I Robot

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Sono tra noi da tempo. solo che non li vediamo.
Già il termine “Robot” ha una certa storia: è stato usato per la prima volta dallo Scrittore ceco, nel senso di persona di nazionalità ceca, non di non vedente, che si scrive cieco, comunque.nel 1920 nel suo dramma teatrale I robot universali di Rossum, noto anche come RUR, niente a che vedere con la nota regione mineraria del Belgio che tutti ricordano per averla studiata quando a scuola, e che peraltro, si scrive “Ruhr” anni ’70 e ’80 ancora si studiava geografia, poi rimossa sic transit gloria mundi grazie alla Riforma Gelmini a pochi anni fa, 2016 credo sia la data ufficiale ed un altro pezzo di Cultura che viene sacrificato per semplificare una scuola che serve, ormai, solo a produrre ignoranti con un titolo di Studio e nessuna capacità di ragionamento indipendente.Chi ha studiato la vecchia Geografia sicuramente non rimpiangerà la Barbabietola da Zucchero che era diffusa ovunque come produzione locale, o come bene importato o esportato o quantomeno trasformato. Era un mondo diverso, internet era ancora di là da venire< e di fatto era un’altra era e possiamo sostenere, un mondo diverso, con regole ereditate dagli anni ’60 e senza smartphone, inventati solo nel 2007, e nemmeno social network, lo stesso Facebook è con Noi, o forse Dentro di noi, solo dal 2007, Tornando in Tema, i Robot non sono solo quelli che ci ha raccontato la Fantascienza e mostrato il cinema.
Un robot, nella definizione primaria è “Nel linguaggio comune, un robot è un’apparecchiatura artificiale che compie determinate azioni in base ai comandi che gli vengono dati e alle sue funzioni, sia in base ad una supervisione diretta dell’uomo, sia autonomamente basandosi su linee guida generali, magari usando processi di intelligenza artificiale; questi compiti tipicamente dovrebbero essere eseguiti al fine di sostituire o coadiuvare l’uomo, come ad esempio nella fabbricazione, costruzione, manipolazione di materiali pesanti e pericolosi, o in ambienti proibitivi o non compatibili con la condizione umana o semplicemente per liberare l’uomo da impegni.” una idea che di primo acchito sarebbe indubbiamente buona e, potenzialmente, liberando l’uomo da impegni, avrebbe il potenziale di dare tempo di annoiarsi e pensare e, quindi, liberare il potenziale artistico e creativo, portando così ad una era di nuoveiniziative e scoperte, ma troppe cose promettono questo e sono promesse troppo belle per essere credibili. Poi gli operai hanno visto nei robot una minaccia per il proprio lavoro ed i sindacati, per tacere dei partiti a loro collegati, hanno visto la propria scomparsa e quindi si sono ribellati, un po’ come i luddisti del ‘700 inglese che non volevano il progresso e le macchine temendo per il proprio lavoro. Però a ben pensare i robot nel senso di macchine lavorative e coadiuvanti, sono tra noi già da tempo e ben accetti, quando ancora non esattamente desiderati: un paio i esempi? les voilà: lavatrice, lavastoviglie, Roomba, Robot da cucina et cetera. et cetera. Argomento complementare è la Internet of Thing IoT, e vorrei vedere davvero una massaia che rinuncerebbe alla lavatrice, non dico alla lavastoviglie perchè lavare i piatti non è particolarmente faticoso, ma alla lavatrice per tornare a lavare lenzuola nell’acqua marmata di un lavatoio distante da casa, magarin inverno.

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