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Era ora! Un romanzo che diverte e fa pensare.

Ho appena finito di leggere “Stato di paura” l’ultimo lavoro di Michael Crichton, l’autore di Jurassic Park, Sol Levante, vari altri thriller e di testi che, come quelli appena citati, hanno portato a film come “il 13° guerriero”, “Rivelazioni” e perfino la serie televisiva E.R..

Bene! – dirà chi legge queste righe – ma a noi cosa importa di quello che hai letto?

Probabilmente nulla. Ma sbagliate, non tanto perchè ciò che io leggo sia importante, non lo è assolutamente, ma perchè questo libro dovrebbe essere un testo obbligatorio nelle scuole, al posto degli impolverati Avere o Essere, della modaiola Profezia di Celestino e del fantasioso, quanto riuscito, Codice da Vinci (su Angeli e Demoni mi risparmio di commentare, mi limito a dire che le parti trasandate e con accuratezza nulla sono così numerose da rendere totalmente ridicolo leggerlo).

Di Crichton ho letto quasi tutto, mi mancano solo alcuni dei suoi romanzi d’esordio. Ma la sua particolarità non è tanto la bravura nello scrivere, è molto bravo nel suo genere ma non credo che si debba elevare al livello della letteratura vera e propria. Però è un maestro nello scrivere libri che scorrono bene, sono accurati, basati su dati di fatto e che soprattutto hanno una caratteristica importantissima: sono scritti per far pensare.

So bene di avere evocato, con quest’ultima frase, l’orribile demone del pensiero. Per molti l’idea di usare il cervello del quale sono dotati è una prospettiva più spaventosa che quella di correre un paio d’ore sotto il sole di questa calda estate per una persona pigra. Vivere adagiati suoi luoghi comuni, coccolati dalle rassicuranti notizie allarmanti dei telegiornali è più comodo. Si accende la televisione e ci sentiamo dire che (ricordiamo che è estate): il sole fa male alla pelle e dobbiamo controllare i nei per evitare i melanomi, fare il bagno dopo mangiato potrebbe provocare una congestione, il gelato fa bene ma occhio ai coloranti artificiali, le vacanze in posti esotici sono raccomandabili ma se il travel operator non è serio si rischiano le truffe.

Avvertiti e protetti da tutta questa informazione tutti, dopo averci ragionato sopra, vanno al mare la domenica e passano la giornata sotto il sole, tuffandosi in acqua quando la calura è insopportabile e dopo aver mangiato un bel panino, seguito da un meraviglioso gelato dai colori vivaci e magari sulla spiaggia di una località tropicale raggiunta con un last minute preso al volo.

Eppure, come già per l’influenza aviaria (che ritornerà in autunno) ci fa piacere, in modo perverso, sentirci dire di questi pericoli e di queste calamità che ci aspettano. I media sono sempre più allarmisti perchè per competere nel mercato globale delle notizie non basta dire “l’estate 2006 probabilmente sarà calda”, meglio sparare “estate 2006, bolla di calore africano investe l’Europa”.

Crichton nel suo libro cerca di far aprire gli occhi sullo “Stato di paura” nel quale viviamo -contenti- non per colpa dei media, che riflettono in buona parte quello che il pubblico vuole sentirsi dire, ma per colpa nostra che vogliamo avere qualcosa da temere. E così fioriscono i movimenti ambientalisti, sempre pronti ad invocare qualche catastrofe, gli esponenti politici perennemente “preoccupati” da una cosa o dall’altra, tutti costantemente a metterci in guardia dalla tragedia in arrivo. Ma che non arriva mai.

Solo che la fame di ansia è tale che questi atteggiamenti risultanto vincenti, avere paura piace e quindi si dà ascolto solo a quello che alimenta le fobie nebtre si ignora, o si dimentica, quello che tranquillizza e “non fa notizia”.

Il bello di Crichton è che le cose che dice le supporta con una bibliografia degna di una tesi di laurea, chi ne ha voglia può andare a inseguire i riferimenti, leggere i documenti e, mirabilis dictu, farsi una propria opinione. Molti romanzi di questo autore partono da qualche fatto scientifico e al di là della veste narrativa, permettono di trovare una base reale che può essere un punto di partenza per scoprire un argomento che non si conosceva oppure semplicemente una voce fuori dal coro che dice “Oh! Svegliatevi! magari è tutto come credete, ma forse no!”.

In “Stato di paura” Crichton porta avanti le testi di entrambi gli schieramenti e, alla fine, espone il suo punto di vista personale. Secondo me è un libro decisamente da leggere, sia perchè le sue pagine scorrono agevolmente e possono essere un’ottima terapia per la noia da ombrellone, sia perchè – qualunque sia la propria posizione sull’ecologismo radicale – sono un ottimo spunto per ragionare.

Dal link che ho messo in apertura si vede la pagina dei commenti dei lettori, è fantastica… leggerla dopo avere letto il libro mostra commenti che ricalcano le stesse posizioni fideistiche di alcuni dei personaggi descritti nel libro: “L’uomo sta distruggendo la terra, il riscaldamento globale porterà alla catastrofe: chi non la pensa così mente sapendo di mentire punto e basta.” E di chi non ha dubbi ma solo certezza bisogna diffidare sempre e spesso anche aver paura!

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Carlo



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