La nuova televisione é3 min read

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É Facebook
anzi, espando la mia apodittica definizione composta dal titolo e dalla prima riga per dire che, i social sono la nuova televisione, mi spiego meglio, anzi ci provo.
Facebook ed i social network sono la nuova televisione, più che non youtube e vimeo, non tanto come piattaforma per fruire di immagini in movimento, video per usare un termine solo, anzi immagini e suono, quanto perchè hanno sussunto il ruolo della televisione anzi, ne hanno mutuato e sostituito alcune funzioni, ad esempio, se le radio libere degli anni+++’70 e le prime televisioni private del decennio successivo sono diventate presto, un o’ come i momenti di microfono aperto di radio radicale, cioè spazi nei quali le persone anzi i telespettatori o i radioascoltatori davano libero sfogo alle loro parole, etichettarle come ‘pensieri’ mi sembra sia conferire loro uno status immeritato e ben troppo elevato per quelli che, in ultima analisi, sono poco di più dei versi animaleschi di una tifoseria. oggi, questo ruolo è assolto dai social network, facebook in primis e twitter in secundis, spazi dove chiunque abbia un account, e si tratta di due miliardi di cittadini del mondo, ha diritto di parola, e, prtroppo ne vediamo le conseguenze, anche diritto di voto, i social in un certo senso hanno preso anche il posto che aveva il mitologico ‘bar sport’ o circolo arci locale, luogo di aggregazione e, nel bene e nel male, luogo di scambio di notizie ed opinioni e, alla fin fine, luogo di formazione dell’opinione pubblica, è anche il luogo dove sono nati quelli che Enrico Mentana ha definito Webeti, etichetta ben appropriata e quelli che lo scomparso, e compianto, Umberto Eco qveva definito come segue, da un articolo su La stampa di ormai quattro anni fa 2015 per la precisione

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».
Di fatto Eco aveva ragione, hanno dato visibilità a chiunque, non voglio dire che chiunque sia un imbecille, ma di imbecilli ce ne sono tanti e dare accesso a tutti equivale a dare accesso,e visibilità a tantissimi imbecilli

eco ci aveva messo in guardia, nel 1988 con il suo il pendolo di foucault con queste parole:
“Lo stupido è insidiosissimo. L’imbecille lo riconosci subito (per non parlare del cretino), mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale.” eppure siamo arrivati, involontariamente, ad avere i social network, prodotto di una frontiera che ha portato in evidenza tante cose buone, quanto cattive, internet, diversa certo dalla frontiera di de crevecoeur in etters from an american Farmer, nella quali hector st john de crevecoeur sosteneva che l’uomo europeo vecchio, confrontato con la vitalità della frontiera, si sarebbe rigenerato e trasformato in megilio, non credo che purtroppo sia così nel mondo nuovo, nel quale ci ha portato internet, o megio nel mondo vecchio che è stato trasformato in un mondo totalmente nuovo dala presenza di internet e dei suoi effetti, primo fra tutti la globalizzazione

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