47 anni, tempo di bilanci?

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il titolo fa già da introduzione, anzi da lead dell’articolo… nel2018 avevo 46 anni, dal 8 dicembre ne ho 47, e dirò 47 fino all’8dicembre 2019, solo dopo mi rassegnerò a dire 48, farò lo stesso nel 2020 coi 49 e mi rassegnerò ai 50 solo dopo l’8 dicembre 2021, quando li avrò compiuti. e con ciò che voglio dire? soltanto che invecchiare è una fortuna non concessa a tutti e di questo mi rallegro. Ovvio che in una società come l’attuale in cui, sui social, il sistema per avere like è condividere post di altri, meme ed altro contenuto trito, o indignarsi di cose delle quali si indignano anch’egli altri, che poi è simile a condividere l’ovvio, come dice Maurizio Crozza quando recita il suo Beppe Severgnini e parafrasando i Beatles “all you need is l’ovvio” che appunto richiama/ricalca “all you need is love” anche se ci sono differenze che vanno ben oltre il semplice aspetto ortografico. 47 anni sprecati a fare cosa? a vivere, a trascinarsi avanti tra i marosi della vita, e senza neanche avere in cambio una laurea da quella università della vita che sembra tanto diffusa come alma mater nei profili social, ma tant’è e non me ne voglio lamentare, questo nuovo secolo, il XXI° troverà una sua spiegazione che però sfuggirà ai tanti che pensano che fabio volo sia un letterato o, ancor peggio, un filosofo