Attenzione alla quasi-truffa…
…quasi?
Fino a inizio anno avevo una “ditta individuale” (ora sono libero professionista con PI) e quindi ero iscritto negli elenchi delle imprese della camera di commercio (e non mi pronuncio sul balzello di 80 euro all’anno per una iscrizione a un ente che non fa assolutamente niente per le imprese se non, appunto, prendere la tassa d’iscrizione).
Grazie a questa iscrizione obbligatoria la mia attività era elencata nelle liste presenti sul sito CamCom. Qualche giorno fa mi arriva una lettera da un sedicente “Registro Italiano in Internet” (e, scritto piccolo, “per le imprese”); il testo è molto formale ed è evidente l’intento di spacciarsi per un ente pubblico o comunque un qualcosa da osservare con attenzione perchè si riferisce a qualcosa di obbligatorio.
(Quelle che seguono sono fotografie, non scansioni, per far vedere come sono fatti i fogli)

Viene detto due volte che la registrazione base è gratuita online, poi si passa al modulo di pagina due dove si dice di aggiornare i dati e, ancora sotto e scritto in piccolo con una formattazione che scoraggia la lettura, c’è scritto che l’inserzione avrà un importo annuale di 958 euro… viene data in dotazione anche una busta pre-indirizzata per facilitare la risposta.
Le condizioni contrattuali sono sul retro, in grigino chiaro.

A me pare evidente che si tratta di un tentativo di impressionare con la lettera, facendola passare per uno dei tanti obblighi burocratici ai quali si deve adempiere in questo super-tassato Paese. In modo che l’imprenditore, o la segretaria, nella fretta lo scambino per un obbligo reale, compilino, inviino e poi… paghino 958 euro l’anno.
Lo definirei quasi un tentativo di phishing, con dinamiche diverse, ma con la stessa strategia di base.
Tra le altre cose che il rischio di fregatura sia reale lo attesta il fatto che in Nic (il Registro del ccTLD “it”) ha emesso un comunicato che ne parla.
Occhi aperti! Io comunque ho già risolto…


