L’avevo detto io…

Google sta iniziando a indicizzare il parlato nei video di YouTube, è una evoluzione logica del loro obiettivo di indicizzare tutto e, probabilmente, è anche una necessità crescente.Da oggi hanno aggiunto una pagina a Google Labs dedicata appunto al Google Audio Indexing (GAudI)… ora posso, a ragione, dire “l’avevo detto io”, infatti cito un mio post di giugno 2006 http://www.carloamoretti.it/blog/?m=200606  nel quale  suggerivo proprio la possibilità di indicizzare contenuti audio in podcast e video. Avrei dovuto brevettare l’idea…  I paranoici potranno essere turbati dal fatto che tutto quello che dicono e viene registrato e pubblicato, rimarrà accessibile da tutti e in eterno (o comunque molto a lungo). Ma la parte interessante credo che sarà la possibilità di confrontare le differenze di stile tra lo scrivere ed il parlare e, nel lungo periodo, osservare come il public speaking verrà modificato dal fatto di essere indicizzabile. Assisteremo forse alla nascita del SEO per il parlare?Non me ne sorprenderei, del resto la radio e, soprattutto, la televisione hanno esercitato quella pressione evolutiva che ha fatto nascere il “sound bite”, cioè la dichiarazione sintetica e d’effetto che serve all’intervistato per comunicare quello che vuole dire in un “bocconcino” adatto all’editing stringato che i telegiornali faranno del suo discorso. Mi spaventa un po’ pensare a chi parlerà intessendo il suo discorso di keywords, soprattutto pensando ai testi illeggibili che la mania del SEO ha fatto comparire su tanti siti.

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Carlo



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