Un anno da pubblicista

Il 16/11/2006 l’ordine dei Giornalisti della Toscana ha deliberato la mia iscrizione al registro dei pubblicisti iscritti all’ordina. In realtà le collaborazioni necessarie le avevo maturate già nel 2003, ma sono molto bravo a ritardare qualsiasi cosa di natura burocratica e, quindi, non ho mai mandato la documentazione.

E’ da un anno che giro con la tessera in tasca (tra l’altro il formato “libretto rilegato in pelle” non è comodissimo nel portafoglio), conclusioni? Al momento non ne ho di particolari. In un certo modo “pesa” nel senso che ricorda un po’ delle responsabilità che sono sempre collegate a qualunque attività di comunicazione anche se nel settore nel quale opero (riviste di subacquea) la vita è facile e le responsabilità poche, la cronaca sarebbe ovviamente tutt’altra cosa.

Fondamentalmente ho scritto questo post per autocelebrare… insomma i miei 5 minuti di vanità ;-) e l’importante è che non guardi la foto che è sul tesserino… consiglio: non fate mai foto per documenti ufficiali ad una macchinetta automatica alle 2 del mattino.

4 Responses to “Un anno da pubblicista”

  1. Ciao e complimenti…sono un’aspirante publicista e volevo sapere se col patentino da pubblicista ho la responsabilità giornalistica. Grazie ciao

  2. La tessera è soprattutto una certificazione del fatto che svolgi un certo lavoro, la qualità del quale dovrebbe essere testimoniata da quello che scrivi. C’è una serie di regole deontologiche da osservare e che ti vengono spiegate da un opuscolo che l’ODG rilascia (almeno in Toscana e qui da quest’anno richiedono anche un colloquio introduttivo ai nuovi candidati pubblicisti, a quanto dicono con lo scopo di vedere se hanno capito il loro ruolo).
    L’incompatibilità certa per tutti i giornalisti è con il fare pubbliccità che è espressamente proibito (sia per pubblicisti che per professionisti).

    Però per rispondere alla tua domanda servirebbe che tu specificassi cosa intendi per avere “la responabilità giornalistica”.

  3. salve Carlo,sono mesi che mi occupo della traduzione e della redazione delle news per un sito di cinema.Ultimamente la redazione ha registrato il sito al tribunale e dunque ora si è cominciato a parlare del famigerato tesserino da pubblicista. La ‘capa’ della redazione ha però subito messo le mani avanti,dicendomi che non sa se avrò anche io questa possibilità perchè i candidati sono molti.La domanda che vorrei porti è: dato che dovrò aumentare notevolmente il mio impegno per ottenerlo, effettivamente vale la pena prendersi questo impegno fisso per due anni?Ti premetto che io mi sto laureando in lingue e che non è detto che da grande vorrò fare questo lavoro,insomma pensi mi possa essere in generale utile avere questo benedetto tesserino!???anticipatamente graze,Cecile

  4. Ciao Cecile, se il lavoro che fai è retribuito allora la “capa” ha poco da dire, cioè potrai fare richiesta di iscrizione all’ordine della tua regione una volta che ti avranno pubblicato il numero minimo di articoli richiesto (non ho idea di quanti possano essere per una testata online).
    Una volta raggiunto quel minimo e dimostrato all’ordine che sei stata pagata per le collaborazioni di almeno 2 anni, l’iscrizione è più o meno sicura. Invece ti serve la “collaborazione” della testata se vuoi essere assunta come praticante per poi dare l’esame per giornalista professionista.
    Detto questo non so quanto ti possa venire utile, non dà particolari opportunità di lavoro nel settore ma è un riconoscimento del lavoro che stai svolgendo. Inoltre sappi che l’iscrizione all’OdG comporta anche l’iscrizione alla cassa di previdenza Inpgi (www.inpgi.it) quindi da un lato ti crei una pensione, ma dall’altro devi pagare i contributi che, invece, ti trovi versati dal datore di lavoro se sei dipendente.
    In conclusione ti suggerisco di informarti a fondo e poi decidere.

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Carlo



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