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Facebook, 1 anno dopo

Poco meno di un anno fa, il 28 novembre 2007 avevo scritto a proposito di Facebook e di come fosse poco usato dai giovani italiani. Quasi un anno dopo siamo in piena fase di boom di questo Social Network che ha avuto una crescita esplosiva in Europa negli ultimi 12 mesi e anche in Italia (con un numero di utenti nell’ordina di grandezza di 1,5 milioni).

A livello globale ha superato i 100 milioni di utenti ad agosto e sta crescendo non solo tra i giovani ma anche nella fascia di età che va da 30 a 45 anni, un segmento demografico che tra luglio e settembre ècresciuto di circa il 40%. C’è da dire che questo picco di crescita è spiegato dal fatto che questa fascia di persone era poco presente su Facebook. Ma è interessante vedere che viene adottato da persone dai 13 ai 60+ anni.
I media tradizionali, al solito, hanno visto l’aspetto allarmistico di questo boom, arrivando a suggerire che chiunque usi un social network sia, essenzialmente, un disadattato (per una disamina della vicenda suggerisco la lettura di questo post su Webgol.
D’altra parte però la grancassa mediatica ha anche aiutato Facebook portandolo all’attenzione di molti che non ne avevano mai sentito parlare in precedenza.
In USA intanto c’è chi ha iniziato a parlare di perdita di interesse verso questa piattaforma, dato che la crescita del numero di utenti è rallentata fino ad appiattirsi o a calare (fino al 7%) rispetto ai mesi precedenti. Considerando che la creatura di Mark Zuckerberg aveva continuato a crescere per molti mesi di seguito si tratta più probabilmente del semplice fatto che il mercato è saturo e quindi il ritmo delle nuove iscrizioni deve inevitabilmente rallentare.
Io mi sto trovando ad usarlo molto, una volta presaci la mano diviene semplice da usare (al contrario delle prime impressioni che lo fanno sembrare una piattaforma incomprensibile) e ritrovarci amici attuali e conoscenti dei tempi andati è interessante e fa appello al piacere, che tutti negano ma tutti allo stesso tempo provano, di farsi gli affari degli altri. Il punto che proponevo nel post di un anno fa però mi sembra che venga confermato da Facebook: i giovani lo usano ma la produzione di contenuti, per la natura stessa della piattaforma, è limitata: si aggiungono foto e si linka tanto materiale da altre fonti (Youtube, Flickr e via dicendo), oppure si spammano gli amici con inviti a gruppi e applicazioni. Ma di creazione di contenuti originali non se ne trova (ripeto, nella piena logica di tale piattaforma che in parte sta tendendo a Myspacizzari) e la blogosfera continua a essere piena di blog anch’essi myspacizzati: qualche foto o immagine presa altrove, copia-incolla di testi di canzoni e poesie altrui ma pochissima produzione originale.
Forse c’è da rassegnarsi al fatto che al mondo di “autori” ce ne sono pochi, come confermato anche da questa analisi di Forrester Research.

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Carlo



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