è lunedì2 min read

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il nuovo approccio italiano al calendario ha stabilito che…

la mattina del lunedì bisogna essere arrabbiati e stanchi, il martedì pure, per la fatica di essere tornati al lavoro il lunedì, il mercoledì è un giorno in cui cercare di non lavorare perchè poi c’è giovedì, ormai giorno di semi riposo perchè poi c’è venerdì, giorno in cui non si lavora perchè… è quasi sabato… e quindi non ha senso fare niente se non prepararsi al venerdì sera, ormai diventato-con diverse interpretazioni variabili da città a città, la nuova serata prima del giorno di festa, quello che, un tempo, era il sabato. Quindi il venerdì non si lavora, cioè si va sul posto di lavoro, ma non si fa niente, perchè appunto, è venerdì, poi c’è il sabato, primo vero giorno di ozio, in cui non fare niente perhè: è sabato e bisogna godere il week-end, la domenica si definisce da sola, in quanto domenica, non giorno dedicato a dio, ma giorno consacrato all’ozio e giorno in cui al massimo si possono consultare i social per lamentarsi del fatto che il giorno successivo sarà di nuovo lunedì, orrore, orrore, e, sì, è così, la settimana è ciclica e si ripete inmodo costante, per circa 52 volte all’anno, oddio oggi è lunedì, inondare i social di faccine angosciate che dimostrino qunto siete disperati dall’aver dovuto tornare al lavoro, o fortunati che ne avete uno, perchè in italia, da anni, tutti sognano solo di non fare niente, e di avere più tempo libero, per afare cosa non si sa, visto che comunque, in questo paese di vecchi e per vecchi l’unica cosa che ha senso fare è aspettare l’eterno riposo, che però nessuno vuole che arrivi ora, perchè, prima, vuole avere tempo per godersi la pensione, mondo nuovo, certo, ma mondo schifoso comunque, che sia il piacere di lamentarsi che spinge a questo comportamento? perchè ad una pigrizia così pervasiva stento a credere. sarò sicuramente sbagliato e fuori dal coro, ma io la vedo così, se avete voglia di spiegarmi dove sbaglio, lasciate un vostro pensiero nei commenti, cito di nuovo Guccini incirano: “Spieacere è il mio piacere, io amo essere odiato e se a qualcuno non piace il pensiero indipendente, mi dispiace per loro, mispiace, non mi lego a questa schiera: morirò pecora nera…

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