Un mondo nuovo

E ancora tutto da esplorare, arrivo a questa idea perché ci troviamo, di fatto, nelle stesse condizioni di cristoforo colombo e degli altri celebri esploratori che visitarono il mondo dopo il medioevo siamo arrivati su una costa sconosciuta e dobbiamo esplorare un entroterra ignoto e certo ricco di pericoli, popolazioni forse ostili ma certo non conosciute, non sto parlando di uno sbarco su marte o su un altro pianeta Leggi tutto “Un mondo nuovo”

Rassegnato e arreso al fatalismo sul lavoro

Sono disoccupato, o, in cerca di occupazione dall’11 giugno del 2015, quasi 4 anni, alla fine, dopo aver molto pensato ed essermi dato da fare per trovare un altro impiego, avere fatto “la via soda” al centro per l’i’impiego, ottenendo risposte tra il compatito e la sfacciata e diretta presa in giro, ho finalmente raggiunto l’equivalente della pace dei sensi, ed ho abbracciato una sorta di stoicismo rassegnato: se una ooportunità di lavoro vorrà comparire o il destino vorrà farmi trovare un impiego, beh lo troverò, ma non mi sbatto più ne mi umilio più andando inutilmente al centro per ‘impiego. Credevo che sapere due lingue, avere una decina di anni di esperienza e conosscenze tecniche piuttosto avanzate in due campi: la subacquea ed il giornalismo ed avendo aggiunto anche una laurea, qui il mio cv mi avrebbe aiutato a trovare una occupazione che mi consentisse di risorgere dalla morte sociale che è la disoccupazione e a non deprimermi e sentimri come il bruce springsteen di Downbound train e di veder funzionare l’ascensore sociale per slllevare anche me e farmi partecipare a questa italia che favorisce solo i vecchi mantenuti dall’inps e gli amici degli amici quali ad esempio, gli impiegati dei centri per l’impiego che sono tali solo per chi ci lavora dentro. Sic stantibus rebuse io rinuncio a darmi da fare e a sbattermi per qualcosa che non c’è, il lavoro appunto

Autismo moda o epidemia?

Ls dindrome dello spettro autistico sembra essere in crescita negli ultimi anni, tuttavia non si può propriamente parlare di epidemia, in quanto questo termine a rigore va riservato alle entità nosologiche sostenute da batteri o altri organismi infettivi mentre le sindromi dello spettro autistico sono state descritte per la prima volta da Blauer agli inizi del secolo scorso, il XX e sembrano essere più diffuse nel XXI° o, quantomeno, potrebbe sembrare che se ne manifestino più casi per le ragioni più varie, metodi diagnostici più sensibili ed accurati nella rilevazione, maggiore diffusione effettiva o maggiore attenzione dei media a riportare le notizie che riguardano questo tipo di situazioni di disagio, al momento non mi spingerei a chiamarle manifestazioni di malattia, ma per i media potrebbe trattarsi di una semplice rimodulazione dell’agenda dei media in favore di temi di interesse comune oppure, semplicemente, di una bolla statistica. Siccome mi piace cantare fuori dal coro, mi piace anche fare ipotesi alternative e, quindi, ritenendo pur possibile una effettiva maggiore incidenza dei casi di autismo, dovuta per esempio, al fatto che l’età media dei genitori è cresciuta insieme all’età media della popolazione e, quindi, potrebbe essere vera l’ipotesi che l’autismo abbia una qualche base genetica, pur non essendo dimostrata una cmponente ereditaria, e quindi che ovuli e spermatozoi di genitori più anziani possano contenere dna meno fresco e quindi più portato a favoire una progenie geneticamente meno sana, ma questa non è una mia ipotesi ma semplicemente un mio ragionamento.
Definiamo l”autismo”: si tratta di un disordine dello” dello sviluppo neurologico ad eti-patogenesi fondamentalmente sconosciuta, ma sicuramente multifattoriale, dove concorrono contemporaneamente fattori genetici e fattori ambientali. Fu Kanner, nel 1943, ad adottare ufficialmente il termine di
autismo, anche se in realtà, il primo ad utilizzarlo fu Bleuler nel 1908. Attualmente è una malattia quasi classificabile come rara, con un bambino affetto ogni centocinquanta nascite, inoltre ci tengo a ribadire che l’autismo NON E’ assolutamente da mettere in relazione con i vaccini, al di là del fatto che viene diagnosticato spesso in età coincidenti con le vaccinazioni, ma una delle vogliono che il proprio figlio abbia una diagnosi di autismo per poter beneficiare delle agevolazioni della legge centoquattro, in italia che vogesso di casualità non comporta mai un nesso di causalità, per queste cose post hoc, ergo propter hoc, non vale assolutamente niente, per l’autismo in particolare, ho ragioni ed esperienze personali, non scientifiche per ritenere che ci sia, nella sovradiagnosi, non una incapacità dei medici e dei neuropsicologi, quanto una mancanza di fermezza di fronte alle richieste dei genitori, alcuni perché, soprattutto le madri, sperano di beneficiare della legge 104 e, quindi, di stare a casa invece di andare a lavorare, e stare a casa ed essere pagati lo stesso, in italia, piacerebbe a moltissimi. D’altra parte anche la difficoltà dei sanitari di dire ai genitori, siete due idioti e speravate che vi nascesse un genio?? obiettivamente difficile per quanto veritiero, data la quantità di diversamente intelligenti, per usare un eufemismo, che c’è in giro. Credo che un altro fattore determinante sia che tante mamme, molte delle quali hanno voluto un figlio soprattutto perchè le loro amiche ne avevano uno e si sentivano poco protagoniste e, cosa gravissima, impossibilitate ad essere protagoniste di post da mamme pancine e simili idiozie e, per ragioni analoghe, voglio che anche il loro bambino o bambina, possa essere definito/a autistico o affetto da disordini appartenenti allo spettro dell’autismo, per invidia sociale. Forse è una mia percezione errata, ma credo che questa componente sia in larga parte dietro l’aumento delle diagnosi insieme alla diffusione dei servizi di neuropsichiatria infantile, i cui operatori, d’altro canto, devono pur vivere e quindi, spingeranno in favore di una diagnosi di una affezione, sulla quel sono proprio loro deputati a intervenire. ribadisco, ancora una volta, che non sono stati dimostrati legami tra i vaccini e l’autismo, nonostante le false ricerche ed i risultati contraffatti del medico inglese andrew wakefield, poi radiato dall’albo dei medici proprio a causa della trffa tramite la quale sostenva che ci fosse un rapporto tra vaccino del morbillo ed autismo. Cosa credibile solo dalle masse, spaventosamene ignoranti, di questo nuovo medioevo nel quale la crescita dell’ignoranza, l’antiscientismo e l’incultura diffuse, ci stanno ricacciando.

47 anni, tempo di bilanci?

il titolo fa già da introduzione, anzi da lead dell’articolo… nel2018 avevo 46 anni, dal 8 dicembre ne ho 47, e dirò 47 fino all’8dicembre 2019, solo dopo mi rassegnerò a dire 48, farò lo stesso nel 2020 coi 49 e mi rassegnerò ai 50 solo dopo l’8 dicembre 2021, quando li avrò compiuti. e con ciò che voglio dire? soltanto che invecchiare è una fortuna non concessa a tutti e di questo mi rallegro. Ovvio che in una società come l’attuale in cui, sui social, il sistema per avere like è condividere post di altri, meme ed altro contenuto trito, o indignarsi di cose delle quali si indignano anch’egli altri, che poi è simile a condividere l’ovvio, come dice Maurizio Crozza quando recita il suo Beppe Severgnini e parafrasando i Beatles “all you need is l’ovvio” che appunto richiama/ricalca “all you need is love” anche se ci sono differenze che vanno ben oltre il semplice aspetto ortografico. 47 anni sprecati a fare cosa? a vivere, a trascinarsi avanti tra i marosi della vita, e senza neanche avere in cambio una laurea da quella università della vita che sembra tanto diffusa come alma mater nei profili social, ma tant’è e non me ne voglio lamentare, questo nuovo secolo, il XXI° troverà una sua spiegazione che però sfuggirà ai tanti che pensano che fabio volo sia un letterato o, ancor peggio, un filosofo

alto attrito, frequente cambio

Sarà la mia fortuna o la mia predisposizione ad essere fregato, ma voglio scrivere questo ragionamento perchè credo che sia un segno dei tempi, non voglio fare un post alla o tempora o mores, in parte sì, vorrei piuttosto ragionare serenamente su una tendenza che mi pare simile a quella delle locuste o, come diceva una persona che conoscevo anni fa, la teoria che, spremuto un limone, se ne prende un altro: mi riferisco alla crescita, in automatico mi viene da usare il termine ‘esponenziale’ anche se in realtà non so se qualcuno ha studiato questa cosa e ci sono dei grafici che mostrano appunto una crescita esponenziale, ma questo aggettivo viene usato sempre più spesso, per descrivere i fenomeni con crescita veloce e improvvisa, grafici hockey stick in inglese, a prescindere, temo, dalla funzione matematica sottostante, forse una legge di potenza, o forse no, la matematica ed io non siamo mai stati in rapporti particolarmente amichevoli. Codi nuovo munque ci sono in giro sempre più aziende, se così le possiamo chiamare, che si dedicano a contattare clienti per vendergli contratti energia, luce e gas, soprattutto e il sistema funziona così: si cercano persone per fare le telefonate o per suonare i campanelli e andare porta a porta, e, con il livello di disoccupazione che c’è di persone disponibili, che comincia come disperate, e la situazione è simile, a farsi accalappiare per qualche giorno e lavorare facendo il lavoro duro di girare a suonare campanelli, una di queste aziende è la smile srl, che vanta la più grande rete commerciale in Italia, a detta loro, non ho modo di recuperare i dati per confermare o smentire tale affermazione, che promette millecento euro di fisso mensile per, appunto andare a giro a suonare campanelli come venditore porta a porta, un lavoro che, almeno per me, è duro, non per il camminare in sé, quanto perché rompere le scatole alla gente al suo domicilio la trovo una cosa odiosa, e quindi dopo quattro giorni di lavoro ho detto che non era per me e che me ne sarei chiamato fuori, altri due ”colleghi, o altre due vittime del sistema, hanno fatto lo stesso. A me hanno detto che non avendo voglia di lavorare avevo fatto una cosa gravissima ad abbandonare nella settimana di prova, e ovviamente non mi hanno dato niente di niente, quindi ci ho rimesso la fatica ed i biglietti del treno… sic transit gloria mundi, uscendo però ho incrociato altri candidati che si avviavano a rimpiazzarmi, perchè sic stantibus rebus, cioè con l’attuale situazione economica, ci sono tantissimi limoni, in attesa di essere spremuti e, finito uno, sotto col prossimo. E con ciò credo di aver salvato il mondo? certo che no, non sono così illuso, semplicemente voglio dire, fate attenzione e, se potete, sottraetevi a queste forme di sfruttamento del bisogno, simile, in realtà alla situazione delle masse operaie proletarie all’inizio dell’ottocento, dalla quel sono nati i movimenti operai e, l’anarchia e il comunismo, di marx ed engels

La nevicata del 1985

La ricordo, anche se come una serie di scene collegate e vissute, ricordo che inizió verso le 18 e in quel momento ero con mio padre in corso matteotti a montecatini davanti a quello che allora era il negozio di giocattoli tommei oggi centro Vodafone, eravamo in strada e, nel buio della notte invernale cominciarono a comparire dei fiocchi di neve grandicelli che si scioglievano appena toccato il suolo, ricordo anche la strada dove abitavamo allora, via Pietro nenni a massa e cozzi le, che il giorno dopo era completamente coperta da uno strato di 5,6 centimetri di neve con qua e là delle montagnole che celavano i punti dove erano posteggiate le macchine ormai coperte di neve, qualcuno dei vicini che doveva andare al lavoro si stava affannando a togliere la neve dai vetri e dal tetto dell’auto per poi montare le catene e arrischiarsi a partire non so se quella mattina andai a scuola, il giardino di casa nostra sembrava trasfigurato e si potevano riconoscere le cose solo grazie alla familiarità dovuta al vderle ogni giorno, 34 anni fa…

Illuminati una setta segreta poco segreta

Non sono complottista, mai stato e, spero, mai lo sarò, almeno non volontariamente, però sbufalare le follie che si trovano in giro sui social media, fare dubunking per usare termini corretti, è divertente, d’altro canto la mia tesi di laurea in scienze della comunicazione, verteva, appunto sulle bufale, le fake news ed i social media, per chi fosse curioso, qui c’è la mia presentazione e qui il mio curriculum vitae. Torniamo all’ordine degli “illuminati di baviera” questo il vero nome del gruppo o dell’associazione che poi ha conquistato fama, soprattutto dopo la diffusione dell’internet a livello globale, come gli illuminati, protagonisti di molteplici teorie del complottoed altre fandonie assortite, usati come stampella dagli haters per supportare le loro conclusioni e teorie le più assurde e prive di fondamento. Tutte necessitanti, però un colpevole e, esauritasi con gli anni ’80 la moda di incolpare di tutto -quantomeno in italia-la massoneria. Si sono adattati ad incolpare gli illuminati, che per essere una setta occulta e “segreta” in realtà sono tanto conosciuti e alla luce del sole, da avere una pagina di wikipedia dedicata a spiegare che la, cosiddetta setta, è stata fondata nel 1776 ad ingolstadt da un, disadattato che era stato rifiutato dalla massoneria e quindi, con metodo che si ripeterà tante altre volte nel corso della storia, ha fondato una propria “setta segreta” appunto gli Illuminati o, meglio l’ordine degli illuminati di baviera, appunto nel 1776 fondata nella città di ingolstadt da tale johan, adam, weishaupt. poi, gli illuminati, considerati come categoria o gruppo sociale, che in realtà non si è certi neppure che siano realmente esistiti, hanno fatto comodo, e lo fanno tuttora, ai sunnominati complottisti, specie quelli che parlano di nwo, o nuovo ordine mondiale, dalle iniziali dell’acronimo NWO o New World Order, a cui sono stati associati i Lehman Brothers, George Soros, Andreotti, Licio Gelli, Elvis Presley, i Beatles e chissà quanti altri e sono stati usati come dispositivo narrativo da Dan Brown in quella porcheria di libro, sospeso tra una guida turistica del centro di roma ed un giallo thriller da due soldi, con una strizzata d’occhio all’horror splatter, di angeli e demoni, con stile tipicamente americano che prende qualche elemento di provata attrattiva per il pubblico, ci mescola un po’ di esoterismo alla carlona, occhi di rana, lingua di rospo e poi agitare bene, per energizzare tipo gli omeopati e adam kadmon,

il loop della vita

dal titolo si potrebbe pensare che voglia raccontare una storia tipo giorno della marmotta o tipo source code, ma in realtà voglio parlare di me stesso e di come sto messo: nel 2015 ho perso il lavoro, poi ho passato un paio di settimane in ospedale per un episodio di scompenso cardiaco dovuto a ipertensione trascurata, e di nuovo dopo qualche tempo per un tia, temporary ischemic attack o, più banalmente, un ictus che, per fortuna non ha lasciato esiti motori nè cognitivi ad eccezione di una negligenza spaziale unilaterale a sinistra, risolta poi con due anni di riabilitazione neuropsicologica. il lavoro l’ho cercato eccome, ma il centro per l’impiego si è rivelato una cosa buona solo a dare lavoro a chi lavora lì e, francamente, mi sono sentito preso per i fondelli, tanto che ho deciso di non andarci neanche più a chiedere per evitare di incazzarmi di nuovo con loro, cosa successa ad ogni visita… purtroppo, dal punto di vista del lavoro, per fortuna dal mio punto di vista, non sono abbastanza disabile da rientrare nelle liste protette, dalle quali qualche azienda occasionalmente attinge, e non ho ancora avuto risposta ai curricula inviati in risposta ai vari annunci di lavoro. Anche la psicologa dalla quale mi hanno consigliato di andare si è rivelata una sola che mi ha suggerito di leggere un libro e di scrivere, e di respirare e meditare. Nel frattempo mi sono laureato e, poi, per masochismo, mi sono iscritto anche ad un corso di laurea magistrale, visto che la laurea triennale non serve, in un Paese con l’ascensore sociale bloccato da decenni e nel quale l’unico modo di emergere sembra essere il diventare famosi, che ormai equivale e coincide all’apparire in TV, a quel punto si diventa personaggi e si viene considerato un minimo, io però non mi arrendo ed insisto, certo nel modo sbagliato a tirare avanti, per masochismo e per la curiosità di vedere cosa altro mi metterà di fronte la vita in questa cosa che è l’esistenza, speranze per l’oltretomba non ne ho, in quanto non ho mai creduto in Dio e sono fermamente convinto che una volta morti, sia finita, stop, the end, solo una dissoluzione in elementi fondamentali che qualcuno con un po’ di verve poetica vuole chiamare polvere di stelle, ma più pragmaticamente credo sia solo e semplicemente polvere alla quale si ritorna, ma almeno non si ha più coscienza e tanto mi basta

come si fa a diventare razzisti

può sembrare strano che qualcuno che non lo è già possa volerlo diventare, ma si sa, la gente è strana e,poi, ci sono sempre anche i corsi di perfezionamento.
o magari è solo, al solito, il mio punto di vista ad essere sbagliato… decidete voi, anche se pochi mi avranno letto fin qui visto che leggere npn va di moda ed è faticoso. Ultimamente quando passeggio da casa al supermarket o simili brevi tragitti in centro città per commissioni, purtroppo sono senza lavoro dal duemilaquindici e al centro per l’impiego mi hanno detto che preferiscono che le persone siano autonome nella ricerca del lavoro, perchè altrimenti loro dovrebbero fare qualcosa ed è fatica visto che sono pagati già poco, secondo loro, per stare seduti al loro posto a non fare nulla, se non scaldare la sedia, perchè tanto sfortunati da conoscere qualcuno in comune o alla provincia, che gli ha fatto avere il posto da statale… mitologica aspirazione italiana ormai di moltissimi, se non di tutti, i non ancora lavoratori. Comunque, lasciamo i centri per l’impiego al loro destino, qualunque esso sarà, navigator o meno, e torniamo alla narrazione principale. Devo percorrere all’incirca un km, facciamo un km e quattrocento metri per amor di precisione, bene in questo tratto non incontro mai meno di un paio di zingari, a seconda di quali strade percorro, e tre o quattro negri, migranti, immigrati o di passaggio, non voglio stare a sindacare su queste quisquilie perchè non alterano il punto di fondo che, rom o negri, è sempre lo stesso: chiedono monete e soldi, insomma accattano, non l’elemosina perchè impoveriti e senza lavoro, quanto perchè, per i rom è uno stile di vita, che immagino renda bene visto che poi spariscono a bordo di macchine che io, da cittadino italiano laureato e disoccupato, non posso neanche sognare di avere o di guidare, loro invece le hanno e le guidano. i negri, migranti, non li chiamo perchè mi sembra che siano uccelli migratori mentre gli africani una volta sbarcati diventano clandestini ma stabili, non migranti, anzi ben radicati pertanto non assolutamente interessati ad integrarsi. e non voglio farne un discorso di rabbia sociale,quella l’ha già sfruttata il Movimento cinque stalle per andare al governo, ma incolpo invece chi ha predicato l’accoglienza a tutti senza condizioni, e poi ha lasciato gli immigrati senza alcun programma o assistenza all’integrazione e quindi senza nulla da fare tutto il giorno se non ciondolare in giro, non escludo poi che l’insistenza sull’avere soldi in moneta, non nasconda una qualche forma di racket o di sfruttamento, altrimenti non mi spiego a cosa gli servano i cinquanta centesimi o un euro che chiedono continuamente, soldi che, sì sono soldi, ma il potere di acquisto di qualche decina di centesimi di euro è veramente poco e limitato, c’ chi dice che gli servono a comprare alcol, ma ce ne comprano poco e, per altro, tanti di loro a quanto ne so, non possono bere per ragioni religiose e quindi cosa se ne fanno? comunque il fatto non è che questi accattano, sono fastidiosi ma nulla di intollerabile e per ora mi hanno sempre chiesto se avevo qualcosa da dargli, ai in modo minaccioso o con minacce, il che avebbe integrato il reato di rapina… quale che sia la ragione, io personalmente cambio strada per non incontrarli e, al di là del fatto che questa non è una coercizione ma è comunque una limitazione del mio diritto costituzionale di cittadino, di muovermi liberamente sul territorio della Republica, reiterando questi comportamenti io mi trovo spesso a cambiare strada quando vedo una persona di colore, in pratica, pur non importandomene niente del colore della loro pelle o della loro razza o etnia, mi fanno diventare un po’ razzista.