La promessa mancata dell’USB
Quando fu presentata la connessione USB sembrava che avrebbe risolto il problema o, almeno, lo avrebbe alleviato il problema della matassa di cavi, anzi della parrucca visto che è una matassa molto disordinata, che si trova dietro ogni PC dotato di una quantità normale di periferiche.
L’idea era che ogni periferica USB si sarebbe comportata come un anello di una catena (il concetto era definito daisy chain dal termine che indica le ghirlande di margherite) e le periferiche aggiuntive si sarebbero collegate l’una all’altra. Questo non avrebbe ovviamente eliminato i cavi. Però avrebbe ridotto il numero di porte necessario nel PC ed evitato la necessità di avere un fascio di cavi che esce da dietro il case.
Faccio l’esempio del mio PC dell’ufficio: 1 cavo USB per la macchina fotografica, un altro per la… 2a macchina fotografica (sarebbe troppo bello se avessero uniformato il terminale), 1 per l’interfaccia infrarossa, 1 per la tastiera e il mouse wireless, 1 per l’Ipod, 1 per lo scanner e uno per (ahem, lo scalda tazza USB che fa anche da hub a 4 porte). E siamo già a 7, e meno male che ho installato una stampante di rete, o ne avrei avuto ancora un altro. Se volessi aggiungere la webcam e la tavoletta grafica che ho riposto nell’armadio avrei altri due cavi in giro. A questi si aggiungono i fili che vanno alle casse, al microfono, il cavo IEE1394 (firewire per gli amici) per collegare una videocamera, gli indispensabili cavetti VGA per i due monitor e le varie alimentazioni, più il cavo di rete.
Soluzioni in vista? Non ne vedo. Il bluetooth poteva essere un’alternativa, ma non ha funzionato. Il wi-fi promette bene, ma non so se si affermerà come standard e, poi, è possibile collegare proprio tutto in modalità wireless?
Per le macchine fotografiche e altri strumenti che usano schede SD una soluzione in vista c’è, la scheda Eye-Fi che consente di trasformare qualunque fotocamera che usa questo supporto in una fotocamera wireless, e per appena 100 dollari.
In attesa di una soluzione valida rimangono solo due alternative: ridurre drasticamente il numero di periferiche, oppure armarsi di aspirapolvere e pulire le “parrucche”… vado a prendere l’aspirapolvere.


