odio il Natale
C’è un’aria speciale nelle notti vicine a Natale, forse è l’inverno appena iniziato, forse sono le lucine appese alle case, forse è come siamo predisposti alla festa, o forse davvero c’è una specie di magia nell’aria. Il freddo, pur intenso, non è pungente come al solito ed il vento non attacca con la consueta acredine.
Ieri portavo a spasso il mio cane nella solita passeggiata serale tra le case e i campi di quest’angolo di provincia. Non una nuvola a oscurare le stelle, il vento dei giorni prima aveva spazzato via ogni impurità dall’aria che, tersa come solo dopo un temporale, lasciava brillare le stelle della volta celeste in tutto il loro splendore.
Il cielo d’inverno è dominato dalla costellazione di Orione, una maestosa figura che, anche ignorandone la leggenda, non può sfuggire e catturare l’occhio. E’ uno spettacolo quello delle stelle che è sempre riuscito a tirarmi su il morale, anche nei momenti più bui. Ieri poi una serie di coincidenze si era prestata a organizzare uno spettacolo di quelli rari: nel punto più buio del mio percorso, in mezzo ad un campo con la volta celeste tutta mia da guardare, l’iPod inciampa in un brano di musica classica pur nella sua modernità (la sinfonia di Guerre Stellari di John Wiliams che con le stelle si sposa alla perfezione) ed ecco che perfino una stella cadente si incendia, brucia e svanisce proprio accanto a Betelgeuse (la spalla destra di Orione).
Un’epifania unica, emozionante nella sua evanescenza, che era la chiusura ideale di questa magica notte d’inverno.
Con il morale alto, alle stelle per fare della facile ironia, proseguo il mio percorso ed ecco che, a guastare la mia festa interiore, arrivano loro: le coppie, infidi esseri che in questa stagione sono ancora più subdoli che a S. Valentino. In queste sere vicine al Natale non c’è scampo, ovunque vai, qualunque cosa vedi congiura per sottolineare la solitudine. Coppie che, mano nella mano, tornano a casa per condividere il calore di un focolare, famigliole felici che vanno in visita da parenti e amici. E’ un attimo li vedi davanti ad un cancello, suonano il campanello, una porta si apre, un coro di voci gioiose e il calore dell’atmosfera natalizia sgorga da quelle finestre dietro le quali si scorgono le lucine dell’albero e ti investe, avvolgendoti a dire: “vedi come siamo felici noi? E te lì, solo, al freddo!”.
A quel punto è finita, non c’è difesa da questo assalto, puoi solo tirare su la sciarpa e riprendere la solitaria via di casa. E poi ti chiedono “ma perché odi il Natale?”.


ce l’hanno tutti un blog… lo volevo anch’io
(ahaha sacrosante parole
)