sciopero dei blog?
Mi trovo in disaccordo con l’idea di scioperare e non comunicare per combattere una legge che, si suppone, potrebbe portare danno ai blogger e quindi, in teoria, portare proprio all’impossibilità di comunicare. E’ un po’ come dire “bevo per scioperare contro l’abuso di alcool”.
In primo luogo mi sa di “io blogger mi sento poco considerato” e quindi faccio le bizze e pesto i piedi. Poi credo che ci sia un po’ di invidia verso i giornalisti, da parte di tutti quelli che si sono improvvisati “citizen-journalist-de-noantri” e che pur avendo blog che – quando, si danno da fare, ripetono il meme del momento e nel resto del tempo sono vuoti o pieni di fuffa – ma hanno di tanto in tanto bisogno di sentirsi importanti e quale miglior modo che non il lanciare una protesta politica. Una protesta, beninteso, alla quale sanno di dover aderire per senso di appartenenza, ma delle cui basi hanno solo qualche idea “sentita dire”.
Mi sfugge l’assunto di fondo del perchè la legge sulla stampa possa obbligare alla rettifica e al rispondere delle proprie responsabilità nel caso in cui si scrivano cose diffamatorie o infondate, mentre chi scrive su un blog dovrebbe avere il diritto di scrivere qualunque cosa, senza alcuna responsabilità. Addirittura si può presumere che lo faccia senza avere idea di cosa sia la diffamazione e come mai i giornalisti la evitino, pena il rischio di querela, quindi con ancora più leggerezza. Se si interpreta la protesta in modo estremo, sembrerebbe di capire che su un blog si dovrebbe avere il diritto di esprimere qualunque cosa, con responsabilità ancora inferiori a quelle personali che si hanno esprimendosi “a parole” di persona. Anche per questo ho il sospetto che chi lancia questi allarmi “contro la censura liberticida” non abbia idea di quale sia il quadro normativo che regola l’informazione nelle sue varie forme.
In secondo luogo l’idea di scioperare in questo caso è ancora più stupida in quanto non si crea un danno a nessuno, esattamente il contrario di quelle che sono le ragioni storiche e pratiche di uno sciopero. Ma l’ho già detto, si sciopera perchè gli altri lo fanno.
Il premio della coerenza, comunque, lo do a tutti quelli che oggi si sono astenuti dal bloggare, ma hanno impestato Facebook dei loro status “oggi partecipo allo sciopero del blog”, quindi di fatto facendo i crumiri e bloggando attraverso il microblogging di, appunto, Facebook e Twitter… che dire, avran fatto colazione a pane e volpe.



