agnosticismo

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quando le risorse interne della persona si esauriscono, non voglio parlare di esaurimento nervoso ed altri termini fighetti, ma di stanchezza esistenziale, quella che gli eroi romantici risolvevano con una pistolettata alla tempia o con a bare bodkin per citare amleto, non è così facile come sembra, scrivo per ”diffondere”, non ”comunicare” al mondo, ma diffusione nel senso chimico del termine, ovvero diluire, deconcentrare la rabbia che mi attanaglia orma da troppo tempo. chi crede, ha il dono della fede ed ha appunto la fede che ci sia un essere superiore che ordina le cose del mondo vercchio e del mondo nuovo io lo invidio sinceramente perchè sa o spera o crede che ci sia qualcuno a cui rivolgersi per lamentarsi della fortuna avversa e spera, che un domai, o in un’altra vita, ci sarà una compensazione delle angherie sofferte e dei torti subiti, io no, non ho mai avuto il dono della fede, anzi so0no fermamente convinto che dio non esiste, e non sia mai esistito se non nelle parole di chi lo usava come stampella del suo potere, da carlomagno a hitler passando per chissà quanti uomini di poter, non sono ateo, perchè anche quella che dio non esiste pèer me sarebbe una scelta troppo decisa e non compatibile con il mio modo di pensare, non sono in grado di dire se esiste o no, se c’è o non c’è, quindi ho scelto l’agnosticismo, termine in cui l’alfa privativo “a” nega il seguito, la “gnosi” dal greco, credo, gnoseis cioè conoscenza, dichiarandomi agnostico io dichiaro, socraticamente, di non sapere, agnosi quindi ammissione di non sapere