internet risorge come la fenice?

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C’è un grande bisogno di resurrezione, non nel senso cattolico del termine, diciamo, piuttosto, bisogno di un risveglio, internet si è presentata, torniamo indietro nel tempo, agli inizi degli anni novanta come una nuova era dei lumi, la chiave che avrebbe aperto le porte di una nuova era di luce, come i lumi agli inizi del settecento, ma poi il lume si è spento e, invece delle superstrade dell’informazione, abbiamo assistito,, soprattutto negli ultimi anni, ad una alluvione di fake news ed odiatori seriali che vomitano il loro odio sulla rete e il cui tipico esemplare è stato magnificamente reso da Maurizio Crozza, con il  personaggio di Napalm 51 che per comodità vi mostro nel video qui di seguito.

 

Il personaggio di Napalm 51 è evidentemente modellato sul personaggio di Walter Sobchak de il Grande Lebowski film dei fratelli Coen del 1998 del quale Napalm riprende alcuni modi di Fare e, decisamente, il Look con occhiali da Poligono di colore giallo. Il Personaggio incarna bene, molti tratti dell’ “odiatore seriale”, che si sente sveglio più degli altri, capace di evitare le insidie delle lobby e, in generale, più furbo degli altri, una caratteristica tipica, in fondo, dall’italiano medio: debole coi Forti e forte coi deboli, un po’ come tanti personaggi portati sullo schermo da Alberto Sordi ad esempio il Marchese del Grillo nella celebre scena del ‘io sono io e voi non siete un cazzo” che potete vedere qui di seguito

Oggi, soprattutto negli Stati uniti, dove è nata, si parla di un risorgere del web che rinascerebbe dalle proprie ceneri come la fenice. Purtroppo, pur venendo da Tim Berners, Lee, l’inventore del protocollo www ovvero del word wide web che è ciò che conosciamo, dal 1995, come L’internet e che ha sostituito e inglobato o, per dirla con i filosofi, sussunto, i protocolli esistenti come http, ftp, gopher ecc. ecc, nel senso di et cetera, ovvero e altri, innumerevoli altri.la prima pagina Web, pubblicata dallo stesso Berners Lee, nel 1991 è stata l’innesco che poi ha portato alla rete come la intendiamo oggi e consentito la nascita dei, molto più tardi, Facebook, Google, Youtube ecc. Forse è il solo caso nella storia in cui è possibile documentare con una data certa l’inizio di un fenomeno così rivoluzionario e fonte di sconvolgimenti quasi al pari della rivoluzione industriale o della rivoluzione francese bn più famose ma certo meno documentabili se non in termini vaghi del tipo la rivoluzione industriale iniziò nella seconda metà del ‘700 quando furono impiantati i primi telai e si diffuse l’uso della macchina a vapore, certo termini più indefiniti di data del mese di agosto 1989. In questi poco meno di quaranta anni però anche grazie all’esistenza di internet e dei sui annessi e connessi, espressione che ho sempre voluto usare ma non mi era m capitato, che io ricordi almeno, di farlo… Il mondo è stato rivoluzionato e da quella rivoluzione, definita anche quarta rivoluzione industriale, nulla a che vedere con ‘industria 4.0 del precedente governo che invece è un calco del web 2.0 che , a sua volta, è un’espressione coniata da Tim O’Reilly nel 2004, Tim nome che ricorre spesso in quest’ambito, meno male che zuckerberg, e non zuckemberg, si chima mark..
Comunque il mondo è cambiato, quella scintilla ha dato avvio alla mondializzazione e alla globalizzazione che, a propria volta, ha causa tanti problemi, molti dei quali stiamo subendo ancora oggi. Il problema grave e fondamentale, non è tanto che il mondo sia cambiato, quanto piuttosto, che la gente, noi, non siamo cambiati di pari passo e non ci siamo evoluti, preferendo rimanere ancorati a paradigmi e abitudini del Vecchio Mondo, come descrive bene sygmunt bauman nel libro retrotopia.

 

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