10 anni da pubblicista-tesserino da pubblicistaTempo richiestoper leggere il post: 5

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Sono 10 anni, anzi ormai  13 che ho il tesserino da pubbblicista, mi pare una distanza equa per poter dare un giudizio in merito al tesserino da giornalista pubblicista che tanti, buon per loro, sognano di poter ottenere e, così sono preda di varie fregature, che cosa è il tesserino da pubblicista? è una semplice tessera, anzi più corretta definizione sarebbe dire un librettino di circa 3cm per 6 di altezza, di forma rettangolare e rivestito, nel mio caso, odg della toscana, ordine dei giornalisti della toscana, in pelle rossa, o marrone scuro un po’ come quello in fotografia che metto qui a puro titolo di dare corpo a quanto dico, chiaramente non è il mio tesserino da pubblicista bensì una immagine trovata in google immagini, cercando “tesserino pubblicista”, la mia tessera ha un altro numero e, dentro una fotografia formato tessera, di cui vado fiero perchè credo che sia la fototessera più brutta che mi sia mai scattato in una delle macchinette automatiche, quelle che spesso si trovano nelle stazioni e vicino, come nel mio caso, ai supermercati, esselunga di montecatini nella fattispecie.

Avevo bisogno di spedire la documentazione all’odg della toscana per poter avere il tesserino da pubblicista, e quindi mi trovai alla macchinetta alle 3 del mattino, di ritorno, credo da una serata con amici, in una notte di novembre, con un giubbotto nero scamosciato e una camicia bianca che, stupidamente, all’ultimo istante pensai sarebbe sembrata migliore in foto se avessi abbottonato il colletto, pessima idea, in quanto nella foto sembro il cadavere di un mafioso russo, o almeno così mi hanno detto… me ne faccio una ragione e, no, non ho voglia ora di recuperare il tesserino dalla tasca dei pantaloni per fotografarlo e mostrarvi detta foto. Temo che dovrete rimanere con la curiosità… correva l’anno 2006, tredici anni fa appunto, perchè volevo richiedere il tesserino da pubblicista all’ordine dei giornalisti della toscana? semplicemente perchè avevo raggiunto i requisiti richiesti che, variano da regione  a regione, allo stato, a marzo 2019 per la regione toscana, non avere precedenti penali, autocertificazione ai sensi della legge 435/2000, avere scritto per una testata giornalistica registrata in tribunale per almeno due anni, pubblicato 20 articoli, e qui casca l’asino, per alcuni tipi di testate, come i quotidiani, il numero di articoli è maggiore, 100 o 60 o 80 a seconda delle regioni, e qui l’asino ricasca… il povero asino ormai passa più tempo in ortopedia veterinaria che altro, perchè bisogna dimostrare, con copia delle fatture, che in questi due anni si è stati pagati con regolarità e versare i relativi contributi, e qui l’asino cade di nuovo, povera bestia o, a questo punto quello che ne rimane dopo innumerevoli cadute, perchè di testate registrate ce ne sono davvero poche che accettano aspiranti pubblicisti e, visto che i pubblicisti, aspirano appunto al tesserino da pubblicista, e farebbero quasi qualsiasi cosa per ottenerlo, le testate ne approfittano e li fanno scrivere, gratis, quindi auguri a dimostrare di essere stati regolarmente pagati per il lavoro svolto, con buona pace dell’asino…, e però ci sono ancora tantissimi aspiranti pubblicisti che aspirano al tesserino da pubblicista, temo illusi dalla speranza che, una volta ottenutolo, gli si schiuderanno le porte del giornalismo e saranno assunti in una redazione… appunto illusi, il tesserino da pubblicista assicura una sola cosa, e solo quella: che ogni anno si dovrà pagare una quota all’ordine dei giornalisti e, in quanto iscritti, si dovranno pagare i contributi alla cassa professionale dei giornalisti, l’INPGI o-istituto Previdenziale Giornalisti Italiani, come si possa pensare che si debbano versare la quota annuale e i contributi a fronte di un lavoro non pagato è una cosa che mi domando da quando ho ottenuto il benedetto tesserino da pubblicista, che, tra l’altro obbliga gli iscritti all’ordine dei giornalisti a partecipare ai corsi di formazione professionale continua ed ottenere un tot di crediti formativi, questo tot ai sensi della legge Legge 148/2011 è pari a 60, e ottenerli è abbastanza facile basta partecipare agli eventi formativi organizzati da ciascun ordine regionale o fare corsi online su piattaforma sigef, ma è comunque una rottura in più, ripeto c’è l’onore di avere il tesserino da pubblicista, ma gli oneri non sono impossibili ma sono comunque scomodi visto che il mondo del giornalismo non offre occasioni di guadagno ormai da anni, non voglio essere pessimista, solo realista,

mi rimane la curiosità di sapere perchè cosa spinge gli aspiranti al tesserino da pubblicista, ad aspirare appunto, chi volesse dirmi le sue ragioni è benvenuto a scriverle nei commenti o a mandarmele in altro modo, non giudico, sono solo curioso di capire; io ci credo ancora, stupidamente penso, perchè ho preso una laurea in media e giornalismo all’università di firenze e poi mi sono pure iscritto-masochista- ad unmaster in comunicazione e giornalismo-attratto piùche altro dallo stage a fine master, ed ho anche ottenuto i crediti formativi richiesti dal possesso del tesserino, scrivevo qui linko il mio CV giornalistico per chi fosse curioso anche per alcuni mensili di settore, subacquea, ma sono tutti scomparsi, o chiusi o falliti o comunque non più interessati, e vanno capiti gli editori: perchè pagare qualcuno quando c’è la fila di gente pronta a scrivere gratis solo per accumulare articoli e poter richiedere finalmente il tesserino da pubblicista? non ho una risposta e spero che i tempi cambino, e magari anche presto, ma tant’è.

Triennio formativo

La Formazione professionale continua si svolge nell’ambito di cicli triennali (2014-2016, 2017-2019, 2020-2022, etc). In ciascun triennio il giornalista è obbligato ad acquisire almeno 60 crediti formativi professionali (Cfp), di cui un minimo di 15 crediti l’anno e 20 crediti deontologici nel triennio.

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