Bilanci

E’ un classico, a fine anno, tirare i bilanci, fare liste ed elenchi cercando di riunire in poche righe tutto quello che è avvenuto nei 365 giorni precedenti. Ricordo ancora i frenetici giorni del 29, 30 e 31 dicembre di quando lavoravo a Radio Europa (una radio locale a dispetto del nome) e in quei giorni si compilavano le classifiche con i numeri uno delle top ten dei singoli mesi e delle singole settimane appena trascorse e soprattutto, me ne occupavo io quindi il ricordo è netto, riunivo le principali notizie dell’anno per utilizzarle nel lungo programma del 31 che riuniva attorno ai microfoni tutti noi per dare l’addio all’anno morente.

Di solito questi bilanci si fanno dopo natale, ma Google quest’anno si è anticipato ed ha pubblicato la Zeitgeist (a questa particolare rassegna avevo già accennato) oggi. Ne possiamo trarre vari spunti di discussione sullo “stato di Internet” o, meglio, su quali sono le cose più cercate dai navigatori.

E’ interessante notare che le prime 5 voci che hanno guadagnato più terreno nel 2005 sono tutte relative a sistemi di condivisione di informazioni o sistemi di community o di community forming:
1. Myspace (online community)
2. Ares (file sharing)
3. Baidu (motore di ricerca / community cinese)
4. wikipedia (enciclopedia collaborativa)
5. orkut (community online acquistata da Google)

Secondo me questo attesta la grande crescita di Internet come mezzo di comunicazione non tanto di massa, o meglio non solo di massa, ma come mezzo di comunicazione personale, che permette ai singoli utenti di interagire facilmente con decine o centinaia di altri persone: come, quando e se serve. Si va dall’interazione a livello di community centrata su un interesse condiviso (per esempio un newsgroup riguardante un hobby), alle community vere e proprie, alla collaborazione online con colleghi di lavoro o business partner alla telefonata alla zia che vive in un altro continente (Skype, Google Talk ed altri sistemi di VoIP), passando per instant messenging eccetera.

Il sociologo Zygmunt Bauman parla di una modernità liquida, nella quale l’identità delle persone è in continua evoluzione e siamo in grado di “indossare” un’identità diversa in vari momenti della giornata. La rete esalta questa possibilità, si può essere un telelavoratore che riceve un lavoro via email dal proprio datore di lavoro e ne discute i dettagli in videoconferenza e un attimo dopo essere un fan che discute le ultime novità nel settore che occupa il suo tempo libero.

La seconda sezione della Zeitgest 2005 mostra le news più cercate, a sorpresa la cantante Janet Jackson supera lo Tsunami e l’uragano Katrina. Onestamente vorrei sapere cosa ha fatto la Jackson nel 2005 mi pare strano che siano ancora delle eco del celebre “seno al vento” al SuperBowl 2004.

La terza sezione della pagina riassuntiva invece mostra le ricerche più popolari su Froogle (dall’aggettivo “frugale”) il motore di ricerca di Google dedicato all’e-commerce.

Ma ancor più interessanti sono i grafici accessibili dalle intestazioni della pagina, in particolare l’andamento delle news, l’attenzione ai fenomeni ambientali e soprattutto quelli che Google riunisce nell’eterogenea categoria dei “Fenomeni“, gli ultimi due sono cruciali: Wiki, ipod e podcasting.

Tra gli eventi legati alla natura è interessante l’improvviso salto in alto dell’influenza e dell’influenza aviaria, al quale poi nelle news tradizionali è corrisposta una quasi totale scomparsa dall’agenda quotidiana mentre in rete è rimasto un certo livello di attenzione.

Tornando ai fenomeni notiamo come la crescita di Wikipedia prosegua nonostante i recenti problemi che ne hanno messo in dubbio la credibilità e l’affidabilità (poi risolti sia da una comparazione che vede l’enciclopedia collaborativa veritiera quasi quanto l’Enciclopedia Britannica, sia da una nuova policy sulla modifica dei contenuti da parte degli utenti). Infine è curioso vedere come gli mp3 stiano trasformandosi da un sistema ad uso quasi esclusivo della pirateria musicale in un sistema di “comunicazione personale di massa” che non richiede l’ascolto contemporaneo all’emissione. Un po’ come una radio registrata, ma qui i contenuti sono creati in massima parte da utenti e mettono a fuoco gli aspetti più diversi dello scibile umano.

Che dire? bene così e chissà quali soprese porterà il 2006.

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Carlo



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