Effetto Dunning Krueger

L’effetto Dunning-Kruger si chiama così dal nome degli Autori che, in uno studio del 1999 descrissero Questa distorsione cognitiva, da loro attribuita all‚’incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori.[Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un‚’affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della¬fiducia in sé stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger, della¬ Cornell University, hanno tratto la conclusione che: ¬´l’”errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri”). Si viene così a formare un circolo vizioso nel quale persone disinformate producono ulteriore informazione, o forse dovrei dire ‚”ulteriore disinformazione‚” che poi viene consumata da altri soggetti simili per crearne ancora, riavviando così il circolo e, in un certo senso aggravando la situazione.

In particolare è preoccupante il calo generalizzato della cultura di massa che, forse, andrebbe considerata estinta o, forse neppure mai esistita, così¨ come la ‚Mitica “saggezza ‚delle folle‚”(più nota nell‚’espressione anglosassone ‚”wisdom of the crowds‚”(J Surowieki2004 1 pag 57-85, libro non recente ma tuttora attuale come trattazione.)

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 J James Surowiecki The Wisdom of the Crowds (Anchor Books New York 2005

Riflessioni a distanza di 10 anni, o, semplicemente, 10 anni dopo

Sono passati dieci anni da quando ho scritto la prima versione di questo post, pubblicato la prima volta il 17 novembre del 2008, 10 anni fa, non esattamente, più 10 anni ed una settimana fa, ma credo che “10 anni dpo”, per ricopiare il titolo di “Dumas Vent’anni dopo” (1845) che rappresenta la parte centrale della storia dei tre moschettieri: Athos, Portos, Aramis e il più celebre, d’Artagnan.

 

Poco meno di un anno fa, il 28 novembre 2007 avevo scritto a proposito di Facebook e di come fosse poco usato dai giovani italiani. Quasi un anno dopo siamo in piena fase di boom di questo Social Network che ha avuto una crescita esplosiva in Europa negli ultimi 12 mesi e anche in Italia (con un numero di utenti nell’ordine di grandezza di 1,5 milioni). esplosiva in Europa negli ultimi 12 mesi e anche in Italia (con un numero di utenti nell’ordine di grandezza di 1,5 milioni, oggi 2018 sono diventati circa 40 milioni, circa il 60% della popolazione, prendendo il totale a 60 milioni in attesa del ricalcolo della “popolazione legale” che si aspetta per il 2021 al termine del primo giro del Censimento Permanente). Insomma più della metà degli italiani è iscritto a Facebook. che, nel corso di questi 10 anni, ha raggiunto e superato i 2,2 miliardi di utenti, analogamente pari a circa il 30% della popolazione mondiale, attualmente estimata a circa 7,6 miliardi di persone. (fonte Wikipedia) dopo aver raggiunto i 7 miliardi ad ottobre di sette ani fa, nel 2011.

A livello globale ha superato i 100 milioni di utenti ad agosto e sta crescendo non solo tra i giovani ma anche nella fascia di età che va da 30 a 45 anni, un segmento demografico che tra luglio e settembre è cresciuto di circa il 40%. C’è da dire che questo picco di crescita è spiegato dal fatto che questa fascia di persone era poco presente su Facebook. Ma è interessante vedere che viene adottato da persone dai 13 ai 60 anni e oltre.I media tradizionali detti anche media mainstream, al solito, hanno visto l’aspetto allarmistico di questo boom, arrivando a suggerire che chiunque usi un social network sia, essenzialmente, un disadattato (per una disamina della vicenda suggerisco la lettura di un libro come Far Web di Matteo Bianchi che può aiutare a chiarire certe dinamiche.

Va anche detto,  però, che la grancassa mediatica ha anche aiutato Facebook portandolo all’attenzione di molti che non ne avevano mai sentito parlare in precedenza. Ed infatti è proprio attorno al 2007 e 2008 che si è avuta una prima fase di ampia diffusione dei Social Network in Italia, fase poi cavalcata un po’ da tutti e che ha dato il via alla successiva moda in arrivo dagli USA, quella degli influencer, che ci ha regalato tanti VIP che di VI Very Important hanno poco o nulla, ma sono famosi, e tanto basta a farli diventare, per dirne una, Scrittori di Successo, pur in un Paese dove si legge sempre poco

 

In USA intanto c’è chi ha iniziato a parlare di perdita di interesse verso questa piattaforma, dato che lì la crescita del numero di utenti è rallentata fino ad appiattirsi o a calare (fino al 7%) rispetto ai mesi precedenti. Però considerando che la creatura di Mark Zuckerberg aveva continuato a crescere per molti mesi di seguito si tratta più probabilmente del semplice fatto che il mercato è saturo e quindi il ritmo delle nuove iscrizioni deve inevitabilmente rallentare.

 

Io mi sto trovando ad usarlo molto, una volta presaci la mano diviene semplice da usare (al contrario delle prime impressioni che lo fanno sembrare una piattaforma incomprensibile) e ritrovarci amici attuali e conoscenti dei tempi andati è interessante e fa appello al piacere, che tutti negano ma tutti allo stesso tempo provano, di farsi gli affari degli altri. Il punto che proponevo nel post di un anno fa però mi sembra che venga confermato da Facebook: i giovani lo usano ma la produzione di contenuti, per la natura stessa della piattaforma, è limitata: si aggiungono foto e si linka tanto materiale da altre fonti (Youtube, Flickr e via dicendo), oppure si spammano gli amici con inviti a gruppi e applicazioni. Ma di creazione di contenuti originali non se ne trova (ripeto, nella piena logica di tale piattaforma che in parte sta tendendo a Myspacizzari) e la blogosfera continua a essere piena di blog anch’essi myspacizzati: qualche foto o immagine presa altrove, copia-incolla di testi di canzoni e poesie altrui ma pochissima produzione originale.

 

Forse c’è da rassegnarsi al fatto che al mondo di “autori” ce ne sono pochi, come confermato anche da questa analisi di Forrester Research.

 

George Bush Senior è morto

il luogo comune vorrebbe che aggiungessi “pace all’anima sua” ma credo che sia un augurio poco proponibile visto quanto odio si è attirato negli anni, rpima per la Guerra del Golfo e poi per aver dato i Natali a George Walker Bush, uno dei Presidenti degli Stati Uniti più Contestati dalle Sinistre Nostrane, prima di Donald Trump attuale Presidente e altrettanto attuale Spauracchio o Uomo ùNero degli Antiamericani d’Italia che, pur non essendo un partito Politico Ufficiale sono tanti, almeno quanto gli AntiSalviniani ma, secondo me, con minor Titolo, infatti, se qualcuno può Non apprezzare Matteo Salvini, attuale Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno, ed ha titolo a protestare civilmente contro di Lui, come peraltro previsto dalla Costituzione della Repubblica con La Libertà di Opinione e di manifestazione del Pensiero, Articolo 21, Trovo quantomeno assurdo il voler imporre ad un Altro Popolo, nella fattispecie quello Americano il proprio punto di vista perchè non ci Piace Donald Trump. E’ stato eletto con modalità  Democratiche, fatevene una Ragione. Così come furono costretti a Farsene Una i vari Occhetto e D’Alema nel 2000 alla Rielezione di Bush Figlio, George Walker Bush, 43′ Presidente degli stati uniti e predecessore di Barack Obama.ne le contestatissime Elezioni in Florida del novembre 2000, con i voti ricontati ancora e ancora. L’analisi però è Banale: cosa dà più Visibilità. sui social e sui Media: prendersela con il Proprio Governo o Offendere e Bruciare Bandiere di un altro Paese (L’America, magari scritto “Ameirka” perchè fa più Figo?) Ed avete lì la spiegazione del perchè tanti politichetti nostrani fanno bandiera del loro antiamericanismo, con o senza K fate voi, le stesse ragioni che li spingono a farsi portbandiera di altre cause assurde, come il movimento NoTAV, l’essere contro tutto e tutti e l’essere affetti dalla sindrome BANANA di cui ho parlato qui. Concludo dicendo che la Natura ed il tempo hanno fatto il loro Corso e Bush Padre è passato dove sono i più alla non tenerissima età di 94 anni, dei quali oltre 50 passati da Miliardario, non u modo terribile non credete? Io rimango dell’Idea che compiuta la Sua Vita, possa riposare in Pace, anche se penso che una volta morti finisca tutto, e debba finire anche l’odio, la demonificazione e la damnatio memoriae, se non altro perchè inutili a giochi finiti o, per dirla con Amleto The Rest is Silence, che non ha bisogno di Traduzioni, spero almeno ma comunque la metto, significa “il resto è Silenzio”

Viaggiare o volare

Volare OO, oppure Sì, Viaggiare, ma non mi interessa scomodare Modugno nè tantomeno Lucio Battisti, ma ho usato nel titolo i verbi che fanno parte di titoli delle canzoni di tali artisti semplicemente perchè mi sembrava ovvio usare tali titoli per parlare di tali argomenti, altrimenti avrei potuto autocitare una poesia mia pubblicata nella raccolta Immagini, pubblicata nel 2015 su Kindle Direct publishing e disponibile qui intitolata, appunto “Viaggiare” e scritta dal sottoscritto intorno al 1984-1985, ma vado a memoria e chissà qual è la data esatta? che parlava di vari paesaggi di cui avevo sentito raccontare o letto e che mi sarebbe piaciuto visitare un giorno, a 30 anni di distanza confesso, o meglio ammetto, di non essere riuscito a vivere quei posti che avevo descritto nella mia poesia, non tutti almeno, qualcuno sì, fortunosamente e ringrazio il destino di averne avuto l’occasione, in 32 anni, tra il 1985 ed il 2015 ho fatto in media 2,11 voli aerei all’anno, l’11 è un risultato della media aritmetica, da vero nerd ho un elenco dei voli fatti conservato in un foglio excel, in particolare tra il 2009 ed il 20015 credo che la media sia stata più alta di 2 voli all’anno e probabilmente più vicina a 4 o 6 l’anno senza contare gli spostamenti in auto e con altri mezzi perchè in quei 6 anni che ho lavorato per SCUBAPRO, mi capitava spesso di arrivare in ufficio la mattina, specialmente tra il 2010 ed il 2013, e scoprire che avrei finito la giornata a Milano, o magari ad Antibes, o in viaggio tra un posto e l’altro, più mettiamoci qualche viaggio di lavoro in Mar Rosso, prima che la “primavera araba” del 2010-2011 rendesse sconsigliabile la frequentazione del Mar Rosso egiziano, le vacanze in Scozia e in Irlanda ogni volta che potevo, attività lavorative varie in Svizzera, Germania e Francia ed il numero di voli cresceva. Ma non siamo qui per parlare di aeroporti, anche se un post su alcune cose l’ho in mente da un pezzo e prima o poi lo scriverò. A quasi 47 anni spero di riuscire a viaggiare ancora, per lavoro o meno perchè il mondo è grande e se non tutto, mi piacerebbe vederne ancora un bel pezzo. Del resto mi manca ancora da Vedere una gran parte dell’Italia, altra cosa alla quale spero di potermi dedicare in futuro. D’altra parte sono curioso, brutta malattia e incurabile, e poi mi trovo un po’ in imbarazzo ad aver provato la pioggia inglese, il sole africano, l’aria aciutta del deserto del Nevada a Las Vegas, il caldo della Costa Azzurra, il Freddo della Baviera, il grigiore dei paesaggi Belgi e, contemporaneamente, non avere ancora visto Napoli, Le Marche, La Basilicata,l’abruzzo ed il Molise.



I Robot

Sono tra noi da tempo. solo che non li vediamo.
Già il termine “Robot” ha una certa storia: è stato usato per la prima volta dallo Scrittore ceco, nel senso di persona di nazionalità ceca, non di non vedente, che si scrive cieco, comunque.nel 1920 nel suo dramma teatrale I robot universali di Rossum, noto anche come RUR, niente a che vedere con la nota regione mineraria del Belgio che tutti ricordano per averla studiata quando a scuola, e che peraltro, si scrive “Ruhr” anni ’70 e ’80 ancora si studiava geografia, poi rimossa sic transit gloria mundi grazie alla Riforma Gelmini a pochi anni fa, 2016 credo sia la data ufficiale ed un altro pezzo di Cultura che viene sacrificato per semplificare una scuola che serve, ormai, solo a produrre ignoranti con un titolo di Studio e nessuna capacità di ragionamento indipendente.Chi ha studiato la vecchia Geografia sicuramente non rimpiangerà la Barbabietola da Zucchero che era diffusa ovunque come produzione locale, o come bene importato o esportato o quantomeno trasformato. Era un mondo diverso, internet era ancora di là da venire< Leggi tutto “I Robot”

Pennivendola sarà tua Sorella

Rispondo, in qualità di appartenente alla categoria dei Giornalisti al BisMinistro Di Maio che recentemente ha apostrofato i Giornalisti come Pennivendoli e Puttane per rinviare gli insulti allo stesso Ministro e all’eventuale, ma mi pare che sia figlio unico, sorella ribadendo che ha sbagliato, come spesso accade quando si apre bocca e gli si dà fiato senza aver prima ossigenato il cervello ad apostrofare così una categoria che fa della ricerca della verità il suo obiettivo principale, ma a volte l’ansia da politico Grillino rampante spinge a questi errori di giudizio e la luce dei riflettori della TV probabilmente ha dato alla testa di un giovinetto senza arte ne parte, assurto per la fortuna e la scaltrezza di entrare in politica in un momento propizio al ruolo di vicepremier che sta assolvendo, diciamo, pietosamente, come può ma, visto il background formativo ed educativo del Di Maio, come non si può cavare sangue da una rapa è altrettanto difficile aspettarsi posizioni da intellettuale dallo stesso Di Maio, d’altra parte l’intera compagine dei cinque stelle è fatta da persone che semrano trovarsi dove sono per caso e, quei pochi che vantano dei tioli di studio, vantano lauree all’università della Vita, o carriere accademiche abbandonate in quantità e più cambiamenti di corso di un fiume in piena, il solo Di Maio ne ha accumulati due, uno da ingegneria informatica a giurisprudenza se non conto male e, dopotutto lo scrive lo stesso Di Maio nel suo CV pubblicato sul sito del movimento cinque stelle di cui riporto un estratto: “ho frequentato per alcuni mesi la facoltà di Ingegneria informatica, passando poi a Giurisprudenza. Sono diventato presidente del Consiglio degli studenti e ho fondato l’Associazione studentesca studentigiurisprudenza.it, un’associazione indipendente attiva ancora oggi e che si occupa di tutelare i diritti degli studenti. Uno dei risultati raggiunti, e che ci rese più che orgogliosi, fu ottenere che gli studenti potessero iscriversi agli esami online, evitando ore di viaggio da tutta la Regione. Una cosa semplice e banale, che però non era mai stata fatta prima.”. Io ho fatto il giornalista solo per una decina di anni, altrettanti ne sono trascorsi da quando ho il tesserino da pubblicista, ma mai ho ottenuto benefici economici che andassero al di là della paga concordata per ciascun pezzo, E quindi ripeto: puttana sarà qualcun altro.

O tempora O Mores-lavoro al giorno d’oggi

il titolo è in latino ”che tempi, che costumi” per dare un’idea di che tipo di post sarà questo… un rant, come lo chiamano gli americani, ovvero una specie di sfogo e di lagna generale, se siete ancora qui dopo la premessa, il Lead non certo invitante, avete la mia gratitudine, che non è una malattia dei cani e andiamo a cominciare:
Il laboro, non si trova, io per esempio ne cerco uno da giugno del duemilaquindici, quando sono stato licenziato da quello che avevo, con contratto a tempo indeterminato, per giunta grazie al Jobs Act e alla Riforma Fornero, mi sono trovato a spasso e cacciato con due spiccioli, andati, in buona parte all’avvocato che mi ha assegnato il sindacato. Non è tanto questo quello di cui voglio scrivere, quanto piuttosto un atteggiamento che trovo, sempre più spesso in chi un lavoro ce l’ha, quale che sia. Nessuno è felice di lavorare per il piacere di fare qualcosa, fosse anche soltanto un lavoro ben fatto, no. Tutti lavorano per avere lo stipendio, solo che: lo stipendio è sempre troppo basso, sicuramente orde di psicologi e sociologi hanno già indagato la percezione che non abbiamo mai abbastanza rispetto a quello che vorremmo, ma sono, lo confesso, troppo pigro per andare a cercare la letteratura in materia. Ma trovo molto frequente il caso di gente che lavora e che, entrandoci in conversazione dice che non è giusto che lui lavori, mentre gli impiegati dell’amministrazione -un reparto percepito quasi sempre come popolato da nullafacenti- stanno davanti al computer mentre lui si spacca la schiena a lavorare, e questo non lo sento dai muratori, ma dai magazzinieri e anche semplicemente dagli impiegati del front office che si riferiscono agli altri, siano capi o solo impiegati di un altro reparti come, quelli che non lavorano quanto lui, se posso azzardare una interpretazione, e posso visto che questo è il mio blog e, cazzo, è mio, lo gestio Io e ci scrivo un po quello che mi viene in mente a me, anzi viene in mente a me, che me e mi non si usano in italiano corretto. Comunque l’andazzo è quello, credo che sia una manifestazione del fatto che esprimo con, durare fatica tocca solo a me, gli altri se la godono, buon per loro o, l’erba del vicino è sempre più verde, anche questi detti sono certo la manifestazione di pulsioni antropologiche simili e parenti di quelle che portano a ritenere che’ si stava meglio quando si stava peggio” e che ci sia stata una ‘non meglio definita’ ma mitica- mitica, non mitologica, come dicono in molti, ‘età dell’oro’ ormai passata, è almeno dai tempi dell’antica grecia che questo mito si perpetua, non so perchè e me lo lascio scorrere addosso nel flusso mediatico che ci bombarda costantemente, insieme ad altre doléances tiè un po di francese, giusto perchè lo so e lo voglio sbattere in faccia ai miei pochi lettori, grazie ancora se sei arrivato fino a qui, adesso la smetto che ne ho dette abbastanza.

Un immigrato fa l’elemosinainvece di chiederla… sì, è tutto vero

Pistoia, 28 novembre 2018, questa è davvero una notizia, da cui la formula con la quale ho iniziato. E’ un fatto di cui sono stato testimone diretto non più di mezz’ora fa. In negozio c’era un disgraziato sfortunato che di solito trovo in giro ad elemosinare soldi dai passanti e con il quale ho, nel tempo, fatto amicizia, lo chiameremo Pino per celare il suo vero nome. Dopo un po’ entra un Vu Cumprà che offre la sua mercanzia, gli dico non mi interessa e lui si rivolge a Pino che, improbabilmente gli chiede se ha un euro o due, e qui il fatto.
Il Vu Cumprà tira fuori qualche moneta e gliela dona. Così, con semplicità, voglio prendere questo come spunto di speranza invece che come avvio di un articolo potenzialmente tacciabile di Razzismo e come modo di guardare il mondo come un posto dove forse ci possiamo davvero aiutare tra umani invece dell’Homo Homini Lupus di Hobbes, il filosofo che predicava la guerra d tutti contro tutti.Non rinuncio tuttavia a metterci un po’ di sale in chiusura, è evidente, credo che dipende dall’etnia, il Vu Cumprà era Senegalese e quindi forse per cultura meno predatore dei Nigeriani, non ho dati per supportare questa mia che, pertanto, resta una ipotesi

Va bene essere poveri, ma così si esagera (vaccino antiinfluenzale)

Ua wro giovane, con una salute accettabile e una speranza di una vita migliore, squattrinato, come spesso, per non dire sempre, e poi? poi il tempo è passato. E con sé ha portato via la mia gioventù, il mio lavoro e la mia salute. Nel 2015 ho avuto un episodio di scompenso Cardiaco, non fatale-purtroppo ma neanche sufficiente per una pensione di invalidità, quindi, insieme alla perdita del lavoro mi ha ridotto a questa condizione di non-vita, perché che vita è quella in cui non puoi permetterti nulla, neanche una influenza e sei condannato a cominciare la giornata con delle pasticche, solo per arrivare all’ora del pranzo per ingurgitarne altre e passare le ore in mezzo a evitare i mendicanti che mi fermano per strada e mi chiedono delle monete, che non ho da dargli. Il mio medico curante ha stabilito che, vista la cardiopatia, no posso permettermi di prendere l’influenza e quindi vengo vaccinato ogni anno cosa che a parte l’istante di dolore dell’ago che buca la pelle non mi dispiace perché credo nell’idea di vaccino e ringrazio Jenner che lo ha inventato alla fine del settecento, per i dettagli c’è wikipedia con la stessa convinzione con cui provo ribrezzo di fronte ai cosiddetti ”no vax” che mettono a rischio la salute dei propri figli per seguire un fenomeno di moda, disprezzabile ne più ne meno del credere alle scie chimiche. Pensavo però che, per quanto povero potessi essere, avrei sempre potuto permettermi una influenza, il medico ha detto che non posso permettermela e quindi… mi lasco vaccinare, in spregio ai no vax e alle loro ubbie. Se chi legge è un antivaccinista che dire se non sospirare e pensare che c’è chi ha problemi più grossi dei miei? Vaccini sì, ora e sempre, forza vaccino. A proposito i vaccini si chiamano così perché il primo, quello inventato da Jenner fu appunto un vaccino usato per prevenire l’insorgenza dello smallpox o Vaiolo delle Vacche, Variolae Vaccinae, quindi ad essere rigorosi filologi, forse invece che vaccini andrebbero chiamati mucchini, almeno dai sensibili e politically correct, quei pusillanimi nella mia opinione che non chiamano le cose con il loro nome, cioè quelli che non accettano che le cose si chiamino con il loro nome, per cui un disoccupato va chiamato privo di lavoro, un cieco ipovedente o, al massimo, privo di vista e tanti altri salamelecchi linguistici che impediscono di chiamare un negro, negro e si rifugiano in cose tipo, di colore, diversamente bianco o ai vari operatore ecologico al posto di netturbino ecc. ecc.

Non sono uno scrittore o forse sì

O, meglio, non so neanche se posso dire che non lo sono, perchè per poterlo affermare avrei bisogno di poter definire e misurare con precisione cosa sia uno scrittore. E questo non so farlo. Non sono abbastanza famoso da essere pubblicabile, mentre lo sono adesempio tutti i partecipanti al grande fratello e i vari VIP Televisivi. Se uno è scrittoreperchè qualcosa di suo è stato pubblicato, invece, le cose cambiano: se il parametro è la pubblicazione allora lo sono eccome. Nel 1982 è stata pubblicata una raccolta di mie poesie come premio di un concorso. Pochi anni fa l’ho ripubblicata su amazon., chi volesse la troverebbe qui:
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Ho pubblicato anche una traduzione in italiano, l’unica per quanto ne so, degli atti di una conferenza della Undersea Medical Society, che si trova qui, le leggi di Murphy applicate alla subacquea, e l’unica traduzione italiana delle vicende di Little Big Horn, l’ultima battaglia del Generale Custer, qui ed una medicina per i genitori in panico perchè il figlio o la figlia partono per una vacanza studio all’estero, qui. Quindi oltre che giornalista mi definisco anche Scrittore… come sempre, chi trova la cosa fastidiosa o disdicevole, invece di schiumare di rabbia, vada altrove… Internet è sterminata, Andersen i miei libri su Kindle sono tutti qui