Beppe Grillo, scopritore di acqua calda

Lo so è quasi un vizio per me parlare male di Beppe Grillo e delle sue rivoluzionarie intuizioni e scoperte. Pensandoci mi sono reso conto che la mia risposta è dovuta al fatto che l’ex comico genovese, oggi di professione scopritore dell’acqua calda,

Si pone sempre come il prometeo che dona al popolo ignorante il fuoco della saggezza. Questo atteggiamento mi urta, in particolar modo quando viene da uno che, come simpatie politiche, mi pare che si ponga, o che si dovrebbe porre dalla parte del popolo. Purtroppo, anzi è normale, si pone verso il suo pubblico come normalmente fanno i personaggi di sinistra. Si pongono al di sopra dei loro soggetti, altro che compagni. La spocchia è tangibile ed è evidente, a chi sa guardare, anche il malcelato schifo per dover condividere qualcosa con il popolo, il popolo bue, la massa di manovra. Triste invero.

Tempo fa Grillo è diventato blogger (anche se ci sarebbe da discutere sul fatto che un blog che ha nei credits un’agenzia di consulenza strategica in rete (nome molto “new economy” e che fra l’altro propone anche lei articoli “nati vecchi” sul proprio sito)). Ma ovviamente la blogosphera è diventata una cosa importante solo dopo il suo arrivo, che ha fatto, ovviamente di nuovo, diventare i blog degli strumenti validi. Insomma Grillo ha scoperto i blog, con 4-5 anni di ritardo, ma questa non è una novità.

Tempo dopo Grillo ha scoperto un’altra novità assoluta, che al solito usavamo tutti da mesi o anni: Skype. E in un suo spettacolo lo ha presentato come la rivoluzione, con i soliti toni aggressivi verso le compagnie di telecomuncazioni che derubano i poveri cittadini per fare soldi (mentre lui le poche presenze in televisione e gli spettacoli li fa gratis?).

E ora Grillo ha scoperto davvero una cosa rivoluzionaria, ha scoperto qualcosa che cambiertà la struttura dei mercati, del modo di distribuire le conoscenze e i contenuti. Che sopravanzerà addirittura la televisione. Reggetevi forte: Beppe Grillo ha scoperto l’importanza di internet. Standing ovation please.
Veniamo informati di questa incredibile scoperta da uno dei soliti tristi articoli di Infocity, che a causa del meccanismo che dona l’accesso ai propri contenuti in cambio di qualche testo, raccoglie dei penosi esempi di copia-incolla che vengono spacciati per giornalismo.

Scopriamo così che “La TV? Un contenitore finito! Idem i giornali, tutto sara’ inglobato dalla rete, ormai viviamo in un’epoca nuova, con sviluppi incredibili.” Nicholas Negroponte queste cose ce le aveva dette, con maggiore autorevolezza e senza bisogno di attendere tanti anni, nel 1995. E ancora Grillo “La gente potra’ scegliere cosa vedere, pescando nell’archivio della Rai:”, sempre Negroponte lo aveva detto nel 1996 in un testo dove parlava dei cambiamenti nella telefonia, che Grillo “scopre” oggi “E poi ci sara’ la fine anche degli altri mezzi: come il telefono, si potra’ chiamare in tutto il mondo gratuitamente com’e’ giusto che sia, e cosi’ ci togliamo di mezzo tutti quei manager” (e già il problema non sono costi, canoni, call center incapaci e servizi inefficiente, il problema vero è che Tronchetti Provera è più ricco di Grillo). Infine altra anteprima: “E ci sara’ la fine del monopolio e dei copyright assoluti – ha proseguito Grillo – Se ti scarichi una canzone e chiudono il sito da dove si fa, immediatamente ce n’e’ gia’ aperto un altro. No, questa cosa non si puo’ piu’ fermare, non si puo’ fermare la rete. “.

Insomma scopre l’effetto della rete sui mercati, di cui il Cluetrain ci parla solo dal 1999 e addirittura il file sharing… peraltro scambiando il sito con il peer to peer (emule e soci).

Però Grillo può permetterselo, ha legioni di fan che lo supportano, acriticamente, beandosi delle sue scoperte che per loro sono novità solo perchè la loro ignoranza è ancora maggiore di quella del loro idolo. Il giornalista di Infocity suppone che si tratti, da parte di Grillo, di provocazione, ma non credo che qualcuno nel 2006 possa avere il coraggio di spacciare queste cose come novità e fingere che siano nuove “per provocare”.

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