Motori di ricerca e utenti del web

Su un newsgroup che nulla ha a che vedere con internet e motori di ricerca, uno dei partecipanti chiede informazioni su un prodotto che ha acquistato in un negozio ma a riguardo del quale non trova informazioni in rete, non trova neppure il sito del produttore.
Un altro partecipante gli risponde dicendo che lui ha trovato il sito immediatamente usando Google. La persona che aveva fatto la domanda ringrazia dicendo “yahoo mi mostrava solo spazzatura….mi sa che devo cambiare la mia pagina iniziale con google!”.

La cosa mi ha incuriosito, a quanto pare la pagina di apertura del browser viene percepita come l’unica via di accesso ai motori di ricerca. Non è certo una novità, già le prime versioni di Netscape Navigator impostavano il sito Netscape come pagina di partenza. Immagino che Internet Explorer (è un po’ che non reinstallo Windows) faccia lo stesso con MSN. Firefox propone Google di default e mi pare che così avvenga anche per Opera. Anche le pagine predefinite impostate dalle connessione automatiche create dagli script distribuiti dai provider si comportano così, la connessione creata dalla Telecom (dai tempi di Tin.it alle più recenti proposte di Alice) impostavano/impostano Virgilio (e quindi Arianna) come home page.

Tutto questo è spiegato dagli enormi vantaggi rappresentati dall’avere il proprio motore come prima proposta e, alla fine, come prodotto “Top of mind”. Quello che mi lascia perplesso però è che gli utenti, anche non novellini (oggi chi usa dei NG va considerato giocoforza un navigatore sopra la media, visto che i newbie tendono più a usare i forum o, al massimo, le interfaccie web ai newsgroup (tipo Google Groups o Newsland)), quando non trovano la risposta che cercano non pensino di utilizzare altri strumenti. Ma soprattutto mi sembra che passi il concetto che il motore “di apertura” sia l’unico utilizzabile o disponibile. Non mi baso solo sul caso riportato sopra, mi capita spesso di parlare con qualcuno che mi dice “Google? mmm non lo uso… io ho Virgilio quando accendo internet”.

Eppure internet non è più una novità, la diffusione è ampia e il cercare informazioni in rete sta diventando un’abitudine comune, non solo fra i giovanissimi. Forse è solo un problema di pigrizia, o motivazione insufficiente a cercare quello che si vuole: se si trova subito bene, altrimenti vuol dire che non esiste (da cui l’importanza di avere il proprio sito nelle prime pagine dei motori).
Il futuro punta molto sul concetto di evoluzione verso il cosiddetto Web 2.0 dove la partecipazione degli utenti alla creazione dei contenuti della rete sarà fondamentale, gli utenti quindi devono crescere per quanto riguarda capacità e voglia. Purtroppo spesso internet viene vissuta solo come una alternativa alla televisione, quindi fruita in modo passivo: ci si aspetta che i contenuti arrivino a noi con un minimo di lavoro… scrivere una parola e cliccare “cerca”, quasi come fare zapping col telecomando.

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Carlo



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