Lunedì, nuova settimana, nuove Grane

Lunedì mattina, non è vita, l’ho già scrittto e mi sono espresso in questo stesso senso sui miei canali Social, che risposte ho ottenuto? nella maggior parte dei casi delle diagnosi, facilone di depressione o giudizi etichettatori tipo “sei depresso, appunto”, appunto, o “te stai male”, che è vero non sto bene, ma so che devo uscire da solo da questa buca, perchè sono solo, come tutti nel mondo, e quindi mi diverto a spargere pessimismo cosmico a mezzo scrittura, che tanto, fortunatamente, viene ignorata dai più, che sono impegnati a spargere ottimismo e felicità impropria per le prossime feste di natale, mentre ignorano i problemi con la testa sotto la sabbia, il che, fra l’altro, li one a culo esposto e ritto e, si sa, la vita è un temporale, e prenderlo in culo è un lampo… se poi ci si espone così… Varrà la legge del Bisenzio… prenderlo in culo e fare silenzio. e non parlerò di politica perchè la situazione è già deprimente di per sè. Torno sulle etichette per dire che etichettare qualcuno come “polemico” o “depresso” o “negativo” o “razzista”, altro non è che una semplificazione mentale da parte di chi appone l’etichetta, che, in questo modo, ha classificato quella persona e, quindi, ad ogni successiva, interazione, non avrà più bisogno di usare i propri neuroni e sforzarsi di giudicare la persona e farsi una opinione, ma, invece, guarderà nel proprio database e prenderà un giudizio pronto all’uso e glielo applicherà… caso chiuso. Problema risolto, che già sono impegnato a spargere finta felicità natalizia sui social, per dimostrare agli altri, quanto sono figo e come sono ganzo che vado a sciare sulla neve… deh, fenomeno! tu andassi a sciare sull’erba o sulla sabbia, quantomeno sarebbe originale, ma andare a sciare sulle piste innevate, è banale e comune… ma ad ognuno il suo… sono polemico e… me ne vanto. Non riesco ad adattarmi al conformismo dilagante di tutta la Gente, allegra, di cosa? felice, buon per loro. Chiudo ricordando le Parole di Gesù: Beati i poveri di Spirito… non perchè loro sarà il regno dei cieli, quanto piuttosto, come la leggo io questa frase significa, in nrealtà: beati i poveri di spirito, da intendersi esattamente come il “beato te, che non capisci un cazzo”

Libri e cervello

I libri contengono informazioni, dati, date e fatti, documenti ed altro, non sono molto diversi da altri oggetti che contengono cose simili quali, per esempio gli hard disk di un computer o le memorie portatili come i thumb drive, I CD-ROM e le penne USB che li hanno ormai rimpiazzati. Ma i libri sono diversi, infatti, sono anche degli utensili che servono a modificare il cervello attraverso il loro contenuto testuale in altri termini per me la lettura non é solo un grande piacere fine a sé stesso ma una attività che ci permette di plasmare il nostro cervello, che d’altra parte è un materiale plastico, proprio attraverso l’uso di utensili come la lettura, l’apprendimento ed il ragionamento. Intesi non tanto in senso astratto ma come pratica concreta oh se la gente allenasse il proprio cervello come fa con i muscoli andando in palestra dopo il lavoro, certo se la lettura fosse uno sport agonistico l’Italia non verrebbe nemmeno ammessa alle selezioni per i campionati mondiali, anzi c’è chi si vanta di non avere mai letto un libro. E in generale i dati sulle abitudini di lettura sono sconfortanti, e la politica che esprime i personaggi attuali ne è una conseguenza. Più per le carenze non di nozioni e nozionismo, pratica della quale taanto a lungo, è stata accusata la scuola, quanto per la mancanza di pratica di ragionamento su quei dati e quelle nozioni che si desumono dalla lettura e, poi, nel tempo, vengono rielaborati dal cervello, con un pensiero critico e indipendente che la scuola dovrebbe incoraggiare e sostenere e non avversare in favore di alunni, disciplinati e obbedienti ma di giovani indipendenti e pensanti autonomamente, cosa che, in vero, la politica non apprezza perchè, in futuro, questi saranno, sarebbero, elettori consapevoli e non la pancia del paese che è tanto facile solleticare con promesse populiste e demagogia un tanto al chilo, in cambio di voti. L’Educazione Civica, un tempo colonna portante dell’educazione scolastica, è stata abolita a partire dalle contestazioni del sessantotto

Quasi trovato il punto

Credo di essere, se non al punto preciso, quello con la X rossa sulla mappa del tesoro, che chissà se i ragazzi di oggi e i millennials, sanno cosa sia, temo di no, d’altro canto l’isola del tesoro l’originale di R.L. Stevenson ancora non l’ho letto neanche io, che sto ancora, faticosamente cercando di mettermi in pari non sul ”canone occidentale” come definito e descritto dal critico americano Harold Bloom, bardolatrotermine definito qui da wikipedia eminentissimo, mentre io mi limito a leggiucchiare un minimo di shakespeare per passione e gusto personale. Il Canone occidentale, o Western Canon dal titolo dell’omonimo o Eponimo? Titolo del Libro di Bloom, non riuscirò mai a leggerlo tutto e sono decisamente un lettore forte, ma decisamente è il tempo che manca, quindi mi limito a mettere le toppe che riesco alla mia lacunosa conoscenza letteraria, le toppe che posso, significa, leggere quei libri che riesco a leggere e che, altri, considerano canonici, rinuncio in partenza a I dolori del giovane Werther di Wolfgang Goethe perchè mi tocco, per obbligo alle scuole medie e arrivare al punto in cui, finalmente e con sollievo di tutti i lettori, il giovane werther si pianta finalmente una pallottola in testa, fu durissimo, in seconda superiore il mio professore di Italiano, il già Sindaco di Montecatini Terme Amedeo Bartolini, mi consigliò di Leggere L’uomo senza qualità di Robert Musil, io ne avrò lette forse una decina di pagine poi mollato per manifesta insopportabilità,Credo si un libro noioso, come anche un altro abbandono Celebre che qui confesso della mia carriera di LEttore: la montagna incantata di Tomas Mann, altro libro al quale sono stato costretto e che ho trovato molto, ma davvero molto, noioso, sarò sbagliato io, non lo metto in dubbio ma questi libri li ho trovati davvero intollerabili, nonostante questo ,ad esempio, la scorsa primavera, ho letto Le Benevole, altro Romanzo Storico che oscilla tra due palle e due Coglioni, insomma ottocento pagine non esattamente scorrevoli, a meno, forse che uno sia appassionato delle vicende dell’occupazione tedesca dell’Europa orientale, nel corso della seconda guerra mondiale e infiniti dettagli sulle articolazioni dell’esercito invasore con decine di sigle, forse decifrabili da chi conosce il tedesco, quindi non io. Comunque più leggibile di Musil. Almeno per il sottoscritto, poi se avete tempo da perdere, investitelo pure in queste letture, io preferisco dedicarmi a cose più stimolanti anche se meno culturali, tipo abbrutirmi una mezz’ora oltre non reggo, davanti alla TV. Non dico a guardare pomeriggio cinque, ma un documentario magari sì.

Tronando al Titolo e alla X che ha dato origine a questa divagazione, Il Punto in questione è quello in cui scavare, non tanto per trovare il Tesoro ma scavare nel senso che credo di essere arivato al fondo, averlo toccato, anzi aver iniziato ad arredarlo, e che sia per me, il momento di iniziare a scavare…

Come ho toccato il fondo? Parto dalla sequenza degli eventi per il come, sul perchè credo debba ancora stabilirlo pure io stesso. Torniamo Indietro nel tempo, solo qualche anno, diciamo al duemiladieci: lavoravo in Liguria da un annetto e miero abituato al ritmo della sveglia lunedì mattina alle sei o anche prima, un’ora e mezzo di autostrada per arrivare al lavoro, a sera risalire la collina di Santa Giulia di Centaura, alle spalle di Lavagna, per andare a dormire nella stanza con cucina che avevo affittato, la mattina dopo tornare in ufficio e così via fino al venerdì pomeriggio quando tornavo in Toscana per il weekend, Abituato al ritmo il lavoro mi piaceva, all’inizio, poi cominciava ad essere parecchio stressante, per una serie di motivi che non è questo il luogo nel quale elencarli ed esaminarli e lo stipendio era discreto. Non faraonico ma invidiabile, almeno viso ora dalla prospettiva di tre anni da disoccupato, tornato a vivere con la mamma e da lei mantenuto. Tutte le velleità di Allora sono scomparse, la fidanzata mi ha lasciato e spesso mi pare di essere il protagonista di Downbound Train, di bruce Springsteen. per chi non la conoscesse, la metto qui sotto. Per la cronaca, ho fatto domanda di impiego in autolavaggio,ma a quanto pare avere oltre venti anni nel duemiladiciotto non è compatibile con il poter trovare lavoro neanche come addetto di autolavaggio, nè come operaio vivaista, delle vicissitudini con il centro per l’impiego ho parlato qui e qui

La Rabbia e l’Europa

Fenomeni come quello dei Gilets Jaunes Francesi, degli Indignados Spagnoli, dei Brexiter Inglesi ed altri che ci sono o si manifesteranno in altre parti di Europa, sono il riflesso di una Rabbia crescente che si sta diffondendo nel Continente, vecchio sia storicamente che Anagraficamente. Nel secolo scorso questi movimenti, lo Spetro che si aggirava per l’Europa di Marx, hanno portato a due guerre mondiali e a un numero notevole di morti ed altre sciagure, dopo le due guerre mondiali la Rabbia è tornata a serpeggiare e poi a manifestarsi, con i movimenti studenteschi del sessantotto che, poi, hanno lasciato la lunga scia del terrorismo degli Anni di Piombo e del Terrorismo Palestinese degli anni settanta ed ottanta, non solo in Europa. La Rabbia è un animale difficile da dominare, chi lo fa ci riesce solo per brevi periodi e quando sfugge al controllo, sono volatili per diabetici, in termini più spicci: cazzi amari, scusate il francese. L’Europa, assemblata tra gli anni sessanta ed oggi è una costruzione politico-economica ancora traballante e, priva di una identità Europea Forte, più un assemblaggio di Paesi e Popoli che un vero melting Pot all’Americana, che detto così sembra una ricetta tipo la jambalaya, Però nel bene e nel male, questo traballante assemblaggio di popoli e Stati è Riuscito a contenere la Rabbia ed evitare che esplodesse in conflitti Sterminatori come, appunto, lo sono stati la prima e la seconda Guerra Mondiale. Per il futuro invece delle manovre di politici furbetti che cercano di cavalcare l’Antieuropeismo, credo che sarebbe più utile abbracciare in senso forte l’Europa con proposte politiche come quella di emma Bonino, che vedono nell’Europa una costituzione da Irrobustire e Sbozzare per il vantaggio di Tutti, anche se questo avrà problemi a battere le resistenze locali dei politichetti e politicanti che non vogliono perdere la loro, relativa, importanza nel paesello o nella provincia di Riferimento e preferiscono barattare qualche voto con l’antieuropeismo, che è simile all’antiglobalismo, all’alticapitalismo e in generale, all’anti-qualcosaismo

L’onda lunga della rabbia

L’italia é un paese fondato sull’invidia, ne sono dimostrazione l’odio che si è attirato addosso Silvio Berlusconi nella sua parabola politica. Odio motivato non tanto da una legittima contrarietà alle disposizioni decise dai governi Berlusconi, quanto dall’Invidia, appunto, che SB si è guadagnato per il semplice fatto di essere Ricco. L’Invidia poi è stata declinata secondo le inclinazioni di Ciascuno, dalla sinistra è stata Cavalcata come Cavallo di Battaglia per attirare Consensi e rinfornzare Posizioni politiche sempre più Deboli una volta esaurita l’onda dei nostalgici del millenovecentosessantotto che speravano in una, in Italia quantomeno improbabile, Rivoluzione Proletaria, se non altro perchè i Proletari, almeno quelli intesi daKarl Marx, sono scomparsi da almeno la metà dell’ottocento, insieme alle fabbriche che impiegavano gli operai alienati che hanno costituito la forza del Partico Comunista Prima, Socialista Poi e che, se già erano in diminuzione con l’italia degli anni sessanta, sono scomparsi del tutto con gli anni Novanta e la Finanziarizzazione del Mondo, dopo l’orgia Spendacciona degli anni ottanta che portò al boom del credito al Consumo, poi tutte queste forze sociali, nel senso di appartenenti alla società, si sono letteralmente vaporizzate con l’avvento di Internet, a partire dal millenovecentonovantasette, che è arrivata su società impreparata e già fatta di analfabeti funzionali in potenza o quantomeno in fieri, quando non veri e propri illetterati, che ne hanno recepito solo gli echi, intermediati dai media, che la proponevano come ultima tendenza USA e ne hanno visto solo gli aspetti più frivoli e facili da raccontare, mancando del tutto una analisi approfondita che, forse, avrebbe fatto loro presagire l’avvento dei Social Network vent’anni dopo che, di fatto, avrebbe spazzato via la Stampa sostituendola con la Post Verità, o Verità dei Post, appunto disintermediata e fatta soprattutto di fugaci sprazzi di notizie veicolate appunto dai Social Media, senza alcuna coscienza Giornalistica a Filtrarle, da qui è discseso l’abbandono dei Giornali che, in un paese che ripudia la lettura e vede gli intellettuali con Sospetto e la Sceinza come Complotto, purtroppo i giornali Vanno letti e l’atto di leggere è, per molti, più  faticoso che spalare pietre Il Movimento cinque stelle ha saputo bene incanalare l’invidia e produrre campagne efficaci contro la Kasta, altro bersaglio dell’Invidia, riuscendo così a fare sì che gli Elettori, spinti dall’invidia, personale e Sociale e dalla Rabbia, li eleggessero al posto di chi c’era prima, per meglio chiunque piuttosto che quelli, con i Risultati che Vediamo. D’altro canto l?Italia manca di una classe dirigente Capace e ben Formata e si continuano a promettere e a credere, in soluzioni semplici per problemi complessi, limitando il pensiero, direi il pensiero critico, ma è riduttivo, direi il pensiero tout court.

-court

Decreto Sicurezza e situazioni surreali,

fini dell’aneddoto che voglio raccontare.elCome èho scritto nel mio curriculum vitae et studiorum, scusate il latino ma lo uso perchè mi è costato studiarlo nei primi anni del liceo e quindi ci tengo ad usarlo ogni tanto., come ho scritto, sto freqnetando il master in comunicazione e giornalismo organizzato da comunika. Il Master si tiene a weekend alternati nella sede didattica del centro congressi Cavour in Roma e, quindi, ogni due settimane mi tocca passare un weekend Nella Capitale, che dire? c’è sicuramente di peggio. I colleghi studenti sono gente simpatica e i docenti avuti finora, sono stati tutti professionisti e preparati ed hanno, ognuno a suo modo e per la sua area di competenza, trasmetterci delle nozioni che se saranno o meno utili sarà il tempo a dirlo. Comunque, domenica 29 ottobre stavo tornando verso Casa, a pistoia, E sono arrivato, con un treno Alta Velocità ITALO, a Firenze Santa Maria Novella, e non Santa Maria Nutella come si ostina a scrivere il correttore automatico del mio iphone, sono arrivato alle 21,17 ed il treno per pistoia partica solo alle 22,10, quindi ho trovato due panchine libere nei dintorni del binario 1 e, dato che una delle due panche era libera, l’altra era occupata da due immigrati di provenienza, scoprirò poi, Cubana, mi sono seduto su quella libera ed ho continuato a leggere i messaggi sul cellulare. E’passato un po’ di tempo, poi si è fermato nell’area davanti alle panchine un golf-cart, non so come si chiama in italiano ma avete tutti presente il trabiccolo elettrico in usco nelle stazioni ferroviare da parte della Polizia di Stato. Sono scesi due agenti chehanno chiesto a tutti i documenti. Anzi,il dialogo è stato un po’,dal mio punto di vista, più surreale: di dove siete? non che usassero il voi ma snellisce la scrittura rispetto al di dove è lei che è più corretto. Io ho pensato, cazzo, sono italiano e ora glielo dico: Sono Italiano, risposta: da quando? io, da quarantasei, quasi quarantasette anni, cioe? cioè dalla nascita cribbio, per non tirarci un moccolo che, forse, avrebbe meglio attestato il mio essere toscano. A quel punto hanno chiesto i documenti e gli ho datto la mia carta di ientità, hanno controllato non so cosa sul cellulare e me la hanno restituita dicendo, può andare, Grazie, vorrei vedere dato che la Costituzione sancisce il diritto di libera circolazione per i cittadini della repubblica, articolo sedici se non vado errato. Invece hanno fatto storie ad una ragazza cubana priva, a quanto pare di permesso di soggiorno e ad un ragazzo italiano ma adottato da Cuba, appunto e che vive in italia da quattordici anni, quindi credo ormai cittadino a tutti gli effetti. Penso che il tutto sia dovuto non al momentaneo capriccio degli Agenti, quanto alla stretta sui controlli imposta dal Famigerato Decreto sicurezza di recente introduzione che si dimostra essere più che altro una mossa di propaganda da parte del Governo gialloverde e del ministro dell’Interno Salvini che cerca di dimostrare ai suoi elettori, che sta facendo qualcosa, cosa e con che utilità non mi interessa indagarlo qui, ma qualcosa. L’Episodio di per sè non vuole dire nulla e non voglio dire nulla riportandolo ma semplicemente lo riporto ai fini di cronaca degli eventi in questo scorcio di anno duemiladiciotto.

Sindrome da assedio e decreto sicurezza

Quanto segue, sarà un testo dal contenuto molto personale e privo di pretese

di applicabilità generale. Per alcune cose ricorderà altri post qui sul Blog, questo e questo, per esempio. A sentire lo story telling ufficiale, potrei dire la versione ufficiale, ma story telling fa più figo, dopotutto l’inglese è la mia seconda lingua o forse la prima, non lo so… Comunque according to the official story telling from the Government, gli immigrati sono un grave problema e l’accattonaggio anche, al punto che serviva un decreto sicurezza che è stato emanato da pochi giorni ed ha scatenato le ire dei, Soliti: studenti, disoccupati e centri sociali, insomma la gente che non ha altro da fare nella vita se non indignarsi, manifestare, e raccogliere firme, buon per loro; firme che praltro porteranno, semmai e dopo vari passaggi, all’indire un Referendum che, come tutti i precedenti nella storia della Repubblica, verranno fatti, pagati e, qualsiasi sia il risultato, verrà ignorato e si continuerà come prima, senza dire che il Governo, una volta convertito in legge il decreto sicurezza, legge che, forse, chissà, verrà abrogata dal potenziale referendum, potrà sempre fare un nuovo decreto sicurezza appunto, per decreto, quindi il risultato netto di tutte le proteste e dell’eventuale Referendum, sarà quello di non aver ottenuto nulla, se non spendere dei soldi che non abbiamo. Io non credo che l’accattonaggio e l’immigrazione richiedano tanto dispendio di energia e tantomeno che rappresentino una emergenza da attaccare con un decreto, ma questo governo ha bisogno, disperato, di dimostrare che fa qualcosa d’altro che sparare provlami, si vogliono considerare il Governo del Cambiamento, ma nei fatti si comportano esattamente come il Governo precedente, annunci a raffica, annunciocrazia come è stata nominata da non ricordo chi e google non mi dà alcun rrisultato per la ricerca “annunciocrazia” a parte un hashtag di twitter e vsri siti di escort oltre a tentare con correzioni automatiche e proponendomi “annunci croazia”, ms certo voi saprete fare meglio. Ho divagato, torno in tema, ok, ci provo.gli immigrati, che chiedono l’elemosina, sono a mio avviso, fastidiosi, certo, ed una minaccia per le già scarse risorse economiche, le mie almeno, ma certo non li trovo una grave minaccia sociale. Però questo Governo li usa per distrarre gli Italiani da altre cose come la manovra economica per dare al popolo un nemico con cui prendersela, in modo da evitare che la volgia di protesta si rivolga contro il Governo stesso. Inoltre c’è una corsa a recuperare risorse, leggasi Soldi, in qualunque modo per comprarsi voti in previsione delle elezioni europee 2019 e dico comprarsi, come già hanno fatto alle elezioni di marzo 2018 con il reddito di cittadinanza usato come straccio rosso davanti al toro e facendo passare l’idea che, se eletti, avrebbero regalato soldi a chi non vuole lavorare. Chi, invece, non ha lavoro, non vive al Sud, più precisamente in Campania, ed ha più di diciannove anni? eh, si fotta ed attenda i quaranta anni per l’altra promessa, elettorale, la quota cento, che scassa i conti solo per sollazzare qualche potenziale  Nel mio piccolo, però mi accorgo di risentire della cosiddetta sindrome da assedio, infatti come vedo qualcuno, di qualsiasi colore che mi avvicinapensionato… io credo, nel mio piccolo di essere stato condizionato ad una sorta di ”sindrome da assedio” infatti quando camino per strada e qualcuno mi si avvicina, il mio pensiero automatico è che voglia chiedermi dei soldi o vendermi qualcosa, a prescindere dal colore della pelle, nel novanta per cento dei casi ci azzecco, stamani ni mille metri-un chilometro- che ho perscorso nel centro di pistoia mi hanno fermato in tre, una zingara che agitava un bicchiere con delle monete dentro e ne voleva altre, poi due immigrati di colore- che non sia mai che dica o scriva negri, altrimenti divento immediatamente tacciabile di razzismo, comunque, bianchi non erano e per il solito vizio degenere della politically correctness, altra clamorosa cazzata, trattata bene da Robert Hughes, in la cultura del piagnisteo -adelèhi- trovabile su amazon, qui e che consiglio a tutti di eggere, perchè fa capire come siamo arrivati al punto in cui siamo, quello dove si deve dire ipovedente, o non vedente ad un cieco, perchè chiamarlo con il suo nome, cieco appunto, sarebbe offensivo, gli storpi ormai sono tutti ”diversamente abili” e, temo, presto che i morti dovranno essere definiti ”privi di vita”, mi domando allora come chiameremo gli stronzi:”pesone di merda forse?

La lettura, poco praticata

Questo Testo, che ho scritto come parte della Mia Tesi di Laurea in media e Giornalismo è una riflessione, con dati Istat a supporto, sulla situazione della Lettura in ItaliaLa situazione attuale, che tratterò nelle prossime pagine, Penso si possa in larga pare attribuire al livello di grave ignoranza attualmente riscontrabile nella audience dei media mainstream ovvero nella popolazione, non solo in quella italiana, anche se i dati che verranno presentati faranno spesso riferimento all’Italia. 1 Il calo generalizzato della cultura di massa, che ha portato fino ad un livello così basso da venire in, parte, sfruttato NCHE dagli stessi media mainstream, CHE NE APPROFITTANO PER LIVELLARE, IN BASSO, LA QUALITà DELLA LORO OFFERTA CULTURALE IN GENERE, CONTANDO SUL FATTO Che una audience di ignoranti non metterà in dubbio la qualità e neppure se ne renderà conto e che viene certamente messo in evidenza dall’uso che viene fatto dei social media e che informa anche i risultati di questo uso dei social media, principalmente Facebook, in quanto i è attualmente il social network con cui tutti hanno più familiarità, forse grazie, e a causa della, sua ampia diffusione, ma senza escludere Twitter, Instagram, YouTube e ogni altra forma di user Generated Content, quindi comprendendo anche i commenti nei blog o i commenti ai video di youtube, ma anche tutte le altre forme di discussione più o meno pubblica: da chi ascolta un dibattito politico, a chi fa semplicemente chiacchiere da bar. Oltre alla bassa scolarizzazione, penso che sia opportuno anche tenere conto del cosiddetto Analfabetismo funzionale che, secondo i dati istat e quelli dell’indagine IPSOS MORI, affligge oltre un terzo della popolazione italiana Nel nostro Paese, inoltre, l’analfabetismo funzionale va di pari passo con una particolarmente scarsa abitudine alla lettura, anche se per questo dato pare che sia in corso una promettente inversione di tendenza. Tuttavia si scopre che troppo spesso quei pochi lettori che ci sono sono lettori deboli (cioè persone che leggono meno di un libro al mese) e sempre Secondo i dati Istat ( si stima che“Nel 2015 si il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni (vedasi Figura 1 per la distribuzione delle fasce d’età e l’andamento negli scorsi anni,) abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali. Il dato appare stabile rispetto al 2014, dopo la diminuzione iniziata nel 2011. Il 9,1% delle famiglie non ha alcun libro in casa, il 64,4% ne ha al massimo 100. La popolazione femminile ha maggiore confidenza con i libri: il 48,6% delle donne sono lettrici, contro il 35% dei maschi. La quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire di nuovo; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni. La lettura continua ad essere molto meno diffusa nel Mezzogiorno. Nel Sud meno di una persona su tre (28,8%) ha letto almeno un libro mentre nelle Isole i lettori sono il 33,1%, in aumento rispetto al 31,1% dell’anno precedente. I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno. L’8,2% della popolazione complessiva (4,5 milioni di persone pari al 14,1% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi) hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi. Lettura e partecipazione culturale vanno di pari passo; fra i lettori di libri, le quote di coloro che coltivano altre attività culturali, praticano sport e navigano in Internet sono regolarmente più elevate rispetto a quelle dei non lettori.3.1 nella media dei 24 paesi partecipanti e il 22.6% in Giappone, il paese in testa alla classifica. Inoltre, solo il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica‚” Secondo me questo chiarisce il perchè i contenuti generati sui social media siano, quando si tralasciano i selfie e le fotografie di qualità altrettanto scadente, siano caratterizzati da un”espressione scritta con grammatica e ortografia, a dir poco, traballanti; Per non parlare dei dei contenuti scritti in lingue straniere, praticamente sconosciute all’atto pratico, e che costituiscono una parte rilevante del Web; nonostante il vezzo italiano di vantarne comunque una conoscenza, seppur minima, con risultati che vanno dal sembrare il Pieraccioni de ‚”Il Ciclone‚” (1996),secondo cui per parlare spagnolo basta aggiungere una ‚”S‚” alla fine delle parole,  all’uso dell’inglese da parte dei nostri Esponenti Politici (Spesso usato come bersaglio dalla Satira in quanto produce effetti più comici che comunicativi proprio a livello di significato, tralasciando quindi la pronuncia approssimativa che imita più i suoni che il parlare di un parlante reale della lingua in cui si sta cercando di esprimersi.). Considerando la lingua conosciuta meglio, il 7,6% degli intervistati che parlano almeno una lingua straniera ritiene di avere un livello di competenza ottimo, il 24,3% un livello buono, il 37,7% ritiene di avere un livello di competenza s)ufficiente e il 30,4% scarso (dati da leggere ricordando l‚’effetto Dunning Kruger di cui parlo appunto nel post appena linkato). Sommando coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo, , si nota che tale quota è più elevata tra le donne (34%) rispetto agli uomini (29,9%) e tra i giovani di 25-34 anni (34,1%) (cfr. Tavola 11). Che Sono Forti le differenze legate al titolo di studio: tra i laureati la quota di coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo è del 58,3% rispetto al 33,2% dei diplomati e al 22,8% delle persone con licenza media. Le persone intervistate dichiarano, dunque, un livello di conoscenza delle lingue straniere abbastanza modesto. Per l‚’inglese il livello di conoscenza è scarso per più del 30% degli intervistati. La quota di persone che dichiarano una conoscenza ottima dell‚’inglese è ristretta, il 5,7%, mentre il 23,6% dichiara un buonlivello di conoscenza.

Effetto Dunning Krueger

L’effetto Dunning-Kruger si chiama così dal nome degli Autori che, in uno studio del 1999 descrissero Questa distorsione cognitiva, da loro attribuita all‚’incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori.[Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un‚’affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della¬fiducia in sé stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger, della¬ Cornell University, hanno tratto la conclusione che: ¬´l’”errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri”). Si viene così a formare un circolo vizioso nel quale persone disinformate producono ulteriore informazione, o forse dovrei dire ‚”ulteriore disinformazione‚” che poi viene consumata da altri soggetti simili per crearne ancora, riavviando così il circolo e, in un certo senso aggravando la situazione.

In particolare è preoccupante il calo generalizzato della cultura di massa che, forse, andrebbe considerata estinta o, forse neppure mai esistita, così¨ come la ‚Mitica “saggezza ‚delle folle‚”(più nota nell‚’espressione anglosassone ‚”wisdom of the crowds‚”(J Surowieki2004 1 pag 57-85, libro non recente ma tuttora attuale come trattazione.)

1
 J James Surowiecki The Wisdom of the Crowds (Anchor Books New York 2005

Riflessioni a distanza di 10 anni, o, semplicemente, 10 anni dopo

Sono passati dieci anni da quando ho scritto la prima versione di questo post, pubblicato la prima volta il 17 novembre del 2008, 10 anni fa, non esattamente, più 10 anni ed una settimana fa, ma credo che “10 anni dpo”, per ricopiare il titolo di “Dumas Vent’anni dopo” (1845) che rappresenta la parte centrale della storia dei tre moschettieri: Athos, Portos, Aramis e il più celebre, d’Artagnan.

 

Poco meno di un anno fa, il 28 novembre 2007 avevo scritto a proposito di Facebook e di come fosse poco usato dai giovani italiani. Quasi un anno dopo siamo in piena fase di boom di questo Social Network che ha avuto una crescita esplosiva in Europa negli ultimi 12 mesi e anche in Italia (con un numero di utenti nell’ordine di grandezza di 1,5 milioni). esplosiva in Europa negli ultimi 12 mesi e anche in Italia (con un numero di utenti nell’ordine di grandezza di 1,5 milioni, oggi 2018 sono diventati circa 40 milioni, circa il 60% della popolazione, prendendo il totale a 60 milioni in attesa del ricalcolo della “popolazione legale” che si aspetta per il 2021 al termine del primo giro del Censimento Permanente). Insomma più della metà degli italiani è iscritto a Facebook. che, nel corso di questi 10 anni, ha raggiunto e superato i 2,2 miliardi di utenti, analogamente pari a circa il 30% della popolazione mondiale, attualmente estimata a circa 7,6 miliardi di persone. (fonte Wikipedia) dopo aver raggiunto i 7 miliardi ad ottobre di sette ani fa, nel 2011.

A livello globale ha superato i 100 milioni di utenti ad agosto e sta crescendo non solo tra i giovani ma anche nella fascia di età che va da 30 a 45 anni, un segmento demografico che tra luglio e settembre è cresciuto di circa il 40%. C’è da dire che questo picco di crescita è spiegato dal fatto che questa fascia di persone era poco presente su Facebook. Ma è interessante vedere che viene adottato da persone dai 13 ai 60 anni e oltre.I media tradizionali detti anche media mainstream, al solito, hanno visto l’aspetto allarmistico di questo boom, arrivando a suggerire che chiunque usi un social network sia, essenzialmente, un disadattato (per una disamina della vicenda suggerisco la lettura di un libro come Far Web di Matteo Bianchi che può aiutare a chiarire certe dinamiche.

Va anche detto,  però, che la grancassa mediatica ha anche aiutato Facebook portandolo all’attenzione di molti che non ne avevano mai sentito parlare in precedenza. Ed infatti è proprio attorno al 2007 e 2008 che si è avuta una prima fase di ampia diffusione dei Social Network in Italia, fase poi cavalcata un po’ da tutti e che ha dato il via alla successiva moda in arrivo dagli USA, quella degli influencer, che ci ha regalato tanti VIP che di VI Very Important hanno poco o nulla, ma sono famosi, e tanto basta a farli diventare, per dirne una, Scrittori di Successo, pur in un Paese dove si legge sempre poco

 

In USA intanto c’è chi ha iniziato a parlare di perdita di interesse verso questa piattaforma, dato che lì la crescita del numero di utenti è rallentata fino ad appiattirsi o a calare (fino al 7%) rispetto ai mesi precedenti. Però considerando che la creatura di Mark Zuckerberg aveva continuato a crescere per molti mesi di seguito si tratta più probabilmente del semplice fatto che il mercato è saturo e quindi il ritmo delle nuove iscrizioni deve inevitabilmente rallentare.

 

Io mi sto trovando ad usarlo molto, una volta presaci la mano diviene semplice da usare (al contrario delle prime impressioni che lo fanno sembrare una piattaforma incomprensibile) e ritrovarci amici attuali e conoscenti dei tempi andati è interessante e fa appello al piacere, che tutti negano ma tutti allo stesso tempo provano, di farsi gli affari degli altri. Il punto che proponevo nel post di un anno fa però mi sembra che venga confermato da Facebook: i giovani lo usano ma la produzione di contenuti, per la natura stessa della piattaforma, è limitata: si aggiungono foto e si linka tanto materiale da altre fonti (Youtube, Flickr e via dicendo), oppure si spammano gli amici con inviti a gruppi e applicazioni. Ma di creazione di contenuti originali non se ne trova (ripeto, nella piena logica di tale piattaforma che in parte sta tendendo a Myspacizzari) e la blogosfera continua a essere piena di blog anch’essi myspacizzati: qualche foto o immagine presa altrove, copia-incolla di testi di canzoni e poesie altrui ma pochissima produzione originale.

 

Forse c’è da rassegnarsi al fatto che al mondo di “autori” ce ne sono pochi, come confermato anche da questa analisi di Forrester Research.