo per chi ci lavora dentro. Sic stantibus rebuse io rinuncio a darmi da fare e a sbattermi per qualcosa che non c’è, il lavoro appunto

Autismo moda o epidemia?

Ls dindrome dello spettro autistico sembra essere in crescita negli ultimi anni, tuttavia non si può propriamente parlare di epidemia, in quanto questo termine a rigore va riservato alle entità nosologiche sostenute da batteri o altri organismi infettivi mentre le sindromi dello spettro autistico sono state descritte per la prima volta da Blauer agli inizi del secolo scorso, il XX e sembrano essere più diffuse nel XXI° o, quantomeno, potrebbe sembrare che se ne manifestino più casi per le ragioni più varie, metodi diagnostici più sensibili ed accurati nella rilevazione, maggiore diffusione effettiva o maggiore attenzione dei media a riportare le notizie che riguardano questo tipo di situazioni di disagio, al momento non mi spingerei a chiamarle manifestazioni di malattia, ma per i media potrebbe trattarsi di una semplice rimodulazione dell’agenda dei media in favore di temi di interesse comune oppure, semplicemente, di una bolla statistica. Siccome mi piace cantare fuori dal coro, mi piace anche fare ipotesi alternative e, quindi, ritenendo pur possibile una effettiva maggiore incidenza dei casi di autismo, dovuta per esempio, al fatto che l’età media dei genitori è cresciuta insieme all’età media della popolazione e, quindi, potrebbe essere vera l’ipotesi che l’autismo abbia una qualche base genetica, pur non essendo dimostrata una cmponente ereditaria, e quindi che ovuli e spermatozoi di genitori più anziani possano contenere dna meno fresco e quindi più portato a favoire una progenie geneticamente meno sana, ma questa non è una mia ipotesi ma semplicemente un mio ragionamento.
Definiamo l”autismo”: si tratta di un disordine dello” dello sviluppo neurologico ad eti-patogenesi fondamentalmente sconosciuta, ma sicuramente multifattoriale, dove concorrono contemporaneamente fattori genetici e fattori ambientali. Fu Kanner, nel 1943, ad adottare ufficialmente il termine di
autismo, anche se in realtà, il primo ad utilizzarlo fu Bleuler nel 1908. Attualmente è una malattia quasi classificabile come rara, con un bambino affetto ogni centocinquanta nascite, inoltre ci tengo a ribadire che l’autismo NON E’ assolutamente da mettere in relazione con i vaccini, al di là del fatto che viene diagnosticato spesso in età coincidenti con le vaccinazioni, ma una delle vogliono che il proprio figlio abbia una diagnosi di autismo per poter beneficiare delle agevolazioni della legge centoquattro, in italia che vogesso di casualità non comporta mai un nesso di causalità, per queste cose post hoc, ergo propter hoc, non vale assolutamente niente, per l’autismo in particolare, ho ragioni ed esperienze personali, non scientifiche per ritenere che ci sia, nella sovradiagnosi, non una incapacità dei medici e dei neuropsicologi, quanto una mancanza di fermezza di fronte alle richieste dei genitori, alcuni perché, soprattutto le madri, sperano di beneficiare della legge 104 e, quindi, di stare a casa invece di andare a lavorare, e stare a casa ed essere pagati lo stesso, in italia, piacerebbe a moltissimi. D’altra parte anche la difficoltà dei sanitari di dire ai genitori, siete due idioti e speravate che vi nascesse un genio?? obiettivamente difficile per quanto veritiero, data la quantità di diversamente intelligenti, per usare un eufemismo, che c’è in giro. Credo che un altro fattore determinante sia che tante mamme, molte delle quali hanno voluto un figlio soprattutto perchè le loro amiche ne avevano uno e si sentivano poco protagoniste e, cosa gravissima, impossibilitate ad essere protagoniste di post da mamme pancine e simili idiozie e, per ragioni analoghe, voglio che anche il loro bambino o bambina, possa essere definito/a autistico o affetto da disordini appartenenti allo spettro dell’autismo, per invidia sociale. Forse è una mia percezione errata, ma credo che questa componente sia in larga parte dietro l’aumento delle diagnosi insieme alla diffusione dei servizi di neuropsichiatria infantile, i cui operatori, d’altro canto, devono pur vivere e quindi, spingeranno in favore di una diagnosi di una affezione, sulla quel sono proprio loro deputati a intervenire. ribadisco, ancora una volta, che non sono stati dimostrati legami tra i vaccini e l’autismo, nonostante le false ricerche ed i risultati contraffatti del medico inglese andrew wakefield, poi radiato dall’albo dei medici proprio a causa della trffa tramite la quale sostenva che ci fosse un rapporto tra vaccino del morbillo ed autismo. Cosa credibile solo dalle masse, spaventosamene ignoranti, di questo nuovo medioevo nel quale la crescita dell’ignoranza, l’antiscientismo e l’incultura diffuse, ci stanno ricacciando.

47 anni, tempo di bilanci?

il titolo fa già da introduzione, anzi da lead dell’articolo… nel2018 avevo 46 anni, dal 8 dicembre ne ho 47, e dirò 47 fino all’8dicembre 2019, solo dopo mi rassegnerò a dire 48, farò lo stesso nel 2020 coi 49 e mi rassegnerò ai 50 solo dopo l’8 dicembre 2021, quando li avrò compiuti. e con ciò che voglio dire? soltanto che invecchiare è una fortuna non concessa a tutti e di questo mi rallegro. Ovvio che in una società come l’attuale in cui, sui social, il sistema per avere like è condividere post di altri, meme ed altro contenuto trito, o indignarsi di cose delle quali si indignano anch’egli altri, che poi è simile a condividere l’ovvio, come dice Maurizio Crozza quando recita il suo Beppe Severgnini e parafrasando i Beatles “all you need is l’ovvio” che appunto richiama/ricalca “all you need is love” anche se ci sono differenze che vanno ben oltre il semplice aspetto ortografico. 47 anni sprecati a fare cosa? a vivere, a trascinarsi avanti tra i marosi della vita, e senza neanche avere in cambio una laurea da quella università della vita che sembra tanto diffusa come alma mater nei profili social, ma tant’è e non me ne voglio lamentare, questo nuovo secolo, il XXI° troverà una sua spiegazione che però sfuggirà ai tanti che pensano che fabio volo sia un letterato o, ancor peggio, un filosofo

alto attrito, frequente cambio

Sarà la mia fortuna o la mia predisposizione ad essere fregato, ma voglio scrivere questo ragionamento perchè credo che sia un segno dei tempi, non voglio fare un post alla o tempora o mores, in parte sì, vorrei piuttosto ragionare serenamente su una tendenza che mi pare simile a quella delle locuste o, come diceva una persona che conoscevo anni fa, la teoria che, spremuto un limone, se ne prende un altro: mi riferisco alla crescita, in automatico mi viene da usare il termine ‘esponenziale’ anche se in realtà non so se qualcuno ha studiato questa cosa e ci sono dei grafici che mostrano appunto una crescita esponenziale, ma questo aggettivo viene usato sempre più spesso, per descrivere i fenomeni con crescita veloce e improvvisa, grafici hockey stick in inglese, a prescindere, temo, dalla funzione matematica sottostante, forse una legge di potenza, o forse no, la matematica ed io non siamo mai stati in rapporti particolarmente amichevoli. Codi nuovo munque ci sono in giro sempre più aziende, se così le possiamo chiamare, che si dedicano a contattare clienti per vendergli contratti energia, luce e gas, soprattutto e il sistema funziona così: si cercano persone per fare le telefonate o per suonare i campanelli e andare porta a porta, e, con il livello di disoccupazione che c’è di persone disponibili, che comincia come disperate, e la situazione è simile, a farsi accalappiare per qualche giorno e lavorare facendo il lavoro duro di girare a suonare campanelli, una di queste aziende è la smile srl, che vanta la più grande rete commerciale in Italia, a detta loro, non ho modo di recuperare i dati per confermare o smentire tale affermazione, che promette millecento euro di fisso mensile per, appunto andare a giro a suonare campanelli come venditore porta a porta, un lavoro che, almeno per me, è duro, non per il camminare in sé, quanto perché rompere le scatole alla gente al suo domicilio la trovo una cosa odiosa, e quindi dopo quattro giorni di lavoro ho detto che non era per me e che me ne sarei chiamato fuori, altri due ”colleghi, o altre due vittime del sistema, hanno fatto lo stesso. A me hanno detto che non avendo voglia di lavorare avevo fatto una cosa gravissima ad abbandonare nella settimana di prova, e ovviamente non mi hanno dato niente di niente, quindi ci ho rimesso la fatica ed i biglietti del treno… sic transit gloria mundi, uscendo però ho incrociato altri candidati che si avviavano a rimpiazzarmi, perchè sic stantibus rebus, cioè con l’attuale situazione economica, ci sono tantissimi limoni, in attesa di essere spremuti e, finito uno, sotto col prossimo. E con ciò credo di aver salvato il mondo? certo che no, non sono così illuso, semplicemente voglio dire, fate attenzione e, se potete, sottraetevi a queste forme di sfruttamento del bisogno, simile, in realtà alla situazione delle masse operaie proletarie all’inizio dell’ottocento, dalla quel sono nati i movimenti operai e, l’anarchia e il comunismo, di marx ed engels