tu ma…

“maiala” sarebbe la risposta automatica di qualunque Toscano. Invece la domanda è quella posta, in italiano stentato dalla bambina scelta come protagonista dello spot del detersivo Winni’s che afferma che sua mamma è cologica (sic) probabilmente vorrebbe significare ecologica ma gli autori hanno pensato che farla parlare come una bambina inciampandosu parole complicate come la frase “è ecologica” fosse più simpatico e, quindi” mia mamma è cologica e la tua?” domanda a cui l’unica risposta sensata sarebbe, forse “mi ma è diesel ed inquina a bestia” chi si fosse perso lo spot può trovarlo su youtube ma,sarò buono e ve lo linko sotto che cercarlo è fatica.

 

che palle

Di sicuro guardo troppo la TV ma d’altra parte devo in qualche modo, far passare il tempo. Detto questo, c’è roba che veramente non si sopporta e che, a mio giudizio, dimostra la disperazione dei pubblicitari di fronte alla necessità di far presa sull’attenzione di spettatori divisi tra il secondo schermo dello smartphone che in realtà non è certo secondo. visto che è quello che cattura tutta la loto attenzione,  e una serie di programmi tutti uguali e ripetitivi, per tacere del fatto che sono tutti identici e copiati da format stranieri pensati per altri popoli, americani in primis e quindi lontani dal sentire italiano. Ecco così che si trova “io vado qua e là e amo la mia libertà della sgallettata di i liu-jo che sfarfalla qua e là con le scarpe da ginnastica col tacco, liberissima di darla via come se un domani non ci fosse e l’esperta Amy Sedaris, che pare una matrona di bordello riciclata alla pubblicità, si vede che il cassonetto dell’umido era pieno, che trulleggia sullo schermo per proporre il lenor unstoppable che dovrebbe coprire il puzzo dei panni sporchi dopo il lavaggio… ma che lavaggio è stato? o, forse, troppo complesso capire che se lavi con l’acqua zozza i panni non si puliscono?

La Saga della carta

A Pistoia la spazzatura, monnezza, Rumenta come la volete chiamare, è gestita da Alia Spa, già Publiambiente che a quanto pare ci tiene alla raccolta differenziata. Ad esempio la Carta non dispone di un cassonetto stradale dedicato come avviene, invece, per plastica, umido e Alluminio. No; la Carta viene raccolta con il  sistema del cosiddetto “Porta a Porta” che non è quello che immaginate. Presumo che vi aspettereste che un incaricato venisse periodicamente a ritirare il rifiuto, la carta nello specifico, porta a porta. Manco per il cazzo. La Carta o il rifiuto specifico deve essere tenuto in casa fino alla data specificata  dal calendario, all’incirca ogni quindici giorni si sarà autorizzati a conferirla (sic) in un punto specifico della strada da cui verrà raccolta. Attenzione il punto giusto io lo stabilisco guardando dove la lasciano gli altri perchè un metro a destra o a sinistra e la carta rimarrà dove è stata deposta con effetti simili a quelli che vedete qui a fianco perchè “gli addetti mica possono mettersi a guardare in giro” anche l’uso di un cassonetto non va bene perchè “la gente metterebbe anche roba che non è carta tipo la scatola della pizza da asporto, a volte anche unta e dovremmo ricontrollarla pezzo per pezzo” io da profano non so come si ricicli la carta nel dettaglio ma la scatolona della pizza mi pare in carta e non vedo come una macchia d’olio rovinerebbe la raccoltaper fare la raccolta vengono dati dei sacchetti di carta che, una volta esauriti possono essere ritirati presso la suddetta Alia/Publiambiente. Stamani quindi sono andato a ritirarli. Entrando nell’ufficio una serie di cartelli di ammonimento che operano al fine di proteggere gli impiegati dal terribile rischio del lavoro e intimano “non chiedere questa cosa qui, non pensare neanche ad ottenere quell’altra lì che poi se ci fosse l’impiegato gli toccherebbe ripiegare il giornale, ascoltare e rispondere ed è scomodo oltre che faticoso. Quindi prendere numero alla macchinetta “eliminacode”, alla seconda visto che la prima che siincontra è quella nella foto qui accanto,  ed attendere che venga estratto… Bene daccordo, preso il codice vedo sullo schermo che c’è da aspettare e mi siedo in attesa. poi, annoiato, giro un po’ per l’area di attesa e scopro che, ben nascosto in alto dietro la zona sedie c’è un altro schermo con i numeri che dice che il mio DD10 è assegnato allo sportello 2. Quidni entro nella stanza sulla cui porta c’è scritto “sportelli 1,2 per chiedere cosa devo fare per avere i sacchetti della carta. Vengo imediatamente apostrofato dall’impiegata presente in ufficio che mi dice “deve aspettare fuori, chiamiamo noi”, ho retto circa tre minuti prima di andare all’atra sede di possibile ritiro dei sacchetti.

 

Ciao mondo!

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