che palle

Ricominciare

che palle

Di sicuro guardo troppo la TV ma d’altra parte devo in qualche modo, far passare il tempo. Detto questo, c’è roba che veramente non si sopporta e che, a mio giudizio, dimostra la disperazione dei pubblicitari di fronte alla necessità di far presa sull’attenzione di spettatori divisi tra il secondo schermo dello smartphone che in realtà non è certo secondo. visto che è quello che cattura tutta la loto attenzione,  e una serie di programmi tutti uguali e ripetitivi, per tacere del fatto che sono tutti identici e copiati da format stranieri pensati per altri popoli, americani in primis e quindi lontani dal sentire italiano. Ecco così che si trova “io vado qua e là e amo la mia libertà della sgallettata di i liu-jo che sfarfalla qua e là con le scarpe da ginnastica col tacco, liberissima di darla via come se un domani non ci fosse e l’esperta Amy Sedaris, che pare una matrona di bordello riciclata alla pubblicità, si vede che il cassonetto dell’umido era pieno, che trulleggia sullo schermo per proporre il lenor unstoppable che dovrebbe coprire il puzzo dei panni sporchi dopo il lavaggio… ma che lavaggio è stato? o, forse, troppo complesso capire che se lavi con l’acqua zozza i panni non si puliscono?

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