il loop della vita2 min read

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dal titolo si potrebbe pensare che voglia raccontare una storia tipo giorno della marmotta o tipo source code, ma in realtà voglio parlare di me stesso e di come sto messo: nel 2015 ho perso il lavoro, poi ho passato un paio di settimane in ospedale per un episodio di scompenso cardiaco dovuto a ipertensione trascurata, e di nuovo dopo qualche tempo per un tia, temporary ischemic attack o, più banalmente, un ictus che, per fortuna non ha lasciato esiti motori nè cognitivi ad eccezione di una negligenza spaziale unilaterale a sinistra, risolta poi con due anni di riabilitazione neuropsicologica. il lavoro l’ho cercato eccome, ma il centro per l’impiego si è rivelato una cosa buona solo a dare lavoro a chi lavora lì e, francamente, mi sono sentito preso per i fondelli, tanto che ho deciso di non andarci neanche più a chiedere per evitare di incazzarmi di nuovo con loro, cosa successa ad ogni visita… purtroppo, dal punto di vista del lavoro, per fortuna dal mio punto di vista, non sono abbastanza disabile da rientrare nelle liste protette, dalle quali qualche azienda occasionalmente attinge, e non ho ancora avuto risposta ai curricula inviati in risposta ai vari annunci di lavoro. Anche la psicologa dalla quale mi hanno consigliato di andare si è rivelata una sola che mi ha suggerito di leggere un libro e di scrivere, e di respirare e meditare. Nel frattempo mi sono laureato e, poi, per masochismo, mi sono iscritto anche ad un corso di laurea magistrale, visto che la laurea triennale non serve, in un Paese con l’ascensore sociale bloccato da decenni e nel quale l’unico modo di emergere sembra essere il diventare famosi, che ormai equivale e coincide all’apparire in TV, a quel punto si diventa personaggi e si viene considerato un minimo, io però non mi arrendo ed insisto, certo nel modo sbagliato a tirare avanti, per masochismo e per la curiosità di vedere cosa altro mi metterà di fronte la vita in questa cosa che è l’esistenza, speranze per l’oltretomba non ne ho, in quanto non ho mai creduto in Dio e sono fermamente convinto che una volta morti, sia finita, stop, the end, solo una dissoluzione in elementi fondamentali che qualcuno con un po’ di verve poetica vuole chiamare polvere di stelle, ma più pragmaticamente credo sia solo e semplicemente polvere alla quale si ritorna, ma almeno non si ha più coscienza e tanto mi basta

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