Leggere nell’era di Internet
Titolone impegnativo per quella che, in realtà, è una banale considerazione scaturita oggi da una chat e che posso riassumere nel semplice slogan:
“se smetti di leggere smetti di crescere”
La considerazione deriva da varie cose, una tra queste l’osservazione personale che molta gente che ha fatto carriera in parte per capacità e in parte per essersi trovata nel posto giusto e nel posto giusto, ma senza una cultura specifica, si sente arrivata e, implicitamente, ritiene di non avere più nulla da imparare.
Vedere che spesso gli sfuggono delle verità fondamentali del loro lavoro, solo perchè sono cose attuali che sfuggono da quelle che hanno appreso dieci anni fa, genera una sensazione mista di compassione e tristezza.
Qualche anno fa, usando sempre di più internet, avevo ridotto moltissimo il numero di libri che leggo. Per un po’ ho creduto di poter fare a meno dei libri stampati, tra l’altro si risparmia anche, poi ho riscoperto che il libro ha un ruolo che va al di là del suo contenuto.
Prima di tutto, l’atto di leggere richiede un minimo di concentrazione e di staccarsi dal continuo flusso di distrazioni che il computer ci offre (e a cui ci sottopone): status di Facebook, IM, email ecc. Poi il libro è un portale verso un altro luogo, sia questo il mondo parallelo di un romanzo o un angolino della mente dell’autore di un saggio. Comunque ci porta altrove rispetto a dove siamo.
Infine, e forse è il vero motivo, quando lo leggi fai solo quello, ti concentri e il libro diventa uno strumento per pensare, ben al di là del contenuto. Mentre le parole passando dalla pagina, agli occhi, alla mente spesso si comportano come una leva, o meglio un lubrificante, che moltiplica le capacità del nostro cervello.
Con questo non voglio dire di leggere i libri e non il testo su internet. Direi una cosa stupida e sarei incredibilmente ipocrita visto che se leggo 10 pagine di un libro al giorno, in quel giorno avrò letto almeno altrettanto -probabilmente 3 volte tanto – in rete, sotto forma di blog, forum, pagine web ecc. Ma sono letture che hanno scopi e risultati diversi. In rete leggo per avere un’informazione specifica, per ottenere delle risposte. Sui libri la lettura porta più alla riflessione e all’acquisizione di strumenti per pensare e a nozioni più generali.
La morale non c’è, anzi c’è ed è banale: leggere tanto, su ogni mezzo.
Chissà poi cosa succederà quando la convergenza ci porterà ancora più e-reader (tipo Kindle)



