I fatti di Francia
Il titolo di questo post suona volutamente arcaico, ma vorrebbe far riferimento ad un registro storico ancora più antico, medievale quasi. Il perchè è presto detto, scriverò pochissimo, ma ho trovato questo articolo del giornale Sun-Times di Chicago che, con una prospettiva meno colorata dalle lenti della politica e della correttezza politica -dio ci scampi dalle sue nefaste conseguenze- inquadra bene gli attuali fatti di cronaca che vedono le periferie francesi quasi come un nuovo campo di battaglia tra infedeli e crociati: l’aspetto religioso viene nascosto dalle rivendicazioni sociali, ma in realtà l’intolleranza dell’Islam totalizzante è la causa di ciò che sta avvenendo.
Sarebbe l’ora che anche noi aprissimo gli occhi, finchè c’è tempo, e vedessimo che non possiamo giocare secondo regole che il nostro avversario non rispetta, per esempio l’abitudine di tacciare di razzismo chiunque si azzardi ad affrontare il problema secondo un’ottica che non sia la solita sbobba buonista del “multiculturalismo ottimista”.


Sono d’accordo, infatti credo quest’ottica dell’ospitalità “forzata” sia insensata è fuori dalla portata mentale e culturale non solo italiana ma di tutta l’Europa, infatti sembrava che la Francia fosse un esempio di questa “ospitalità extracomunitaria”, mentre come si vede è tutt’altra cosa.
La soluzione potrebbe essere di darci un taglio alle “importazioni di extracomunitari” sopratutto tenendo conto dei risvolti socio-economici che questo comporta … mi rendo conto che è solo utopia … e già poi chi comprerebbe le auto usate dai “bianchi”? a chi la affittano una casa in cui ci stanno dentro in 15 e pagano bei soldoni?
Insomma, secondo come la si guarda … gli immigrati portano dei vantaggi … io cambierei qualcosina … ma da dove si comincia?
to be or not to be
quoto in pieno.
Anche il primo commento. Quanto spende l’Italia per tenere in piedi i centri di accoglienza?
E perché chi giunge in Italia tramite aereo viene sottoposto a mille controlli, mentre chi arriva via mare no?
Hai ragione, quando critichi la sfera degli immigrati vieni segnato come razzista.
Strano, però, che quando un immigrato commette reati contro l’italiano non si parli mai di razzismo…
Parlate di queste cose con termini e concetti da bar sport.
Loro i cattivi noi i buoni hahahahahahahah lasciamo perdere, abbiamo esportato mafia corruzione e quant’altro in tutto il mondo. Gli immigrati in Italia sono più istruiti di noi ( 12,1% il tasso di laureati tra gli stranieri – 7,5% quello tra gli italiani). Per quanto riguarda i banditi, furfanti e quant’altro… io pago le tasse anche per la pubblica sicurezza…. che facciano il loro lavoro.
Comunque i delinquenti che hanno fatto casino a Parigi NON sono extracomunitari, sono FRANCESI, quindi avete sbagliato mira
Continuare ad incolpare gli “altri” Vi serve solo a tenere candido il vostro cuore ed a sentirvi innocenti ed anche un po’ vittime. Questi ragionamenti evidentemente sono il risultato di troppi pochi libri letti e di troppa televisione commerciale.
Saluti
E’ un classico, appena si esce dalle linee della correttezza politica e si va controcorrente ponendosi delle domande che toccano i principi intoccabili si diventa:
ignoranti (non si è letto)
fessi (ci si abbevera alla TV)
qualunquisti (magia ecc,)
manichei (buoni contro cattivi)
forse i libri oltre a essere letti dovrebbero servire a stimolare un pensiero autonomo che non sia il solito luogocomunismo, tragica malattia degli italiani.
Non si parla di politica, si parla di principi, e su quelli basi le tue azioni. Ognuno di noi decide cosa è giusto o sbagliato in base ad i propri principi, puoi contestare i miei ponendo motivazioni ragionate, ci mettiamo a discutere poi magari rimaniamo ognuno della stessa idea, ma va bene così. Altra cosa è dire frasi sconclusionate, messe li a caso, tanto per parlare. Non mi riferisco a te, ma ai commenti precedenti al mio tipo: “E perché chi giunge in Italia tramite aereo viene sottoposto a mille controlli, mentre chi arriva via mare no?” voglio dire… ma in quale pianeta della via lattea vive questo?
Questo non è “uscire dalla linea politica ed andare controcorrente”, è non aver niente da dire, ma dirlo comunque. Allora se vuoi parlare solo per lamentarti degli extracomunitari e basta, senza dirmi che faresti… utilizzi il sistema che hai imparato guardando la tv, solo chiacchere sterili e insulti.
La domanda che vi faccio io è “perchè dovremmo impedire agli extracomunitari di venire in Italia?”
Saluti
Non si tratta di impedire a nessuno di venire in Italia. Quello che volevo dire io col post originale è che esiste il problema, che secondo me non è quello dell’immigrazione intesa come ingresso di persone, quanto quello dell’integrazione. Cioè far sì che possano far parte della società italiana e non che ne siano avulsi e circondati e continuino a formare enclave autonome che, prima o poi, portano necessariamente a contrasti territoriali perchè reclamano appunto un’autonomia che non può essere concessa, almeno non all’interno di una nazione esistente. Se la tua domanda è “come fare” la mia risposta è “non lo so”, ma probabilmente la scuola sarebbe un ottimo punto di partenza.
Ma il secondo problema è che mi pare che di queste cose non si possa parlare perchè, appena lo si prova a fare, scattano le etichette “destra” “sinistra” “razzista” ecc. che bloccano immediatamente il dialogo. Fintanto che il problema immigrazione sarà solo un terreno di scontro e una fonte di munizioni per la lotta politica si faranno solo chiacchere inconcludenti.
Rispondendo ad Alessandro:
“Questo” vive nella tua stessa via lattea. Io ho sollevato un problema, una questione. Tu non hai una risposta. Io la vorrei invece. Non ho detto che bisogna impedire agli extracomunitari di venire in Italia, ma bisogna impedire che ci vengano illegalmente, come fanno. E’ assurdo che vengano qui da noi facendo i loro comodi. Il mio bisnonno immigrò in America. Ma fu richiesta la sua presenza, aveva documenti e soprattutto certificato medico.
Tu forse non usi i mezzi pubblici come faccio io, a Roma. Provaci. Troverai bande di zingari, romeni e albanesi che borseggiano. Troverai il solito slavo che strimpella e strattona la gente che non gli da i soldi. Vai al nord e chiedi a quelli che hanno subito violenze e rapine dai soliti romeni e albanesi cosa ne pensano. Ogni giorno la cornaca nera li vede come protagonisti.
Ma noi, italiani, non possiamo lamentarci, altrimenti siamo razzisti.
Questo buonismo (che non lo è verso di noi) è esasperante, controproduttivo e deleterio per la nostra società.
Carlo ha espresso bene il problema. Io aggiungo che “integrazione” non significa “disintegrazione” della struttura sociale italiana. Ma è quello a cui sto assistendo. Usi, costumi, tradizioni della nostra Italia si stanno modificando a favore degli stranieri, mentre devono essere i loro usi, costumi e tradizioni che si devono adattare ai nostri.
Mi domando a questo punto: siamo ancora noi i padroni di casa?
Per Daniele ma anche per Carlo,
prima di tutto mi scuso per il termine “questo”, non volevo essere offensivo. Te vuoi una risposta, mi auguro non da me, visto che io non sono stato eletto in Parlamento, da me avrai solo la mia idea. Io non abito a Roma abito a Livorno, gli extracomuntari qui ci sono dalla fondazione della città attorno al 1500. Qui la cronaca nera non esiste. Comunque impedire che vengano illegalmente… come con l’esercito? questi hanno fame, pensi di spaventarli?
L’unica soluzione è quella di rendere meno poveri i loro paesi, attraverso un piano Marshall Mondiale, ma… siamo troppo impegnati a portare la democrazia dove c’è il petrolio.
Riguardo alle nostre tradizioni, usi e costumi, permettimi di sorridere, ci sono decine di professionalità artigiane che spariscono perchè i “giovani” vogliono lavorare poco e guadagnare molto, chi va a fare l’apprendista fabbro oggi? o il calzolaio, o il cardatore? E poi usi e costumi dell’Italia? Perchè pensi che un trentino e un calabrese abbiano qualcosa più in comune che tra un pescatore di Trapani con un tunisino? L’ultima cosa… i cittadini di Locri, sono ancora loro i padroni di casa?
Per Carlo ma anche per Daniele:
certo che esiste il problema dell’integrazione, e anche grosso.
Esisteva anche negli anni 50, quando masse di lavoratori del Sud solo andate al nord nelle grandi fabbriche. Zero integrazione, i terroni facevano e fanno gruppo a se come lingua, cultura, cucina, vita familiare… e qualcuno di loro era anche un po’ farabutto. Ma a casa loro non c’è(ra) lavoro, non avevano istruzione, c’è la mafia.
Riguardo al fatto che non se ne possa parlare poi per non scadere nei luoghi comuni e nelle etichette sono d’accordo con te, ecco perchè io quelli che vogliono fare una legge sull’immigrazione li manderei per un paio di mesi nei villaggi di provenienza di questi disperati, a studiare il motivo per cui vengono, per capire cosa serve per farli rimanere al suo paese vivendo dignitosamente, non dico con le scarpe di Prada, ma magari con qualcosa da mettere sotto i denti.
Saluti
L’unica differenza però è che quelli che definisci “terroni” (e se fossi polemico ti definirei razzista
) non sono arrivati a Torino e poi hanno deciso che i negozi che vendevano savoiardi dovevano andarsene da quel quartiere perchè era contro la loro religione. Non hanno mai preteso che lo stato creasse una “scuola terronica” e una “chiesa terronica”, mentre gli islamici di cui dovremmo rispettare i costumi e gli usi adottano una atteggiamento prepotente (non tutti ovviamente, ma tutti quelli che decidono di non integrarsi) che non può essere giustificato dalla povertà del loro paese d’origine e neppure dall’ignoranza, quanto piuttosto da una cultura che si ritiene egemone per diritto divino e tende ad imporre questa sua egemonia. Secondo me è questo che non è tollerabile, non lo è quando è l’Islam a richiederlo (e considera che io non sono credente quindi non ne faccio un fatto religioso) come non lo è se lo esige la comunità rumena, serba o albanese, tutte etnie che -purtroppo- salgono agli onori della cronaca solo per le loro espressioni criminose, non perché non ne manifestino altre, ma perchè il crimine fa notizia (luogo comune ma, purtroppo, vero).
Per Alessandro:
non mi sono offeso per il termine “questo”.
Per usi e costumi non intendevo i vecchi lavori, ma altro. A cominciare dalla presenza del crocifisso. Dalla preparazione dell’albero di Natale e del presepio nelle scuole. Ho perfino sentito alla radio che si vociferava di eliminare il maialino come simbolo del salvadanaio per offendere una tal religione. Stiamo cadendo nell’assurdo e nel ridicolo. E altro ancora. Quello che io, e altri come me, pretendo è che chi viene in Italia rispetti tutto ciò che vi trova. Perché sta’ tranquillo che tu a casa loro certe libertà non te le puoi permettere.
Siamo d’accordissimo sul fatto di rendere meno poveri, anzi non poveri, i loro paesi di provenienza. E’ una cosa che si può fare. Ma non si vuol fare.
Io ci manderei tutto montecitorio in quei paesi.
Beato te che stai in una città senza cronaca nera.
Rispondo ad entrambi …
non sto dicendo che va tutto bene così, ripeto vivo in una città tranquilla e probabilmente non mi rendo conto. Questo privilegio però mi consente di vedere le cose in modo non emotivo. E penso che dovremmo discutere su che tipo di soluzione trovare. Quello che stiamo vivendo è lo scotto da pagare per chi come noi è ricco. Ricapitolando, non farli entrare NON è la soluzione, la storia insegna che neanche i muri di Berlino hanno fermato chi veramente voleva andare via. Permettere a loro di fare i padroni a casa nostra imponendo comportamenti diversi da quelli che preferiamo NON è la soluzione. Bene, siamo ritornati al punto di partenza, come al gioco dell’oca. Dove stà la soluzione? Torniamo poveri anche noi e così andiamo in Tunisia a pettinare i cammelli? Sicuramente lamentarsi, aumenta il clima di intolleranza, mentre servirebbe un clima di dialogo, io capite bene non ho la soluzione, mi auguro che al prossimo giro venga eletto un parlamento che inizi un percorso europeo di sostegno alle politiche di cooperazione (vero non come quello di craxi che con una mano dava e con l’altra riprendeva), e nel contempo si inizi a dialogare in modo costruttivo con i leader di queste comunità, si lo so ci vorranno anni ma io personalmente non vedo alternative. E’ ovvio ma lo dico lo stesso che i delinquenti non hanno colore, per loro vale la legge che vale per noi.
Spero di essermi spiegato sto giro.
Saluti
ho letto il tuo commento e lo trovato molto giusto riguardo a certi rumeni e albanezi che fanno molte illegalità.anch’io sono rumena e sinceramente mi sento in imbarazzo ogni volta che guardo il telegiornale e sento parlare di loro. il fatto che siano poveri non giustifica le infrazioni che fanno!!!la colpa é anche del capo dello stato rumeno che non impedisce loro di venire qui in italia e sporcare l’intera popolazione rumena con le loro azioni sporche!
Già…, i rumeni e vari…, e questo da SECOLI! Cari sig.ri/re/ne, se non lo avete capito …”E siamo solo agli inizi!”…, come quei “quattro” cazzoni che hanno sempre voglia di giocare al “potere e denaro” oppure “denaro e potere”(chè è sempre un afrosidiaco per tutti/e .. correggo.. stiamo evoluendo….).
Vi siete mai chiesti….., perchè con tutta la povertà e caos che cè (preciso in questo secolo, perchè il vostro in questo senso per fortuna e solo passato) anche negli ormai i Stati Russi, come mai non ne vedi di russi e non russe ad esempio, cui in Italia, a delinquere o a lavorare?? I rrr….. e vari …”che teste di …….”, correggo …”che rompi ……”! Senza per questo voler offendere nessuno!
La povertà e sempre stata “la vergognia” e “la noia” di tutti noi e da sempre!
L’unica noia che l’italiano d’oggi dovrà subire sarà forse “l’unione”, cioè:
– la moneta dovvrà arrivare al livello della lira …sapete quale no?..
– gli “stipendi” mah …. chi sà di quanto saliranno (voi imprenditori ci state già pensando…)
– quando vi chiederanno… “Da dove della UE provieni??” …direte.. :
Be…del N-E (brr..che fredezza.. , però niente male..)
Bee.. del N-Ovest (niente male.. sono famosi per le “donne” in vetrina e poi nessuno ti rompe per certe “ciccate”)
Bee.. del S-V (aaa…quelli degli “stracci” e dei mammoni… niente male, bella zona..)
Oppure, domande…(e scuzzatemi se potete..): – Come mai, le “donne” svizere o russe o chi sà……sono più “preferite” dagli italiani, in questo caso, come …carriera e dennaro…, delle rumene??…
– Sapete …. cè anche un’altra piccola e banale realtà, come chè molte donne straniere est – europee( tra gli anni ’65 e ’75) resteranno delle schiave (se non ucise come la “rumena” dal “veronese”) della violenza fisica, sociale e morale, solamente perchè figlie della “vergogna” o di nessuno…??
Sapete, abbiamo un pò di cultura anche noi i r……. – es.: quanti di voi italiani, in questo caso, non decimate più per via della diabete…??
Sono una rumena del ’70, bella o quanto basta (se questo può servire a qualcosa), nubile ed è probabbile chè resti (forse perchè un po accidella, verro??), e ho studiato ….per quanto può bastare per fare almeno l’impiegata;..eppure…per fare quello che alcune mie paesane più fortunate o come le molte vostre donne cui, non riuscirò mai a realizzare i miei piccoli e “banali sogni”….. mai…..!!!!!
Sposarmi per amore o anche interesse; avere dei figli per solo amore; saziarmi con alcuni picoli o grandi interessi; fare carriera…..un qualcosa almeno;….purtroppo per troppe di noi resteranno solo sogni!
La/le soluzioni forse stanno sempre e solo dentro noi stessi!!!
Per il resto, auguro solo buona continuazione!
Fermi tutti. Ho paura che ci sia un fraintendimendo di fondo (che peraltro sapevo sarebbe arrivato fin dall’inizio, data la delicatezza dell’argomento). Se viene un tedesco (o un francese, o un olandese, o un brasiliano ecc.) e si mette a rapinare ville non è che sia migliore dei rumeni che lo fanno. E’ un atto illegale e esecrabile chiunque sia a compierlo, anche se fosse italiano. Quello che dico è che spesso capita che ci siano grandi gruppi di stranieri che vivono in Italia e non hanno altre pretese che vivere, cercando di migliorare la loro condizione, e si danno da fare per integrarsi rispettando le regole che valgono per tutti (italiani di nascita e persone che italiane diventeranno col tempo), alcuni di questi hanno comportamenti illegali, ma sono appunto “alcuni” delle eccezioni non la regola. Altri invece vengono da noi e pretendono di avere diritti che neppure gli italiani hanno: scuole separate ma riconosciute, luoghi di culto, ecc. Senza la benché minima intenzione ad integrarsi. Insomma, una cosa è venire in Italia per vivere meglio e “fare gli italiani”, un altro venire e pretendere di modificare il nostro Paese per farlo diventare come il posto da cui provengono. Per fare un esempio, provate ad andare in un paese arabo e dire “ora qui voglio che si costruisca una chiesa” e non penso che la risposta sarà “sì, certo, anzi aspetta che ti vado a prendere i mattoni”.