Io leggo, dunque sono3 min read

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Parafrasando Descartes lego ergo sum calco palese di cogito ergo sum, ma in realtà è proprio quello che voglio fare, copiare non tanto cartesio, o rené descartes, per citarlo per nome e cognome in francese, quanto per copiare, in quanto lo condivido appieno, il suo pensiero dietro quella frase, appunto cogito ergo sum o, in italiano, nel caso i vostri ricordi di latino siano più opaci dei miei, cosa di cui dubito, penso, dunque sono. Infatti, penso che io cesserò, voce del verbo cessare, per chi avesse oscuri ricordi anche di grammatica italiana, cosa di persè grave, ma certo non sorprendente visto il livello grave di analfabetismo che colpisce questo paese, tra anafabetismo primario o illetteratismo, fortunatamente molto ridotto rispetto ad un secolo fa, ma le cupe forze dell’ignoranza, sono costantemente rinforzate dal supporto dell’analfabetismo di ritorno, cioè quello di chi, per l’appunto, ha dimenticato quello che sapeva e, forse peggio, dell’analfabetismo funzionale, che va a braccetto con l’ignoranza in un Paese, come l’italia, che non ha mai letto molto ed oggi legge, se possibile, ancora meno del solito e, poi, sarebbe opportuno, forse, interrogarsi, e certo qualcuno, più competente di me, lo ha fatto, ma io non lo so ed ora, alle diciassette di martedì cinque febbraio non ho voglia di andare a cercare su google i dati pertinenti, eh lo so, sono una brutta persona, sempre stato, continuerò così, io faccio quel che posso e come posso, per il resto ci siete voi, o miei splendidi lettori, che siete quasi perfetti e sebbene potreste essere di più, il mondo è già pieno di bella gente, al punto che non c’è bisogno che mi dia da fare anche io ad essere una bella persona, anzi, nella mia bruttezza, ci sguazzo e fanculo, termine inventato dai doppiatori italiani per essere compatibile con il labiale dell’americano, inglese, fuck off, piccolo fattoide, che non sposta minimamente la cosa in sé ma, magari un qualche lettore, lo trova ed avrà imparato una inezia in più ma, d’altronde la cultura è fatta, anche, di fattoidi come questi. sic transit gloria mundi, perchè oggi mi andava di usare un minimo di latino, sopportatemi, se potete, oppure andate altrove, il web è grande… tre puntini di sospensione, perchè? perchè sì, se ne usano tre, non cinque o dieci o millemila come è di moda fare. Leggo dunque sono, perchè nel leggere, il cervello rimane attivo e si fornisce quello che in inglese si chiama food for thought, cioè cibo per il pensiero, cioè combustibile con il quale, con cui, alimentare la costruzione di nuove idee, e la raffinazione di idee preesistenti. Leggere allunga la vita, lo dimostra uno studio dell’università del nord del nord, che lo ha effettuato perchè… perchè volevano o dovevano studiare qualcosa e pubblicarlo e poi, perchè fa fico, cool, sttudiare cose a caso e poi pubblicarle sui social, altrimenti non si spiega perchè nascano gli studi che, sui social, dimostrano che chi beve molto è più furbo, chi dorme poco è più riposato, chi è cornuto è più intelligente e tanti altri studiarelli consolatori, più spesso autoconsolatori per gente che, in mancanza di un libro, di trova con solo un cellulare a fargli compagnia e, dopo, qualche ora, è stanco di rileggere gli stessi post su twitter e su facebook si è già fatto i cazzi suoi e quelli degli altri due miliardi di utenti e si trova solo con se stesso, condizione veramente terribile visto che, al giorno d’oggi, piuttosto che rimanere soli con la propria coscienza, la gente va a stordirsi nei disco pub, leggere salva la vita

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