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Ritorno alla tradizione orale?

Il link a YouTube o ad altri siti di video sharing sta diventando quasi un obbligo nei post di molti blogger. Non più, come avveniva all’inizio, come commento al video o come approfondimento di quello che si dice nel post, ma proprio come contenuto unico del post medesimo.

Tralasciando i clone-bloggers, cioè quelli che echeggiano il loro guru di riferimento (come i Grillo-pensanti… oddio “pensanti”, diciamo i Grillo-seguaci), negli altri casi mi domando se non sia un ritorno ad una tradizione alla comunicazione orale. Orale nel senso he viene veicolata solo dal parlato, senza costringere alla, per molti insostenibile, fatica di leggere più di cinque parole in fila.

Da qui abbozzo unidea estemporanea e una domanda alla quale non so darmi risposta.
Se la democrazia come la conosciamo noi è derivata anche dal crearsi di quella sfera pubblica (Habermas) che i giornali hanno poi contribuito a nutrire e sviluppare a partire dall’inghilterra del 18° secolo, cosa accade con un ritorno ad una tradizione solo orale dove l’informazione non passa più dal momento della lettura, che comporta una ritmo più lento e un minimo di riflessione personale. Cioè, se tutta l’informazione viene veicolata da pillole, superficiali e brevi, puntate più a stupire che a informare, sul modello YouTube (o Studio Aperto per toccare la TV), che succede?


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telefono, epilogo

e così, oggi, verso le 15, quindi a circa 72 ore da quando ho inoltrato la richiesta, il 187 mi ha risposto, in automatico che il mio guasto “è stato preso in carico e si ritiene che verrà riparato in giornata”. In realtà è accaduto proprio così e, dopo le 19,50 il telefono ri-funzionava…. ma le 17 ore in più?
Purtroppo mollare TI mi è impossibile perchè significherebbe, per una serie di ragioni, rimanere senza ADSL per qualche settimana e, dato il mio lavoro, per me questo non è accettabile.

Speriamo che continui a funzionare.

Senza telefono…

Il 15 agosto mi sono accorto che la fonia (cioè la voce) non funzionava più sul telefono di casa, Alice fortunatamente sì.
Ho chiamato il 187 e mi hanno detto di controllare che i telefoni non fossero guasti perchè a loro la linea risultava perfettamente funzionante. Controllo e scopro, come sapevo, che i telefoni erano OK. Li richiamo poco dopo e mi dicono che vedono la mia prima segnalazione e che avrebbero riparato il guasto entro “2 giorni lavorativi”. Oggi siamo al 2° giorno e il telefono è ancora muto. Per di più il guaio è che se qualcuno mi chiama il telefono suona libero come se nessuno stesse rispondendo.

Sono andato a vedere il contratto Telecom Italia, dove trovo:
Articolo 7 - Segnalazioni guasti - Riparazioni
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Il “momento cellulare”

Da un po’ di tempo ho iniziato a notare che ogni volta che sono fuori con qualche amico o conoscente o comunque in un gruppo di qualunque tipo questo sia, arriva un “momento cellulare”: tutti stanno parlando al telefono, controllando o inviando SMS o semplicemente maneggiando il telefonino.

All’improviso il gruppo rimane unito spazialmente, tutti sono ancora nello stesso luogo, ma si frammenta in monadi localmente isolate ma connesse a distanza con altre persone. Localmente si alza una sorta di muro di incomunicabilità tra loro e le altre persone del gruppo mentre si connettono, mentalmente, con quell’altrove dove si trova l’altra persona con la quale si parla o alla quale si manda un messaggio.

A volte questo fenomeno inizia sotto forma di un SMS o di una telefonata ricevuta. A quel punto chi viene contattato risponde e si isola dal gruppo. E’ un segnale per gli altri di usare anche loro il loro apparato mobile. Le ragioni le dividerei in due casi: si interpreta il fatto che l’altra si sia staccato dal gruppo come una autorizzazione implicita a usare anche noi il telefono; sentendosi abbandonati, o nella noia di attendere che l’altro abbia fatto, si usa il nostro telefonino come distrazione.

Da una parte questa è una scomposizione momentanea del gruppo, ma dall’altra è anche un mescolarsi di gruppi diversi in quanto possiamo immaginare che almeno alcune, non certo tutte, le persone che dall’esterno contattano il membro del nostro gruppo facciano anche loro parte di altre momentanee aggregazioni.

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Carlo



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