master in giornalismo e comunicazione comunika

Non si finisce mai di imparare e di studiare, credo che la frase sia celebre e forse non del tutto apocrifa, come lo sono invece altre, attribuite per la maggior parte, credo, ad albert einstein, che è stato un fisico teorico molto bravo ma di cui, personalmente dubito della competenza in altri campi, al di fuori della fisica teorica, quindi quando gli vengono attribuite profezie in merito alle api, dubito sia della Leggi tutto “master in giornalismo e comunicazione comunika”

anno nuovo, facciamo due conti

grafico che traccia i libri letti negli anni come da statistiche di anobii
è gennaio del 2019, anora qualche settimana e mi abituerò a scrivere 2019 nelle date, diciamo verso marzo… ogi sono tornato su anobii per segnare come “letto” il falò delle vanità di tom wolfe, finito ieri e che consiglio a tutti quelli che, come me fino a poco tempo fa, non lo ha ancora letto, è bello.già che ero su anobii.it e che il sito funzionava, cosa Leggi tutto “anno nuovo, facciamo due conti”

chi ha la moglie infedele, è più intelligente…

sui social impazza un nuovo genere, o semplicemente un nuovo metodo, di fare clickbait, i titoli che identificano una categoria o una relazione familiare o ancora una condizione presumibilmente abbastanza diffusa nell’audience, per poi citare un qualche studio scientifico che sostiene che quella cosa è utile per qualcuno, le donne a quanto pare sono ritenute le più sensibili o le più portate ad abboccare a questo approccio, e sui social si oltiplicano i post tipo “avere una zia fa bene ai calli, presumibilmente ci sono molti sofferenti di calli che hanno uuna zia e cliccheranno felici sull’articolo per portare una visita al blog e, quindi, una maggiore visibilità, in tutto e per tutto l’identico approccio del clickbait standard, avere un fratello rende più intelligente oppure si mettono in mezzo i bambini, “i genitori di bambini autistici sono più furbi, come se si dicesse, chi è cornuto è più intelligente. i meccanismsi psicologici che stanno a questi metodi non sono in grado di indagarli ma pensoche si basino sul soddisfare alcune esigenze primarie, mentre contemporaneamente fanno sentire qulcuno, più furbo degli altri mentre allo stesso tempo ne appagano un qualche desiderio, anche inconfessato o ne risarciscono una frustrazione. va da sè che sono fake news, nel migliore dei casi e bufale negli altri casi, ma a quanto pare funzionano, altrimenti non sarebbero tanto usate…, poi siccome gli studi che vengono citati nei titoli hanno poca consistenza scientifica, si cerca di farli sembrare più credibili associandogli il nome di una qualche università, secondo la regola che, per gli ignoranti qualcosa che ricorda l’università è un qualcosa di misterioso che è automaticamente ritenuto credibile, e così si presenta una situazione nella quale: o le università dei posti più remoti e ignoti agli ignoranti fanno una quantità di ricerca incredibile, oppure, cosa ben più probabile, si gioca sul fatto che se nessuno conosce quella tale università sarà meno incline a verificare il claim del titolo

non giudicato e condannato senza appello

parlo, di me, come al solito, sono noioso, credo, ma, per fortuna, non siete obbligati a leggermi, andate co dio, con allah o con qualunque divinità vi piaccia di più, il posto è quello che è quindi regolatevi, che temo di non riuscire a trovare posto ad un bus pieno di budda o di altre divinità voluminose, tipo ganesh, che ha la testa di elefante e il corpo dell’elefante da qualche parte sarà stato messo, ed ingombra, comunque mi sto rendendo conto di parlare di me,ma io sono io, e parlo di me, il web è grande e in crescita, andate più in là, grazie a dio e non so ancora per quanto l’italia è un paese libero. m rendo conto che a quarantasette anni, la vita, senza nemmeno regalarmi i cinque minuti di gloria di un pubblico processo, alla faccia dello stato di diritto, sono stato giudicato e condannato, inquadrando la mia vicenda in una prospettiva storica, oserei, anzi oso dire, pre-giudicato, ma io continuo a vivere, male, e a tirare avanti, solo per veder eche altro la vita vorrà buttarmi addosso, e non ho dubio che saranno pesi sempre più duri da portare. e non so neanche cosa mi spinge a farlo, se non la mancanza del coraggio di farla finita.
sono drastico, di certo, ma d’altra parte dopo quasi quattro anni di disoccupazione, senza nemmeno il sussidio naspi, che mi è stato erogato per solo ventiquattro mesi ed è terminato a novembre del duemiladiciassette, e non avrò diritto al reddito di cittadinanza perchè ho aperto una partita iva che per ora mi è costato solo tremila euro di spese varie ma incasso nulla, e al centro per l’impiego mi viene detto che devo essere autonomo nella ricerca dell’impiego perchè loro sono troppo pochi ed hanno troppo lavoro e comunque di lavoro non ce n’è per nessuno e comunque io non ho completato l’obbligo formativo e, ora che ho una laurea, sono overqualificiccato per quello che il centro per l’impiego può offrire

La settimana

Ripubblico un testo che avevo scritto tre anni fa, il timestamp parla di 2016 ma credo che il testo originale, visto quello che racconta, risalga almeno al 2011 e dintorni, ma potrebbbe anche risalire al duemiladieci, comunque la situazione è cambiata non ho più quel lavooro ed anzi, non ho più un lavoro, e pensare che credevo, stupidamente, che perso un lavoro ne avrei trovato un altro, quattro anni non mi hanno ancora convinto che non sia così, ma ormai sono rassegnato
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Il giorno della memoria

tra cinque giorni, il ventisette gennaio 2019 ricorrerà ancora una volta il ‘giorno della memoria’, data fissata da anni dall’assemblea generale delle nazioni unite perché data della liberazione del campo di concentrazione di Auschwitz da parte dell’armata rossa nel 1945, tale decisione du presa nel sessantesimo anniversario di questo evento, appunto nel 2005, da allora ogni ano le televisioni continuano a ricordarci per due settimane che il giorno della memoria sta arrivando e a programmare film, abusati come la vita è bella del pagliaccio di Prato,anzi di Castiglion Fiorentino perchè è lì, nella frazione di Manciano del misericordia, che Roberto Benigni è nato benigni che, da quando è stato premiato con un oscar è stato elevato, nella testa degli italiani, all’olimpo degli artisti e, per ragioni altrettanto esili, ha letto la divina commedia, lautamente pagato per farlo, e non per sua abilità o particolare conoscenza ma solo per ignoranza degli analfabeti funzionali che, di fronte a chiunque riesca a ricordarsi semplicemente il fatto che napoleone è esistito dopo giulio cesare viene osannato come un genio, dopotutto: nel regno dei ciechi, chi ha un solo occhio è re… e questo dovrebbe farci pensare più alla nostra miserrima condizione, e pensarci con sgomento, piuttosto che dare il via ad autocelebrazioni di supposta cultura personale da parte di gente che se ha toccato un libro, è perchè doveva raccoglierlo da terra, oppure gli è caduto addosso, perchè in italia si legge poco e l’analfabetismo se non più ai livelli degli anni cinquanta del secolo scorso, è comunque ben presente e in crescita, non in calo, ed ha portato milioni di ignoranti gonzi a votare quelli ancor più ignoranti di loro che sono al governo in questo momento

una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto[2].

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. il giorno della memoria quest’anno forse sarà ancora più importante visto che, spinti dalla disperazione per essersi messi in un guaio diplomatico dovuto appunto all’ignoranza di di battista e di maio che hanno aperto bocca, di nuovo, a sproposito, prendendosela con la Francia, non sorprendente visto che di battista ha tutta l’esperienza politica che può avere un animatore di villaggio turistico, e quindi apre spesso bocca a sproposito, all’insegna di ‘poche idee, ma ben confuse’ e quindi hanno scelto di far tirare fuori ad un povero, non in senso economico, ma in senso di poveraccio, senatore settantenne, elio lannutti, nientemeno che i protocolli dei savi di sion, per giustificare una bufala delle loro da usare come arma di distrazione di massa e sviare l’attenzione dalla puttanata fatta. i protocolli, che una semplice ricerca su wikipedia è sufficiente a rivelare, ma bisogna saper leggere, che sono una bufala inventata da funzionari della polizia segreta zarista nel 1909, cosa che sarebbe bene insegnare a scuola, non per amore di nozionismo ma perchè l’ignoranza è male

(Le Notizie e l’Informazione oggi)

C Il panorama dell‚’informazione in questo inizio di XXI° secolo, ha subito profonde trasformazioni non soltanto a causa della trasformazione tecnologica in corso da quasi un trentennio e sostanziatasi, principalmente. Nell ’arrivo e nella diffusione massiccia di internet nel mondo e in tutte le fasce della popolazione, ((https://www.slideshare.net/wearesocialsg/global-digital-statshot-q3-2017)che ha modificato le abitudini di consumo dei media ed anche le strategie di monetizzazione dei contenuti (sia nel senso di selezione delle notizie presentate sia di modifica dei criteri di notiziabilità )dei media stessi in parte perché i media hanno cercato di sopravvivere dando all’audience quello che hanno ritenuto che l‚’audience volesse. La trasformazione non è stata solo una variazione tra i livelli di diffusione di un medium rispetto ad un altro, ad esempio la carta stampata rispetto all’informazione online o, per fare un altro esempio, la radio rispetto alla televisione. Invece si è assistito ad una serie di cambiamenti interni alle audience che hanno, di riflesso, causato modifiche nei media, Su questo si sono innestati i social media, con un effetto dirompente e, attualmente, non è ancora del tutto chiaro né stabilito quale sarà il percorso evolutivo dei media nel medio e nel lungo periodo, ma sicuramente saranno soggetti ad ulteriori cambiamenti, forse anche radicali. Una delle innovazioni più pervasive è la condizione ‚”always on‚” (che si può tradurre con ‚”sempre attivo‚”) dei fruitori dei media,) e che fa riferimento all’essere costantemente connessi a internet e, tramite la rete, al resto del mondo e sempre immersi in un flusso continuo di news, informazioni, entertainment, infotainment (crasi di information e entertainment) in particolare da quando, dopo la loro introduzione nel 2007, gli smartphone hanno sostituito i cellulari, I tablet e, , I personal computer consentendo a noi tutti di avere un accesso continuo alle informazioni ed anche di poter contribuire ad esse come testimoni di ciò che accade attorno a ciascuno di noi. Questo flusso ininterrotto (cfr. ‚”sommersi dai media‚” Todd Gitlin 2003) è stato copiato anche dai media tradizionali, in particolare la televisione con le reti ‚”all news‚” il cui esempio più noto è certo la statunitense Cable News Network, più nota con l‚’acronimo CNN ‚, (, che per prima ha iniziato, negli anni ’80 (CNN 1 giugno 1980) a tramettere notizie con un ciclo di programmi ininterrotti che copre le 24 ore del giorno. Un metodo di programmazione adottato anche da BBC World News ed Al Jazeera così come da vari talk show ed anche TG nostrani che, nell’ambito di una edizione si collegano con una località dove sta accadendo qualcosa di notiziabile e trasmettono aggiornamenti continui sull’evento in atto. In modo simile alla copertura di una partita di calcio (o altro evento sportivo ma la copertura continua di qualcosa che non è in corso ma è già avvenuto, risulta nella necessitàda parte dei giornalisti o di chi è in video, di avere continuamente qualcosa da raccontare al pubblico e così ‚”Tutto diventa notizia‚” a prescindere dall’analisi e dalla verifica delle fonti che si potrebbe e dovrebbe invece fare prima di mandare in stampa il numero di un giornale o di consegnare il testo di un articolo che verrà passato e stampato. I social media in questo contesto svolgono un ruolo particolare che li vede essere tanto “fonte” di notizie quanto origine di commenti alla notizia stessa, avocando quindi il ruolo primario che spetterebbe ai giornalisti. Ancora una volta senza alcun filtro perchè non c’è il tempo materiale di filtrare I contenuti e perchè offrono dei contenuti completi “pronti” per essere copiati ed incollati o comunque riutilizzati entro format esistenti: “quante volte si è visto in un TG il filmato ‚”più “cliccato” di youtube” o ‚”l’ultima moda che impazza sui social “(Social media N.D.A.)”? Sono piccoli contenuti ‚”pronti all’uso” che non richiedonoalcun particolare lavoro o impiego di tempo, tempo che spesso manca, per essere mandati in onda o in stampa. E così che anche cose come le teorie del complotto, dalle scie chimiche ai chupacabras (‚vedasi il caso di ”Studio Aperto” del 2004‚”) vengono rilanciati dai media tradizionali e acquistano una sorta di ‚”ufficialità”‚ che non meriterebbero. Questa già triste situazione dell‚’informazione, di cui peraltro i giornalisti sono coscienti. Come dimostrato ad esempio dal corso‚”Debunking e fact checking nell’era delle false notizie”‚ organizzato dall‚’Ordine dei Giornalisti‚” che in uno dei video che lo compongono dice ‚”i casi e le regole sono le stesse [della carta stampata N..d.A.] ma non avere tempo per fare le verifiche impone di passare la notizia senza alcun controllo”. In altri termini si addossa all’accelerazione del ciclo delle news la responsabilità di cattive abitudini sviluppate dagli operatori del settore. L’impatto delle tecnologie ha chiaramente avuto un effetto (com’, era già accaduto al momento dell’arrivo dei videoterminali negli anni 80, con la differenza che l’effetto non si è riscontrato solo sui giornalisti e sul settore dell’informazione tout-court ma si è potuto riscontrare anche sulle audience che di queste news sono, anzi erano, i fruitori. Dico erano perché le audience hanno subito una trasformazione dovuta in buona parte proprio alla comparsa delle nuove tecnologie, prima, e, poi, dei nuovi prima e dei social media, poi. Il complesso delle trasformazioni tecnologiche ha trasformato, infatti, le audience in produttori di notizie (‚”Citizen Journalist‚”per dirla col termine usato da Dan Gillmor nel suo libro ‚”We The Media‚”NYU 2004, oppure possiamo scegliere il termine italiano equivalente di ‚”giornalismo partecipativo‚” anche se questo termine, pur indicando sostanzialmente lo stesso fenomeno, è un termine più ‚”spostato”‚ sul fenomeno in sé e meno sull‚’accezione del ‚”Citizen Journalism‚” che vede buona parte del suo significato proprio nel fatto che sono i cittadini ad interpretare il ruolo di giornalisti; a prescindere dalle tecnologie utilizzate. Allo stesso tempo Internet, dando a potenzialmnte chiunque la possibilità di partecipare ed esprimersi, ha anche assunto il ruolo di luogo pubblico in cui chiunque voglia mettersi in mostra può farlo e, in queste condizioni, le persone tendono a dare il peggio di sé ecco che quindi la Rete ha raccolto il disagio -non ultimo quello causato dalla recente crisi economica nonchè l’odio per la classe politica nel filone dell’Avversione generializzata verso la cosiddetta Casta spesso scritta“Kasta” (dal libro “La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
“ di Rizzo e Stella del 2007 Rizzoli che ha lanciato il Termine Casta che tanto successo ha avuto. secondo il paradigma del ‚”Gentismo” come chiama questi comportamenti Leonardo Bianchi che ne fa un’eccellente analisi nel suo libro ‚”La Gente-viaggio nell’Italia del malcontento”‚ uscito di recente Anche questo è certo un elemento che ‚” fa audience‚” e quindi viene spesso proposto dai media. Inoltre anche l‚’effetto della connessione continua che contribuisce al sovraccarico informativo cui ormai siamo tutti soggetti. Inoltre queste news che strizzano l‚’occhio all‚’audience hanno portato con sé un effetto meno piacevole: un calo drastico della fiducia dell‚’audience stessa nei media, in quanto l‚’audience, o le audience, hanno capito che molti dei contenuti sono scelti solo per la loro attrattiva verso il pubblico piuttosto che per il loro effettivo valore di notizie. Peraltro ritengo che i criteri di notiziabilità siano stati rivisti alla luce della capacità di ciascun titolo di essere utilizzato come clickbait.”

agnosticismo

quando le risorse interne della persona si esauriscono, non voglio parlare di esaurimento nervoso ed altri termini fighetti, ma di stanchezza esistenziale, quella che gli eroi romantici risolvevano con una pistolettata alla tempia o con a bare bodkin per citare amleto, non è così facile come sembra, scrivo per ”diffondere”, non ”comunicare” al mondo, ma diffusione nel senso chimico del termine, ovvero diluire, deconcentrare la rabbia che mi attanaglia orma da troppo tempo. chi crede, ha il dono della fede ed ha appunto la fede che ci sia un essere superiore che ordina le cose del mondo vercchio e del mondo nuovo io lo invidio sinceramente perchè sa o spera o crede che ci sia qualcuno a cui rivolgersi per lamentarsi della fortuna avversa e spera, che un domai, o in un’altra vita, ci sarà una compensazione delle angherie sofferte e dei torti subiti, io no, non ho mai avuto il dono della fede, anzi so0no fermamente convinto che dio non esiste, e non sia mai esistito se non nelle parole di chi lo usava come stampella del suo potere, da carlomagno a hitler passando per chissà quanti uomini di poter, non sono ateo, perchè anche quella che dio non esiste pèer me sarebbe una scelta troppo decisa e non compatibile con il mio modo di pensare, non sono in grado di dire se esiste o no, se c’è o non c’è, quindi ho scelto l’agnosticismo, termine in cui l’alfa privativo “a” nega il seguito, la “gnosi” dal greco, credo, gnoseis cioè conoscenza, dichiarandomi agnostico io dichiaro, socraticamente, di non sapere, agnosi quindi ammissione di non sapere