Giornale online, perchè mai aggiungerne un altro?

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Quella del titolo è la domanda di fondo: dato che ci sono già decine, anzi migliaia,  di blog in rete ed altri se ne aggiungono ogni giorno, perchè mai crearne ancora un altro? la domanda è legittima, lo sono tutte d’altra parte. La risposta è ”Perchè no?” non è una risposta da bastian contrario ma dovrete leggere tutto questo pezzo per darmi modo di chiarire le mie ragioni, poi sarete, ovviamente, liberi di non condividerle e di mandarmi a quel paese, per dirla con wittgenstein, il filosofo Austriaco, sia chiaro, non il blog di Luca Feltri, sì proprio il figlio di Adriano. perchè a quel paese e non a quell’altro?. Ovvio che tutti sanno qual è quel Paese e potrebbero non sapere quale sia quell’altro ma tant’è, il blog è mio e ci scrivo ciò che voglio, chi vuole legga, gli altri vadano a Quel Paese o a Quell’altro insomma, vadano, ovunque ma non qui l’importante nel caso, è citare un altro autore, il Danese Andersen come il verbo… .
Tornando al punto di partenza, perché propongo di costituire un blog con vari autori e la ritengo una cosa possibile anche a fine 2018?. 0ra provo a spiegarlo.  Certo non per fare soldi con la pubblicità, quello ormai risulta difficile anche alle realtà editoriali consolidate che annaspano in questi tempi bui per il giornalismo. La mia vera risposta-che potrà suonarvi da bastian contrario ma, se ancora non fosse chiaro lo riaffermo esplicitamente, qui io scrivo ciò che penso e non mi assoggetto a valutazioni di opportunità o a giudizi di tipo, “ma se scrivi questo la gente penserà quest’altro”… premetto che sono fortemente convinto che molte persone, anzi dirò la Gente, con una generalizzazione brutale-non lo sono forse tutte?- ma anche semplificante… ripeto, dubito fortemente che la Gente pensi, tout-court questo non vuol dire che la Gente è stupida, ma non vuole nemmeno dire che la Gente, intesa come complesso delle persone, sia particolarmente abituata a farlo. Non sapete  cosa voglia direuna Parola? esistono i dizionari apposta e le dita che vi fanno spippolare sullo schermo unticcio del telefono o sulla tastiera, possono altrettanto bene sfogliare le pagine di un dizionario o di una enciclopedia e male non fa, ve lo assicuro. “Perchè no” si sposa con “ma lo fanno GIà IN TantI”,. Appunto lo fanno in tanti e allora perchè non io, o noi? non costa nulla è tecnicamente abbastanza semplice, e senza osare non sapremo mai come finisce;  come disse non ricordo chi: Audentes fortuna juvat o … comunque la Fortuna aiuta gli audaci nel mio caso più che di audacia io propendo per gli incoscienti, pensando all’incoscienza del disperato che, ormai, ha poco da perdere e quindi tanto vale che provi anche questo…
Da settembre sto frequentando un master in giornalismo e comunicazione il giornalismo è stato il mio lavoro per pochi anni e vorrei rientrare in quel mondo che si chiude sempre di più e, se i tempi di Maupassant e del suo Bel Ami (1885) non l’amico bello di Razzi ovviamente ma il giornalista seduttore raccontato appunto da Guy de Maupassant, sono ormai trascorsi duecento anni, penso che comunque ci possa ancora essere uno spazio per descrivere la realtà, soprattutto se a farlo sono degli ex-giovani, ormai sta passando un concetto che, dopo i venti anni la vita finisce.Io ne ho quasi quarantasei ma non mi rinchiudo nell’angolo che i bimbiminkia riservano ai”kuarantenni”, termine e che definisce, penso, più i bimbiminkia che i quarantenni. Dopotutto Guccini lo ha anche cantato, in “Eskimo”(1978), “a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età”, credo con una punta, o due, d’invidia ma anche con quel poco di saggezza che gli anni lasciano nel loro fuggire via. Insomma: penso, forse sbagliando, che ci possa essere uno spazio, nel senso un minimo di lettori interessati ad un’analisi meno superficiale della lettura che i media mainstream danno quotidianamente della realtà e magari uno spazio per analisi un po’ più argute ma non saccenti,che spazino in tutto lo scibile umano, quindi dalla politica alla cronaca, passando per cultura spettacolo, critica dei media, letteratura, ma anche sport tecnologia, esteri et cetera et cetera, sì l’etc dei fumetti di topolino è abbreviazione di et cetera. locuzione latina, a sua volta parente di inter alia, che ormai è usato solo nelle citazioni degli studi delle università degli angoli più sperduti del mondo. Poi in questo spazio online ci sarà certo anche qualche annuncio pubblicitario Google, non penso di guadagnarci, non sono così illuso ma, con tanta fortuna, magari ci paghiamo un giro di bevute con i partecipanti al master di cui sopra… Non è una offerta di lavoro, non sono un editore e non credo che avrò mai le risorse economiche che servono per esserlo, ma metto a disposizione la mia capacità lavorativa e le mie, per quanto scarse, competenze ed esperienze nel settore del giornalismo, per chi vorrà seguirmi in questa avventura magari folle, sicuramente divertente e che penso si possa pensare come una “palestra di giornalismo”, chi si vuol fare un po’ di fiato va a correre, chi vuole allenarsi a scrivere può farlo qui, i lettori forse ci saranno, forse no, tutto farà, se non propriamente curriculum, quantomeno allenamento per quello che spero possa essere il futuro che tutti, o almeno molti, sperano per sé. O anche, no, ma perchè non provarci? cosa mi sfugge? nessuno ha voglia di mettersi alla prova? senza alcun rischio? non c’è nulla da pagare, anche se dovesse funzionare e si trattasse di registrare la testata in Tribunale, lo farei io, costa abbastanza poco da potermelo permettere ma lo farei e, in caso di guai, in galera andrei io e, si sa, che in italia una condanna penale equivale ad una condanna alla morte economica, perchè una volta finiti ‘al gabbio‘ si diventa non appetibili per alcun lavoro e la disoccupazione equivale ad essere poveri e quindi rifiutati dalla società.

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