Google stupisce ancora
Oggi Google ha lanciato un nuovo servizio, peraltro da tempo sospettato di essere in arrivo: Google Analytics.
Qualche mese fa il grande G aveva acquistato la casa produttrice del software Urchin, dedicato appunto a creare statistiche sulle visite ai siti web. Parlare di visite tuttavia è riduttivo, Google Analytics crea una serie molto ampia di rapporti che permettono al proprietario del sito di vedere cosa cercano i visitatori, quali pagine cercano e, quindi, poter poi adattare il sito alle loro esigenze.
La mossa di Google non è così rivoluzionaria come il contextual advertising proposto con Adsense, ma è più simile a fenomeni come Gmail e Google Earth: ottimizzazioni o re-invenzioni di applicazioni già esistenti che però, nel contesto del mega motore di ricerca, ottengono nuove funzionalità e maggiore integrazione con altri servizi.
Google Analytics è votato soprattutto agli utenti Adwords, nella speranza che possano ottimizzare le loro campagne e, quindi, investire ancora più soldi nella pubblicità. Però interessa anche la controparte, cioè i siti come anche questo, che espongono gli annunci di Google (a proposito, se volete iscrivervi potete farlo dalla pagina collegata al banner “Guadagnate col vostro sito” qui sotto. Lo so che è pubblicità sfacciata, ma a guadagnarci sareste soprattutto voi, quindi c’è anche una piccola quantità di altruismo
).
Dato che lo uso sarei ipocrita a parlare male di Adsense, ma soprattutto sarebbe sciocco farlo visto che secondo me è un ottimo modo di coprire le spese di hosting per molti siti e guadagnare dall’attività editoriale per altri. In pratica quello che Google fa è sostituirsi alle società che si occupano della raccolta editoriale per le grandi realtà e che non si sono mai rivolte al mercato del personal publishing.
In origine il servizio era fornito dalla Urchin, con un canone mensile di qualche centinaio di dollari (ma era rivolto a grandi realtà commerciali, non a siti di ogni tipo) ed il fatto che ora sia offerto gratis ha fatto sospettare qualche imbroglio, dopotutto l’Italia è la patria della dietrologia e della mancanza di fiducia preventiva. In realtà Google aggiunge questo servizio a quello delle Sitemaps e così conosce ancora meglio i siti che adottano questi sistemi, in pratica prosegue nella sua missione di indicizzazione dell’intera Internet.
Alcuni stanno cominciando a intravedere in Google un Golem che si prepara a combattere il gigante di Redmond per il dominio del mondo dell’informatica. Google ha sicuramente accumulato un capitale sociale ingente almeno quanto quello della Microsoft, ma di segno inverso: tra gli utenti esperti viene visto in modo molto positivo. L’espansione potrebbe portare una diminuzione di questi consensi ma l’acquisizione di una posizione di mercato dal valore incommensurabilmente più elevato. Il futuro riserverà altre sorprese, dopotutto Google Labs è sempre in ebollizione. Vedremo…

