La Rabbia e l’Europa

Fenomeni come quello dei Gilets Jaunes Francesi, degli Indignados Spagnoli, dei Brexiter Inglesi ed altri che ci sono o si manifesteranno in altre parti di Europa, sono il riflesso di una Rabbia crescente che si sta diffondendo nel Continente, vecchio sia storicamente che Anagraficamente. Nel secolo scorso questi movimenti, lo Spetro che si aggirava per l’Europa di Marx, hanno portato a due guerre mondiali e a un numero notevole di morti ed altre sciagure, dopo le due guerre mondiali la Rabbia è tornata a serpeggiare e poi a manifestarsi, con i movimenti studenteschi del sessantotto che, poi, hanno lasciato la lunga scia del terrorismo degli Anni di Piombo e del Terrorismo Palestinese degli anni settanta ed ottanta, non solo in Europa. La Rabbia è un animale difficile da dominare, chi lo fa ci riesce solo per brevi periodi e quando sfugge al controllo, sono volatili per diabetici, in termini più spicci: cazzi amari, scusate il francese. L’Europa, assemblata tra gli anni sessanta ed oggi è una costruzione politico-economica ancora traballante e, priva di una identità Europea Forte, più un assemblaggio di Paesi e Popoli che un vero melting Pot all’Americana, che detto così sembra una ricetta tipo la jambalaya, Però nel bene e nel male, questo traballante assemblaggio di popoli e Stati è Riuscito a contenere la Rabbia ed evitare che esplodesse in conflitti Sterminatori come, appunto, lo sono stati la prima e la seconda Guerra Mondiale. Per il futuro invece delle manovre di politici furbetti che cercano di cavalcare l’Antieuropeismo, credo che sarebbe più utile abbracciare in senso forte l’Europa con proposte politiche come quella di emma Bonino, che vedono nell’Europa una costituzione da Irrobustire e Sbozzare per il vantaggio di Tutti, anche se questo avrà problemi a battere le resistenze locali dei politichetti e politicanti che non vogliono perdere la loro, relativa, importanza nel paesello o nella provincia di Riferimento e preferiscono barattare qualche voto con l’antieuropeismo, che è simile all’antiglobalismo, all’alticapitalismo e in generale, all’anti-qualcosaismo