La settimana

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Ripubblico un testo che avevo scritto tre anni fa, il timestamp parla di 2016 ma credo che il testo originale, visto quello che racconta, risalga almeno al 2011 e dintorni, ma potrebbbe anche risalire al duemiladieci, comunque la situazione è cambiata non ho più quel lavooro ed anzi, non ho più un lavoro, e pensare che credevo, stupidamente, che perso un lavoro ne avrei trovato un altro, quattro anni non mi hanno ancora convinto che non sia così, ma ormai sono rassegnato

8.00 suona la sveglia, mi alzo, vado in bagno, mi vesto e faccio colazione. E’è lunedì, quindi devo portare la spazzatura al bidone. prendo i sacchetti e le chiavi della macchina. Porto i sacchetti ai cassonetti dal lato opposto della piazza. La attraverso di nuovo ed apro la porta del garage, apro la macchina e la tiro fuori. Poi torno a chiudere la porta del garage. Rientro in casa dove prendo lo zaino con il portatile e le altre cose che mi porto dietro ogni giorno e la borsa con la biancheria e gli abiti per la settimana. sono ormai le 8.30 quindi dico “ciao, io vado” e la mamma risponde “vai già via?” e io rispondo “e sì, sono le 8.30. Ciao, chiamo dopo”.
Metto la borsa in bauliera, controllo che il garage sia chiuso perché se lo lasciassi aperto lo rimarrebbe fino a quando non ritornerò, venerdì.
In macchina apro il cassetto, prendo il filo, collego l’iphone alla radio e avvio un podcast, poi dal finestrino saluto la mamma che è alla finestra a vedermi andare via. Arrivo allo stop, giro a destra, faccio il ponte e mi fermo all’altro stop. Attendo di poter passare, vado a sinistra, poi di nuovo a sinistra, ancora a sinistra ed entro in autostrada. Imbocco la corsia per “Pisa Nord” e inizio i 90 minuti che servono per percorrere i 140 km tra Montecatini e Sestri Levante.
Il primo casello è Chiesina, poi Altopascio, poi Capannori, poi Lucca, dove devio a destra verso Viareggio, passando da Massarosa. Poi si comincia ad andare a nord e ad ovest , Versilia, Massa, Carrara, Sarzana, La Spezia, Brugnato, Carrodano, Deiva Marina e finalmente Sestri Levante.
Sono le 10.00.
Esco dal casello e faccio la rotonda, poi mi fermo a dare la precedenza alla nuova rotondina aggiunta circa 2 mesi fa. Riparto, e mi fermo quasi dopo 15 metri per superare un grosso rallentatore con passaggio pedonale. Diritto per un centinaio di metri e poi a sinistra, controllando che chi viene da destra rispetti lo stop. Poi a destra, sotto il cavalcavia dell’autostrada, verso Casarza Ligure. Se il semaforo pedonale davanti alla farmacia è verde bene, altrimenti mi fermo e attendo, sperando che non arrivi nessuno dalla strada che ho appena fatto, perchè la curva è cieca e se arrivasse veloce il tamponamento sarebbe probabile.
Riparto, e 100 metri dopo ecco un nuovo semaforo, rosso. attendo il verde, Riparto, e 200 metri dopo giro a destra sul raccordo, limite 50 all’ora, qualche auto dietro cerca di passare ma non c’è spazio e quindi lampeggia o dà segni di impazienza. Dopo circa 1 km la strada si stringe ed il limite scende a 40, dietro sono ancora più impazienti.
Curva cieca e dopo, ingorghino perché i camion che caricano dal fornitore di materiali edili hanno come sempre bloccato la strada. Si riparte, sempre 40kmh all’ora per il limite e per evitare multe nella zona industriale. Stop, occhio a sinistra e si riparte. Diritti fino al prossimo incrocio dove si mantiene la direzione. Poi, dopo un paio di strettoie è il momento di cercare posto. Al solito il posto ci sarebbe, ma hanno parcheggiato tutti ‘larghi’, occupando più spazio del necessario. Il parcheggio interno è pieno, e quello esterno è a rischio di caduta pigne e certezza di cacate di tortora.
Torno indietro e parcheggio un po’ più distante. Spengo i fari, scollego l’iphone, rimetto il cavetto nel cassetto. Scendo e chiudo la macchina, verifico che sia chiusa altrimenti so che tra 2 minuti tornerò indietro a verificare.
Cammino fino alla porta dell’azienda, apro anche se spesso è aperta perchè chi è entrato prima non ha potuto fare attenzione a che si chiudesse. Apro la seconda porta e giro a sinistra, tre passi, “Buongiorno” ai colleghi, giro a destra e di nuovo a destra. Sono nel mio ufficio, metto lo zaino sulla sedia, accendo la luce e avvio il PC, lo accendo e accendo anche la fontanella, verifico che ci sia l’acqua e guardo se le piante hanno sete. Tanto perchè il PC sia utilizzabile servono ancora almeno altri 10 minuti. Vado nell’altro ufficio, saluto chiedo “come va? novità?” mi rispondono, come sempre “tutto bene”. Se manca qualcuno chiedo se sta bene o meno. Mi Faccio il caffè alla macchinetta , e torno in ufficio col bicchierino. Il PC è ancora lontano dall’essere pronto.
Prendo l’hard disk portatile dallo zaino e lo collego, ripongo lo zaino. Se le piante o la fontana hanno bisogno d’acqua, torno nell’altro ufficio e prendo la brocca. Vado in bagno, la riempio e alimento fontana e piante. Riporto la brocca nell’altro ufficio, se manca acqua alla macchinetta del caffè verso lì quella rimasta nella brocca. Breve scambio di battute coi colleghi. Sono le 10.20 inizio a lavorare, proseguo fino alle 12-12.15 a questo punto chiedo “come vi volete muovere per andare a mangiare?” mi dicono “tra un po’ si va” o “andiamo alla tal ora”. Torno in ufficio e metto i buoni del pranzo accanto al telefonino e, se c’è il sole preparo gli occhiali da sole. Mi rimetto a lavorare, all’improvviso sono pronti ed escono dicendo “andiamo”. Se non mi muovo li ritrovo già a metà della strada per il posto dove mangiamo.
Sono ora le 12.40-12.50 camminando chiamo casa. “Ciao” “Ciao”
“Com’è?” / “Bene, è freddo”
“Qui c’è il sole / è nuvoloso. Stiamo andando a mangiare” / “Cosa mangi?”
“non lo so” / “neanche io, scalderò una pizzetta”
“ah. novità?” / “nessuna”
(altre chiacchere inutili per arrivare ad almeno 3 minuti di conversazione”
“allora richiamo stasera. Ciao” / “Grazie”
“ciao” / “Ciao”

Qualche chiacchiera coi colleghi. Poi entriamo alla polisportiva.
Dopo qualche minuto trascorso in attenta osservazione del menu: “2 primi, 2 secondi più insalatona, valdostana e milanese, 2 contorni, 2-3 dolci”
Chiediamo “Dove ci sediamo?”
“Dove vi pare.”
Ci sediamo, due chiacchiere e un pacchetto di grissini.
Arriva il cameriere: “Cosa prendete”.
Lo diciamo, se ne va. 2 minuti dopo, lo stesso, torna e si fa ridire cosa avevamo chiesto e va in cucina a comunicarlo.
Attendiamo facendo due chiacchere. Arrivano i piatti, a volte coi contorni dimenticati o arrivati prima dei piatti.
Mangiamo. Alla fine torna il cameriere: a posto? posso togliere? prendete altro?. Risposta: sì, sì, no, Puoi portare dei mandaranci?
I mandaranci arrivano e vengono lentamente mangiati.
Ci alziamo e andiamo al bancone.
Viene chiamata la Wilma, che arriva e chiede a ciascuno cosa ha preso, prende il buono e segna sul blocchetto la differenza.
Si riprende la strada verso l’ufficio. Qualche chiacchiera durante il percorso e si rientra.
Vado in ufficio, metto il giubbotto all’attaccapanni, i buoni nel cassetto e gli occhiali da sole, se portati, nella custodia nello zaino. Il PC arranca a ripartire. Torno alla macchinetta e prendo il caffè numero 1.
Torno in ufficio e mi rimetto al lavoro. più tardi caffè numero 2, pochi scambi di parole e poi sono le 17. Escono tutti, io rimango al lavoro. Tra le 17.45 e le 18.15 entrano quelle delle pulizie. Avverto il loro risentimento per il fatto che sono ancora in ufficio e dovranno pulire il piano basso, poi andare su e poi tornare a fare il mio ufficio. Vorrei quindi andarmene ma ho da fare e poi non saprei che farmene di un’ora in più fuori dall’ufficio.
Si fanno le 19, tra poco devo richiamare casa. Esco, decido di fare una passeggiata se non piove.
Allora prendo l’ipad, lo accendo, attacco le cuffie e chiamo casa con skype mentre cammino. Una volta su due non risponde, quindi mi preoccupo e riprovo. Se risponde bene altrimenti chiamo al cellulare e mi viene detto che “skype non ha suonato” (mah…). In ogni caso la conversazione è:
“Ciao” / “Ciao”
“Com’è?” / “Bene, è freddo (è caldo se estate). Che fai?”
“sono uscito ora, faccio due passi” / “così tardi? ma è buio, non vedi nulla”
“sì, ma meglio che nulla almeno cammino e mi rilasso” / “ah, e arrivi tardi a casa”
“sì, ma tanto per quel che ho da fare non ho fretta” / “hai fatto la spesa?”
“no, ho ancora delle scatolette” / “ma allora mangi freddo?”
“sì” / “ma sarebbe meglio un piatto caldo, e poi senza pane?”
“Sì, non voglio mangiare il pane, quindi non lo compro. E freddo va bene, semmai farò un tè” / “ma sempre la stessa roba e poi tutto freddo”
“va bene, te che mangi?” / “non lo so” oppure “finisco gli avanzi di stamani”
(altre chiacchere inutili per arrivare ad almeno 15 minuti di conversazione oppure alla fine della passeggiata. Se ho chiamato dalla macchina, il tempo di arrivare alla chiesa)
“allora richiamo domattina. se c’è bisogno chiama te. Ciao” / “Grazie. Buonanotte”
“ciao”

Salgo in macchina, attacco l’iphone alla radio, faccio partire il podcast della mattina e richiudo il cassetto. Faccio inversione ad U. diritto fino all’incrocio poi ancora a diritto, poi a sinistra nella zona 40 all’ora e poi sul raccordo fino alla rotonda. Sperare che qualcuno rispetti la precedenza e a sinistra. Semaforo rosso, attendo e riparto, semaforo della farmacia verde a quest’ora, diritto fino alla rotondina, diritto fino alla rotonda del casello. Tenere la via principale fino alla rotonda, poi ancora diritto fino all’incrocio. Sinistra fino al semaforo, rosso. Diritto davanti all’ospedale, piano che c’è l’autovelox. Diritto fino al semaforo e poi ancora diritto. Nuovo semaforo, attesa, diritto fino al semaforo. Rosso, poi a sinistra sotto la ferrovia e poi a destra. Gallerie di sant’anna, la strada va a destra e sale poi a sinistra e scende verso cavi borgo, poi sale di nuovo e riscende verso la stazione di cavi. Semaforo pedonale quasi sempre verde, poi dritto, altro semaforo e dritto per un paio di km fino alla rotonda alla stazione di Lavagna. A destra poi dritto su per la collina, semicurva a sinistra, incrocio sulla destra ma continuo dirititto, leggera curva a destra, sotto l’autostrada, poi curva a sinistra a gomito, strettoia fra le case e curva destra poi diritto, curva sinistra, poi a destra e a sinistra e poi curva a gomito a destra, curva a sinistra, curva a destra, diritto, curva a destra e poi a sinistra in strettoia tra una casa ed il suo garage. Poi diritto accanto alla vecchia casa di riposo, curva a destra poi a sinistra, sinistra a seguire il contorno della collina, poi a destra, a sinistra e poi mettere la freccia a sinistra e curvare nella salita della chiesa. Cerco parcheggio mi fermo. Spengo i fari, stacco il cavetto dall’iphone e lo ripongo nel cassetto. Scendo chiudo la macchina dopo aver preso la borsa in bauliera. salgo fino all’ingresso della canonica, apro il portone, lo richiudo a due mandate se così l’ho trovato. Vado avanti e apro l’altra porta, come sempre sbagliando il verso di inserimento della chiave, aspettando il giorno in cui non funzionerà.
Accendo la luce, salgo le scale. Primo pianerottolo con pianta che se la cava anche nella semioscurità, secondo pianerottolo. Appartamento del prete. Devo accendere il riscaldamento (se inverno) quindi suono il campanello per sicurezza. Non c’è nessuno prendo la chiave, apro, entro e alzo il termostato. Esco, chiudo la porta e riprendo le scale. Secondo pianerottolo con sedia, poi arrivo in cima. Spengo la luce delle scale e accendo quella del corridoio. Poi arrivo alla porta, di cui non si trova la chiave e quindi è sempre aperta. Spengo la luce del corridoio esterno ed accendo quella del corridoio interno. Chiudo la porta, accendo la luce in bagno e controllo che sia a posto. Spengo la luce del bagno, due passi e sono alla porta della camera, chiusa ma non a chiave. Accendo la luce della camera e spengo quella del corridoio interno. Entro e chiudo la porta, non a chiave. Poso la borsa e lo zaino, se ho qualcosa da mettere in frigo lo faccio. Estraggo la bottiglia dell’acqua, è lunedì. Apro la finestra per qualche minuto. Faccio scorrere un po’ d’acqua nell’acquaio, sciacquo la bottiglia e la riempo. Intanto mi tolgo le scarpe, levo i pantaloni e la camicia e indosso la tuta, il maglione e le crocs. Riattacco la ciabatta alla presa elettrica e metto l’iphone nel dock così posso ascoltare il podcast o della musica. Porto la poltrona Ikea poang vicino al termosifone e metto il panchetto davanti. Prendo l’ipad dallo zaino, lo connetto e controllo l’email. Dopo un po’ mi alzo, accendo il bollitore e apro una scatoletta o lavo e affetto i pomodori. Mangio in piedi con il frigorifero come tavolo, faccio il tè. Porto la tazza sul davanzale della finestra e mi siedo in poltrona, riprendo l’iPad e leggo o navigo o leggo un po’ con il Kindle. bevo il tè.
A volte telefonata di un’oretta, lavo la tazza del te. Ora di andare a letto. Riempo il bollitore per la mattina, metto la bottiglia dell’acqua accanto al letto e imposto la sveglia sul telefono.
Vado in bagno, tolgo le lenti a contatto. Preparo i vestiti per domani e metto il pigiama.
A letto, scomodo, leggo un po’ fino a prendere sonno.

8.30 suona la sveglia. Mi alzo, accendo il bollitore e faccio il caffè (istantaneo), così si raffredda mentre sono in bagno e diventa bevibile. Apro la finestra.
Torno dal bagno mi vesto bevo il caffè/faccio colazione. Chiudo la finestra, rimetto la tenda sopra il davanzale così che se il riscaldamento si accende durante il giorno il calore non venga bloccato dalla stanza. Stacco la ciabatta dalla presa. Metto, ipad e kindle nello zaino. Il cellulare è in tasca. Esco, chiudo la porta, non a chiave. Controllo che il bagno sia a posto e chiudo la porta dell’appartamento, non a chiave.
Scendo al primo pianerottolo, devo spengere il riscaldamento. Suono il campanello per avvertire, apro la porta, entro, abbasso il termostato, esco e chiudo la porta. Scendo al piano terra, apro la porta, controllo di avere le chiavi e chiudo la porta. Vado al portone, lo apro ed esco. Con un piede che tiene aperto il portone ricontrollo di avere le chiavi, poi chiudo e vado verso la macchina.
ore 9.00 Apro, salgo. Prendo il cavetto dal cassetto e collego l’iphone, riparte il podcast e parto. A destra sulla discesa, di nuovo a destra, stessa strada fino alla rotonda. Poi a sinistra fino al semaforo, rosso. Poi riparto fino al semaforo pedonale della stazione, rosso al mattino. Riparto gallerie, rotonda e semaforo, rosso. Tengo la sinistra verso il centro, alla rotonda do la precedenza alle auto, poi ai pedoni appena oltre e di nuovo dopo 100 metri. Poi rotonda dove si dà la precedenza, poi a diritto, piano che c’è l’autovelox. Semaforo rosso, poi rotonda, a sinistra, poi sotto la ferrovia, nuova precedenza e nuova rotonda, poi a destra. Ferma che ci sono le strisce, riparti e rotonda, di nuovo a destra. Attesa di 3 minuti perchè ci sono 2 camion che vuotano 5 cassonetti e la corsia è una sola. Poi rotondina e risiamo al punto di ieri.
Ripetere fino a giovedì sera. Dove la differenza è che prendo il sacchetto dello sporco e lo metto in posizione che mi permetta di notarlo la mattina dopo e preparo la borsa con la biancheria da portare a casa. La mattina di venerdì ha anche le attività: vuotare la bottiglia dell’acqua e metterla in frigorifero, vuota; svuotare il bollitore.
Quindi uscito dal portone passo dal cassonetto e butto il sacchetto, poi metto la borsa in bauliera e salgo in auto.
Solito viaggio fino all’ufficio, uscita nel pomeriggio. Sentendomi in colpa perchè potevo uscire prima, poi arrivo alla rotonda e prendo il casello, prendo a destra verso livorno, accelero ed entro in corsia di marcia. la prossima ora e mezzo vede, deiva, carrodano, brugnao, la spezia, sarzana, carrara, massa, versilia, viareggio, massarosa, lucca, capannori, altopascio e uscita a chiesina. Allo stop a destra, rotonda, poi a sinistra poi seguire la strada fino alla rotonda di ponte buggianese, poi a diritto fino all’ipercooop, nuova rotonda e ancora a diritto fino alla rotonda di montecatini, qui a destra poi prima a sinistra poi in fondo a destra, stop, a diritto, stop, a sinistra, seconda a destra. Poi fare manovra ed aprire la porta del garage, parcheggiare. Scendere, staccare iphone dalla radio, ma lasciare cavetto in giro che ri-serve quando riprendo la macchina. Prendere lo zaino dal sedile e la borsa in bauliera.
Chiudo il garage, salgo la salita ed attraverso il cancello, apro la porta entro e poso la borsa nel solito punto.
“ci sono” / “ciao, c’era traffico?”
“no” / “pioveva per la strada?”
“no” / “qui è freddo”

vado nello studio poso lo zaino, il cellulare è già posato nell’ingresso. prendo ipad e kindle e li porto in camera. tolgo scarpe, pantaloni e camicia e metto tuta, crocs e felpa. Riprendo ipad e kindle e vado sul divano davanti alla tv. Bacino alla mamma che è in poltrona e mi siedo sul divano.
“che hai fatto oggi?” / “nulla di nuovo”
“cha fai stasera” / “sto a casa”
Sul divano fino alle 20 mentre si guarda una telenovela e apparecchia.
“non vieni a tavola?” / “se non mici che è pronto”
“quando vuoi è pronto”
a tavola fino alla fine della telenovela, poi sul divano “tieni il telecomando” / “non lo voglio” (e mi dà il telecomando).
Guardo qualcosa o, se mi riesce, dormo fino alle 22-23. Poi si alza e accende la luce in camera. Torna in salotto, fuma la 30esima sigaretta e dice “fai tardi alla televisione o vai a letto” / “ora sto qui”
“chiudo la finestra?” / “no la chiudo io”
finita la sigaretta
“io vado a letto” / “ciao”
10 minuti dopo, dalla camera “hai trovato qualcosa da vedere?” / “no”
20 minuti dopo, dalla camera “hai trovato qualcosa da vedere?” / “no”
30 minuti dopo, dalla camera “hai trovato qualcosa da vedere?” / “no”
40 minuti dopo, dalla camera “hai trovato qualcosa da vedere?” / “no”

Vado a letto, mi metto a leggere. Una decina di minuti dopo “io spengo, ciao” / “ciao”

La mattina dopo è sabato, mi sveglio alle 8.30 cerco di ridormire, non ci riesco. Prendo l’iPad e controllo le email, poi navigo un po’ in rete. Nel frattempo mamma si alza, allora rimetto a posto l’iPad e fingo di dormire, altrimenti “sei già sveglio?” / “sì non avevo sonno” / “ma ieri sera hai fatto tardi, perchè non ridormi?” / “perchè non ho sonno”.
Resto a letto fino alle 12, poi caffè, ipad davanti la tv fino alle 13, poi pranzo, poi sul divano fino alle 16, poi al pc, alle 19 torno alla tv e mi metto a leggere. 19.40 telenovela, 20 cena. Ripetere la storia della TV a meno che non esca.

Domenica.
Ripetere la storia di sabato. La sera preparo la borsa e metto la sveglia per le 8 di lunedì mattina. Se non esco il dialogo è: “non vai a letto che domattina ti devi alzare presto?” / “sì, ora vado”

Lunedì 8.00 suona la sveglia, mi alzo,