non giudicato e condannato senza appello

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parlo, di me, come al solito, sono noioso, credo, ma, per fortuna, non siete obbligati a leggermi, andate co dio, con allah o con qualunque divinità vi piaccia di più, il posto è quello che è quindi regolatevi, che temo di non riuscire a trovare posto ad un bus pieno di budda o di altre divinità voluminose, tipo ganesh, che ha la testa di elefante e il corpo dell’elefante da qualche parte sarà stato messo, ed ingombra, comunque mi sto rendendo conto di parlare di me,ma io sono io, e parlo di me, il web è grande e in crescita, andate più in là, grazie a dio e non so ancora per quanto l’italia è un paese libero. m rendo conto che a quarantasette anni, la vita, senza nemmeno regalarmi i cinque minuti di gloria di un pubblico processo, alla faccia dello stato di diritto, sono stato giudicato e condannato, inquadrando la mia vicenda in una prospettiva storica, oserei, anzi oso dire, pre-giudicato, ma io continuo a vivere, male, e a tirare avanti, solo per veder eche altro la vita vorrà buttarmi addosso, e non ho dubio che saranno pesi sempre più duri da portare. e non so neanche cosa mi spinge a farlo, se non la mancanza del coraggio di farla finita.
sono drastico, di certo, ma d’altra parte dopo quasi quattro anni di disoccupazione, senza nemmeno il sussidio naspi, che mi è stato erogato per solo ventiquattro mesi ed è terminato a novembre del duemiladiciassette, e non avrò diritto al reddito di cittadinanza perchè ho aperto una partita iva che per ora mi è costato solo tremila euro di spese varie ma incasso nulla, e al centro per l’impiego mi viene detto che devo essere autonomo nella ricerca dell’impiego perchè loro sono troppo pochi ed hanno troppo lavoro e comunque di lavoro non ce n’è per nessuno e comunque io non ho completato l’obbligo formativo e, ora che ho una laurea, sono overqualificiccato per quello che il centro per l’impiego può offrire