Che brutto rumore quello dei polpastrelli…

…che scivolano sugli specchi nel disperato tentativo di arrampicarcisi sopra.

Sono colpevole di non aggiornare il blog da più di un mese, mi scuso e cercherà di rimediare… appena smetto di rincorrere le duecento cose che ho lasciato indietro.

Però una chiosa veloce voglio farla, sempre a proposito di polli e media. Per mesi chi hanno detto, allo scopo di fare notizia, che l’aviaria sarebbe stata una pandemia, con milioni di morti, trasmissione interumana diretta e altri scenari che facevano sembrare le epidemie di peste bubbonica (la celebre Morte Nera) un semplice raffreddore. Sempre con l’obiettivo di avere qualche titolone sempre più catastrofico.

Dopo una lunga pausa in cui c’era da titolare sul natale, sulle vignette islamiche e sulla politica, ecco che i media si sono ricordati dei polli e prima eccoli sbavare di fronte all’opportunità di essere i primi a raccontare il primo caso in europa e ora, comicamente, a cercare di salvare il settore dell’allevamento dei volatili.

Da un paio di giorni è tutto un susseguirsi di interviste a medici, nutrizionisti, esperti a vario titolo, tutti ad affermare che “non c’è niente di più sano di un pollo nostrano” (se qualcuno usa questo slogano o il simile “non c’è niente di più sano di un pollo italiano” voglio le royalties :-D ). Francamente è ridicolo vedere la foga con cui si dice che “non mangiare pollo sarebbe un gravissimo errore alimentare” quando un mese fa si parlava solo di pesce, formaggio e, al massimo, tacchino da cenone natalizio.

E al solito i polli siamo noi, che crediamo a tutto quello che ci viene detto, senza applicare un minimo di senso critico oppure, approfittando (gli allevatori) per chiede sovvenzioni e aiuti quando sappiamo che, sì il mercato italiano delle carni di pollo è crollato, ma dagli altri paesi a quanto pare chiedono i nostri polli e all’allevatore vendere i suoi prodotti a Domodossola o a Berlino non cambia molto.
Ma credo che finchè i tg continueranno ad adottare tecniche da strilloni da strada per acquisire visibilità dovremo abituarci a queste marce indietro… almeno, per quanto su sfondo tragico, fanno ridere.

Comments are closed.

Il mio profilo su LinkedIn

Carlo



Il mio scaffale su Anobii / My shelf on Anobii