Questa Vita che ci birilla come palle da Biliardo2 min read

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Chi è più attento anzi acculturato avrà riconosciuto la Citazione dalla Canzone Antenor di Francesco Guccini, Cantautore che, per ora non ho ancora avuto la fortuna di incontrare, ma non escludo in un qualche momento del futuro di provare a fare un giro a Pavana per cercare di incrociarlo, nel frattempo, mi accontento di ascoltare le sue canzoni e leggere i suoi libri, perchè, per le prime trovo che molte strofe siano, ed abbiano un valore apodittico ma a livello di veri e propri aforismi che, forse perchè per ragioni anagrafiche la mia vita sta passando acque simili a quelle attraversate, forse, dal Maestrone nella sua e che lo hanno portato a scrivere quelle frasi in cui mi ritrovo, sia come sia, in questo giorno di febbraio del duemila e diciannove mi ritrovo a pensare al senso e, al se sia anche solo ipotizzabile di dirigere la nave dalla nostra vita tra i flutti del pelago in tempesta della vita o se non sia più saggio limitarsi a cercare di rimanere a bordo del vascello della vita e lasciare che siano le onde, o la tyche o il destino o il Signore, per chi ci crede,io no, di nuovo per ragioni di fortuna o di destino, non sono in grado di dire se un qualche essere superiore trascendente o immanente esista o meno, e quindi rimango agnostico, sono certo che molti, o solo alcuni non approveranno la mia decisione e la criticheranno, liberissimi, anzi protetti anche loro dall’articolo ventuno della costituzione, che però, attenzione, garantisce anche al sottoscritto autore il diritto di critica, e in ogni caso, io rimango una voce fuori dal coro, non per elitarismo ma perchè sono rassegnato a non essere in sintonia col popolo, di nuovo e per l’ennesima volta: il web è grande, se preferite esplorare altrove, please, dopotutto chiunque arrivi qui porta gioia, qualcuno quando arriva, con l’atto stesso di arrivare, altri quando se ne vanno. . . e i puntini di sospensione rimangono comunque tre e non più di tre, amen. Ho quindi deciso che cercare di dirigere la propria vita in una qualche direzione è, di fatto, impossibile, e quindi meglio mantenere la propria rotta, per quanto possibile, resistere alle ondate, se si può, e non prendersela troppo visto che comunque la vita ci birilla appunto, come palle da biliardo, è questo un invito a scegliere il percorso di minore resistenza? in un certo senso sì, tanto nella mia esperienza, prendersela e lottare è totalmente inutile, un po’ come il topos della lotta con la morte quando arriva, se è il tuo momento non lo puoi rimandare e quindi continuerò a venire birillato dalla vita, nel bene e nel male, ma la resistenza è futile per citare una frase celebre degli sceneggiatori di Star Trek The next Generation.

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