intelligenza artificiale… meno male

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mondo resEinsteinsempre sempre più piccolo dalla diffusione di reti interconnesse e dove   e  sempre più vero l’aforisma, apocrifamente attribuito ad ipuò vedere come una frazione  con numeratore-quello che sta sopra la barretta o, sopra l’underscore, rimane fisso e il denominatore, o “quel numerello posto sotto” sempre più grande con risultato di dividere “il sopra” per un numero crescente, quindi facendo essere sempre più piccolo il risultato. Mettiamo che l’intelligenza complessiva del mondo sia X, al momento  è X diviso 7 miliardi, ora probabilmente 7,001 miliardi e via così, X tenderà a ridursi tendendo al limite -infinito, asintoticamente. per fortuna sembrano sempre più certe le voci che danno in arrivo la cosiddetta intelligenza artificiale, non più un parto della fantasia degli scrittori di Fantascienza ma realtà concreta che vediamo all’opera ogni giorno, nell’autocompletamento dei nostri smartphone, nel correttore automatico del nostro computer e nei numerosi algoritmi che guidano sempre di più le nostre scelte di acquisto e non solo online e, in generale, le nostre scelte di vita, e , appena arriveranno le auto intelligenti che si guidano da sole, anche le nostre destinazioni o il nostro modo di viaggiare. Il problema vero non è l’Intelligenza artificiale, che è solo un modo di guardare alla società, secondo me va comparata sempre alla vera Smartness l?AI o Intelligenza artificiale infatti è più che altro un fenomeno emergente dalla straordinaria potenza bruta di calcolo dei computer che, in ossequio alla legge di moore-o moore’s law- è ormai veramente straordinaria e permette appunto, l’emergere di cose come l’Intelligenza artificiale, che s distingue da quella umana o Intelligenza Originale, appunto per l’originalità di pensiero, la creatività e la capacità di inferire nuove soluzioni, cioè di vedere-immaginare- nuovi percorsi per uscire da un labirinto. Mentre l’approccio a forza di calcolo bruta- è più simile, a continuo a sbattere contro un ostacolo finchè l’ostacolo non si sposta o non trovo un altro passaggio. Purtroppo per funzionare questa intelligenza non artificiale, va alimentata con la conoscenza e la cultura, che è cosa diversa dal nozionismo bruto, cioè è meglio sapere chi era Leonardo da Vinci o sapere quando è nato? intendo dire non il giorno esatto del 1452, dato puro che ormai basta cercare su wikipedia o chiedere all’assistente virtuale, Siri, Alexa Google Assistant o chi per loro ma sapere cosa è successo nel  e saperlo contestualizzare, la persona di cultura magari non sa il giorno di aprile del millequattrocentocinquantadue ma ha una cultura che gli permette di contestualizzare Leonardo da Vinci ne quindicesimo secolo e all’interno del Rinascimento Toscano, poi magari però non ricorda che appena quaranta anni dopo, Cristoforo Colombo nel mille quattrocento novantadue, scoprirà l’America- certo scambiandola per le indie occidentali.. per ignoranza. Ma al giorno d’oggi si confonde la Cultura col nozionismo, e si crede che il secondo possa sostituire il primo, semplicemente perchè la Cultura ormai non si accumula più leggendo e ragionando sulle cose, ma ascoltando la televisione ed i Telequiz, che per loro stessa natura di gioco, hanno bisogno di fondarsi su risposte binarie stile l’Eredità che non richiedono elaborazione ma solo una risposta di probabilità, o questo o quello, non si valuta e non si ragiona e quindi, in mancanza di intelligenza organica, ben venga l’Intelligenza Artificiale e l’Invasione di Sensori che ormai sta diventando la Cifra del mondo di oggi, un mondo dove la mania di misurare tutto nei dettagli più minuti, non sostituisce certo la mancanza di intelletto e quello che una sana lettura, sport poco praticato in Italia.

 

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