Recensione di Ready Player one-Steven Spielberg-USA-20182 min read

Spread the love

Recensione del film “Ready Player One” di Steven Spielberg USA 2018
Il film è arrivato nei cinema dopo una lunga campagna pubblicitaria che ha sfruttato efficacemente il cosiddetto Hype, come d’altronde c’era da aspettarsi visto l’argomento del film, la realtà virtuale, che ci si aspettava che avrebbe molto interessato un pubblico di persone appassionato di Internet e dei suoi portati, come ad esempio i giochi ri ruolo multiutente basati sulla realtà virtuale o MMRPG per usare l’acronimo in lingua inglese con il quale sono più noti, o, dispiegandolo nei suoi termini componenti: massive multiplayer Role Playing Games. Un esempio di questo tipo di giochi può essere il celeberrimo world of warcraft che ha debuttato intorno al 2004 ed ha rapidamente raggiunto milioni di giocatori, numeri simili li ha raggiunti StarCraft, fratello a tema fantascientifico con milioni di adepti diffusi in larga parte negli stati uniti, in Corea del Sud e nel resto del mondo. C’era quindi un pubblico appetibile per le case di produzione che si aspettavano che queste persone sarebbero state desiderose e pronte a riversarsi nelle sale cinematografiche per vedere un film che solleticasse i loro appetiti. Ecco dunque che la Regia è stata affidata ad un maestro come Steven Spielberg che sa molto bene quali leve usare e come solleticare l’interesse dei cinefili, e lo ha dimostrato con Opere come Jurassic PArk, La Serie di Indiana Jones e molti altri film, con Ready Player One, Spielberg ha confezionato un prodotto molto rifinito e suggestivo che ben si adatta alla realtà attuale, creando una fantascienza attuale ma sempre credibile, con una recitazione credibili ed efficace, senza perdersi in giochetti ed effetti di computer grafica che sarebbero risultati di puro intrattenimento visivo ma poco funzionali allo svolgimento della storia. Invece ci sono molti momenti di Suspence nel film che vengono risolti in modo tutto sommato classico, ma mai prevedibile, quindi la narrazione cinematografica si presenta ricca e dettagliata senza mai scadere nel già visto o nel prevedibile e lo spettatore si può immedesimare nei personaggi virtuali del film partecipando quasi in prima persona, alla storia in una sorta di doppio inganno, consistente nella realtà recitata da attori veri in una scenografia virtuale che vuole richiamare la realtà virtuale del megavideogioco a scala planetaria; Spielberg riesce a controllare tutti questi aspetti mantenendo la narrazione sempre abbastanza credibile da non permettere mai allo spettatore di ignorare quanto accade sullo schermo dicendo “ok, è tutto falso, sappiamo già come finisce”

xv
Liked it? Take a second to support Carlo Amoretti on Patreon!