Narcosi da Azoto

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Narcosi da Azoto

La narcosi da Azoto o Ebbrezza da profondità come la etichettò Cousteau, è nota fin da quando la tecnologia ha permesso all’uomo di scendere attorno e oltre a 30 metri di profondità (100 piedi per gli amanti delle misure anglosassoni), per la subacquea professionale, che ci si è confrontata spesso e duramente non è un gran problema, per dirla con le parole del dott. Bill Hamilton è “sabbia a lato della strada, ovvero un pericolo ben noto quanto facile da evitare. La narcosi è un fatto assodato da più di un secolo, anzi ormai andiamo verso il duecentesimo, dei primi cenni ad essa nella letteratura scientifica. Nel 1835 lo scienziato francese T. Junot riportava segni di alterazione mentale nelle persone che respiravano gas compressi, nello specifico, aria. Junod segnalava che le funzioni cerebrali in queste condizioni venivano attivate, l’immaginazione si fa più vivace, i pensieri sono particolarmwnte affascinanti e, in alcune persone, sono presenti alcuni sintomi analoghi a quelli della intossicazione alcolica”.
the functions of the brain are activated, imagination is lively, thoughts have a peculiar charm and, in some persons, symptoms of intoxication are present.” Qualche anno dopo, nel 1878 sull’argomento narcosi intervenne anche Paul Bert, sì proprio quello della sindrome omonima (tossicità dell’ossigeno a breve termine), che riferì di altri effetti narcotici dell’aria compressa, effetti simili furono riscontrati poco dopo anche da Hill, Greenwood e McLeod all’inizio del secolo successivo, 1903 e 1906 che confermarono le stesse esperienze nei loro studi condotti sugli operai dei cassoni con la prima indicazione di una quota specifica, pari a 46 metri. Dopo una pausa di qualche anno, dovuta alla Ia guerra mondiale, si arriva al 1930 quando prima Damant e poi, nel 1932 Hill e Philis confermano di aver osservato dei rallentamenti dei processi cerebrali nelle immersioni ad ariacompressa, Damant riferisce un altro segno importante ovvero l’effetto della ppN2 elevata sulla memoria, infatti viene riferito per la prima volta che le vittime di un episodio di narcosi non lo ricordano in seguito, quindi ecco il primo esempio di amnesia, confermata dai lavori di Hill ePhilips del 932 che rilevano anche un rallentamento dei processi cerebrali prima che scoppi di nuovo la Guerra ecco che si individua il colpevole nell’azoto, ad opera di Albert Behnke, al quale fra l’altro si deve l’uso dell’ossigeno per il trattamento delle MDD e l’invenzione della decompressione continua. Ovvero effettuata senza soste ma solo dosando gradualmente la riduzione di pressione ambiente fino a tornare alla pressione atmosferica della superficie. Hills, Philips e Damant studiarono operai cassonisti a profondità elevate, tra i 46 e i 91 metri.
La fine dell’800 e gli inizi del 20° secolo furono un periodo fulgido per le ricerche sulla narcosi in quanto si tendeva a sperimentare in modo più aggressivo ed il campo era aperto a indagini in varie direzioni aiutate certo da un clima di elevata attenzione alla ricerca scientifica ed al rapido progresso tecnologico, combinati sfortunatamente alla ricerca bellica che purtroppo di lì a pochi anni avrebbe conquistato le scene con le due guerre mondiali.. Nello spazio di mezzo secolo fu chiarito che gli effetti narcotic si avvertivano a partire da 20 metri e che i test matematici erano un metodo eccellente per valutarli e misurarli in modo obiettivo come imponeva la tradizione scientifica vittoriana.

Dicevamo che il pericolo è noto ormai da tempo ed è anche semplice da evitare: essenzialmente due sono le strategie per evitarne gli effetti: una è non scendere alle profondità alle quali la narcosi si fa sentire, l’altra è farlo usando miscele contenenti gas meno narcotici dell’azoto, uno di questi gas?l’elio risponderanno i lettori più pronti, ai quali devo dire, bravi, avete indovinato e, spingendo avanti la linea di ragionamento, ecco che si scopre come il trimix sia nato proprio dall’uso di elio come gas inerte al posto dell’azoto nelle miscele respiratorie proprio perchè si era rivelato essere un narcotico meno potente, pur avendo anch’esso dei problemi operativi. Però più facili da affrontare rispetto alla narcosi. Spesso per introdurre il problema si fa l’esempio dell’ebbrezza da alcool come esempio di “narcosi”, infatti il parallelo tra ebbrezza da profondità e ebbrezza da alcool è veramente valido ed è un esempio banale quanto efficace. come l’azoto, in quanto gas, segue le “leggi dei gas, gli scienziati che si occupavano di narcosi pensarono che anche per l’alcool si potessero definire dei grafici e delle leggi che aiutassero a comprendere la potenza narcotica. Così è nata la cosiddetta “legge di Martini”, dal nome del drink preferito da 007, agitato, non shakerato mi raccomando., infatti la “legge” di Martini, ripeto è riferita al cocktail, non esiste alcuno studioso di nome Martini che le ha dato il nome recita: “15 metri di profondità, respirando aria, equivalgono ad un Martini secco (martini dry) a stomaco vuoto” il che vale a dire che una volta raggiunti i fatidici 30 metri ci si dovebbe sentire ebbri come se si fossero bevuti due martini dry a stomaco vuoto, il che in effetti può ingenerare una “narcosi” considerevole, peralttro la “legge” di Martini viene spesso illustrata da un grafico chenon è lineare nel suo andamento, bensì la curva che si dipana su un normale campo ascisse e ordinate ha un andamento sigmoidale, come la curva di saturazione dell’emoglobina per citare una delle funzioni sigmoidali più note, la somiglianza non finisce qui ma, come per ogni altra funzione sigmoidea, anche gli effetti non ono lineari ma, invece, cambiano in modo drammatico a seconda di come ci si sposta lungo la curva, questo nel caso della narcosi si traduce nel fatto che anche gli effetti narcotici possono variare in modo repentino e inatteso, il che significa che abbiamo a che fare con un fenomeno impossibile da prevedere e prevenire. Questo ad esempio spiega come sia possibile che un subacqueo in narcosi possa improvvisamente passare da uno stato di leggera eccitazione mentale al black out, che può avere conseguenze immaginabili come molto serie.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ac/Logistic-curve.png
Ripassiamo un pochino di chimica, che in questo caso fa comodo. L’Aria atmosferica ha la composizione seguente: Ossigeno per circa il 21%, insieme ad un 79% di Azoto e tracce di altri gas che compongono il rimanente (circa 1%), questo ci permette di capire perchè il gonfiaggio delle gomme dell’auto con azoto, tanto in voga negli ultimi anni, sia soltanto un modo escogitato furbamente dai gommisti per spillare qualche soldo in più all’automobilista ignorante che non si accorge di quanto sia improbabile che sostituire la piccola percentuale di ossigeno con azoto abbia i mirabolanti effetti vantati, dai gommisti, sulla durata degli pneumatici rispetto all’uso di aria normale, e questo a dispetto di un’altra legge che è il momento di citare ovvero la “Legge di Dalton, questa è una legge fisica reale e dimostrata e che dice che in una miscela di gas, ogni gas si comporta indipendentemente, in base alla propria pressione parziale o, meglio quando due o più gas vengono mescolati in unico recipiente, senza che tra essi avvenga alcuna reazione chimica, la pressione totale esercitata dalla miscela gassosa è uguale alla somma delle pressioni parziali esercitate dai singoli componenti. In altri termini: Ptot=P1+P2+P3+Pn Dalton, scienziato inglese nato nel 1766 non sapeva che la sua legge sarebbe stata usata oltre duecento anni dopo, nella subacquea, attività sportiva che era ancora molto di là da venire, come sa chiunque abbia un brevetto nitrox, la legge di Dalton serve molto nei calcoli delle miscele e delle pressioni parziali.

La narcosi, quantomeno e pur rimanendo pericolosa per la sua possibile comparsa quantomeno ha sintomi chiari, pur rimanendo estremamente variabile nel modo di manifestarsi da persona a persona, Eccone un elenco:

    euforia
    ebbrezza
    “testa leggera”
    coordinazione neuromuscolare impedita
    udito più sensibile o allucinazioni uditive
    rallentamento dei processi mentali superiori
    ridotta capacità di problem solving
    perdita o disturbi della STM
    percezione temporale alterata
    sonnolenza
    eccessiva fiducia
    impedimento nei lavori di precisione
    movimenti esagerati
    intorpidimento e formicolio delle labbra, del volto e dei piedi
    stupore

Segni e Sintomi della narcosi

Un testo fondamentale è il resoconto della conferenza di Catalina USA del 1985, che ho tradotto e Pubblicato qui: https://www.amazon.it/dp/B01N6FCYDN

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