Il “momento cellulare”
Da un po’ di tempo ho iniziato a notare che ogni volta che sono fuori con qualche amico o conoscente o comunque in un gruppo di qualunque tipo questo sia, arriva un “momento cellulare”: tutti stanno parlando al telefono, controllando o inviando SMS o semplicemente maneggiando il telefonino.
All’improviso il gruppo rimane unito spazialmente, tutti sono ancora nello stesso luogo, ma si frammenta in monadi localmente isolate ma connesse a distanza con altre persone. Localmente si alza una sorta di muro di incomunicabilità tra loro e le altre persone del gruppo mentre si connettono, mentalmente, con quell’altrove dove si trova l’altra persona con la quale si parla o alla quale si manda un messaggio.
A volte questo fenomeno inizia sotto forma di un SMS o di una telefonata ricevuta. A quel punto chi viene contattato risponde e si isola dal gruppo. E’ un segnale per gli altri di usare anche loro il loro apparato mobile. Le ragioni le dividerei in due casi: si interpreta il fatto che l’altra si sia staccato dal gruppo come una autorizzazione implicita a usare anche noi il telefono; sentendosi abbandonati, o nella noia di attendere che l’altro abbia fatto, si usa il nostro telefonino come distrazione.
Da una parte questa è una scomposizione momentanea del gruppo, ma dall’altra è anche un mescolarsi di gruppi diversi in quanto possiamo immaginare che almeno alcune, non certo tutte, le persone che dall’esterno contattano il membro del nostro gruppo facciano anche loro parte di altre momentanee aggregazioni.

