I fondamenti del giornalismo

Come creatore/amministratore del sito Fadders/Mediaegiornalismo.com ricevo abbastanza di frequente la richiesta di recensire dei libri, l’ultimo mi è stato inviato dalle Edizioni Lindau e si intitola “I fondamenti del giornalismo“, autori Tom Rosentiel e Bill Kovach. Siccome l’ho trovato interessante ho deciso di riportare anche qui la recensione fatta su Fadders.

Copertina i fondamenti del giornalismoIntorno al giornalismo si fa un gran parlare di “cosa dovrebbe essere”, a “quali principi di dovrebbe ispirare”, quali dovrebbero essere i “doveri del giornalista” ma raramente questi elementi vengono messi nero su bianco in modo chiaro. La tradizione del giornalismo italiano, didattico e molto interpretativo, si distanzia da quello di stampo anglosassone che, almeno nell’opinione comune, è vicino ai fatti, risponde alle “5 W” e si attiene rigorosamente alla cronaca.
Andare oltre a questi schemi risulta spesso difficile senza una guida che non si perda in pagine e pagine di riferimenti storici o in divagazioni filosofiche sull’anima del giornalismo.
Il libro “I fondamenti del giornalismo”, invece, si rivolge sia agli addetti ai lavori che ai consumatori di notizie, in modo molto diretto e chiaro, con una quantità di riferimenti a situazioni reali bilanciato.

La lettura è decisamente consigliata a chi si occupa di informazione e giornalismo, in modo particolare a chi frequenta un corso come il nostro, perchè nelle 304 pagine di questo volumetto troverà un testo scorrevole, interessante e informativo.

Da una parte vengono riaffermati quelli che sono appunto i “fondamenti del giornalismo”, corredati da utili esempi che mostrano in alcuni casi la loro applicazione e, in altri, cosa avviene quando vengono disattesi; dall’altra è possibile avvicinarsi al punto di vista del settore dell’informazione statunitense che da noi è spesso conosciuto, eccetto che dagli addetti ai lavori e dagli studiosi del settore, solo attraverso le storie romanzate del cinema.

Oltre a esaminare i fondamenti, gli autori fanno un’analisi acuta della situazione attuale che vede le redazioni integrate in grandi network dell’informazione che sono spesso parte di aziende globali che hanno interessi che spesso vanno oltre quello del mero informare disinteressato. Di questo aspetto vengono narrati alcuni retroscena e previste le possibili o probabili. Vengono raccontati anche episodi che risalgono agli inizi del giornalismo statunitense e agli anni sessanta che, in un certo modo, dimostrano che non siamo oggi alla “fine del giornalismo” quanto piuttosto che si il giornalismo continua a fronteggiare delle sfide costanti che si presentano solo in forma aggiornata.

L’argomento è, come anticipavo, presentato in modo scorrevole e fluido e potrebbe essere una lettura ideale per imparare qualcosa durante l’estate, senza dimenticare che queste informazioni sono così vicine al campo di studio da venire sicuramente utili nel bagaglio culturale necessario ad affrontare l’università.

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