internet risorge come la fenice?

C’è un grande bisogno di resurrezione, non nel senso cattolico del termine, diciamo, piuttosto, bisogno di un risveglio, internet si è presentata, torniamo indietro nel tempo, agli inizi degli anni novanta come una nuova era dei lumi, la chiave che avrebbe aperto le porte di una nuova era di luce, come i lumi agli inizi del settecento, ma poi il lume si è spento e, invece delle superstrade dell’informazione, abbiamo assistito,, soprattutto negli ultimi anni, ad una alluvione di fake news ed odiatori seriali che vomitano il loro odio sulla rete e il cui tipico esemplare è stato magnificamente reso da Maurizio Crozza, con il  personaggio di Napalm 51 che per comodità vi mostro nel video qui di seguito.

 

Il personaggio di Napalm 51 è evidentemente modellato sul personaggio di Walter Sobchak de il Grande Lebowski film dei fratelli Coen del 1998 del quale Napalm riprende alcuni modi di Fare e, decisamente, il Look con occhiali da Poligono di colore giallo. Il Personaggio incarna bene, molti tratti dell’ “odiatore seriale”, che si sente sveglio più degli altri, capace di evitare le insidie delle lobby e, in generale, più furbo degli altri, una caratteristica tipica, in fondo, dall’italiano medio: debole coi Forti e forte coi deboli, un po’ come tanti personaggi portati sullo schermo da Alberto Sordi ad esempio il Marchese del Grillo nella celebre scena del ‘io sono io e voi non siete un cazzo” che potete vedere qui di seguito

Oggi, soprattutto negli Stati uniti, dove è nata, si parla di un risorgere del web che rinascerebbe dalle proprie ceneri come la fenice. Purtroppo, pur venendo da Tim Berners, Lee, l’inventore del protocollo www ovvero del word wide web che è ciò che conosciamo, dal 1995, come L’internet e che ha sostituito e inglobato o, per dirla con i filosofi, sussunto, i protocolli esistenti come http, ftp, gopher ecc. ecc, nel senso di et cetera, ovvero e altri, innumerevoli altri.la prima pagina Web, pubblicata dallo stesso Berners Lee, nel 1991 è stata l’innesco che poi ha portato alla rete come la intendiamo oggi e consentito la nascita dei, molto più tardi, Facebook, Google, Youtube ecc. Forse è il solo caso nella storia in cui è possibile documentare con una data certa l’inizio di un fenomeno così rivoluzionario e fonte di sconvolgimenti quasi al pari della rivoluzione industriale o della rivoluzione francese bn più famose ma certo meno documentabili se non in termini vaghi del tipo la rivoluzione industriale iniziò nella seconda metà del ‘700 quando furono impiantati i primi telai e si diffuse l’uso della macchina a vapore, certo termini più indefiniti di data del mese di agosto 1989. In questi poco meno di quaranta anni però anche grazie all’esistenza di internet e dei sui annessi e connessi, espressione che ho sempre voluto usare ma non mi era m capitato, che io ricordi almeno, di farlo… Il mondo è stato rivoluzionato e da quella rivoluzione, definita anche quarta rivoluzione industriale, nulla a che vedere con ‘industria 4.0 del precedente governo che invece è un calco del web 2.0 che , a sua volta, è un’espressione coniata da Tim O’Reilly nel 2004, Tim nome che ricorre spesso in quest’ambito, meno male che zuckerberg, e non zuckemberg, si chima mark..
Comunque il mondo è cambiato, quella scintilla ha dato avvio alla mondializzazione e alla globalizzazione che, a propria volta, ha causa tanti problemi, molti dei quali stiamo subendo ancora oggi. Il problema grave e fondamentale, non è tanto che il mondo sia cambiato, quanto piuttosto, che la gente, noi, non siamo cambiati di pari passo e non ci siamo evoluti, preferendo rimanere ancorati a paradigmi e abitudini del Vecchio Mondo, come descrive bene sygmunt bauman nel libro retrotopia.

 

E’ una vita difficile… e io non ci ho ancora capito un tubo

La mia vita attuale non mi piace, anzi, a dirla tutta, mi fa decisamente schifo-e prego tutti i fenomeni del e cambiala- di andare cortesemente a fare in culo che di profeti e di fenomeni che sanno sempre cosa devi fare per aiutarti ma non muovono un dito per fare quello che va fatto, ne ho abbasanza… anzi, per citare Fabrizio De Andrè:  ”Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio” da Bocca di Rosa. Io  mi alzo la mattina e, dopo essere andato a letto dopo aver discusso con mia madre, che è allettata per scelta, discuto nuovamente per darle le medicine del mattino, la colazione e per cambiarle il pannolone, vedere sopra per l’essere allettata, poi mi vesto per andare ad aprire il Toner Discount, negozio di Cartucce e Toner per Stampanti a Pistoia. Affronto la traversata della città, del centro cittadino in realtà, solo per incontrare un tot di immigrati, dei quali ho scritto qui, che chiedono monetine. Dico di no perchè non ho soldi in tasca ne tantomeno da regalare in quanto sono senza lavoro, e senza stipendio, da giugno 2015, delle mie vicissitudini al centro per l’impiego ho parlato qui e qui, e comunque ormai sono rassegnato ad essere vecchio e povero. Capiamoci bene, ho sognato ma mai creduto di poter essere smodatamente ricco, alla Bill Gates per Capirsi, ma solo di poter avere un lavoro onesto che mi consentisse di campare dignitosamente, insomma aspiravo ad essere normale, invece di dover raccogliere qualche spicciolo come posso, per elargirlo ai più poveri di me che, peraltro, hanno come titolo a chiedere solo il colore della pelle, non ne faccio un post razzista per non aizzare la banda di odiatori seriali che inizia a sbavare appena sente parlare di colore o pelle ed inizia a dire ”razzista” razzista. Cioè facciano pure, sbavino quanto vogliono, la cosa non mi tange manco di striscio. A volte, molto raramente, qualche cliente entra in negozio, diciamo una volta ogni dieci giorni e compra qualcosa, le vendite più remunerative degli ultimi giorni sono state due toner da diciotto euro ed una fotocopia da venti centesimi, quindi non pensate che abbia le tasche gonfie di soldi, perchè un disperato bisognoso è accorso a farseli elemosinare, immediatamente dopo.

la sindrome BANANA

NIMBY family

ho scoperto la sindrome BANANA mentre facevo ricerche sulla mia tesi di Laurea e, in particolare, ricercando informazioni sulla sindrome NiMBY, Acronimo di Not in my Backyard ovvero, non nel mio giardino, che è usata per definire tutti quei movimenti di protesta, spesso locali, che si oppongono alla costruzione di qualsiasi cosa vicino a casa loro, sia essa un ospedale, una stazione o un parcheggio, la sindrome BANANA ne rappresenta una forma ancora più estrema, infatti è l’acronimo che si dipana in “Build Absolutely Nothing Near ANything” cioè: non costruire assolutamente nulla vicino a null’altro”, il che negherebbe, ad esempio, la possibilità di cotruire una città, o qualsiasi altra cosa, in quanto una ccittà è un insieme di strutture costruite in una ambito ristretto. Dopotutto se non si vogliono inceneritori-o termovalorizzatori- vicino a niente altro, non si può avere progresso e tantomeno sviluppo economico, industriale, o di altro tipo. Una grossa parte della colpa io trovo che sia nell’Ambientalismo estremo e nell’atteggiamento di una grande parta della sinistra che, persa la sua originale identità altruista e corporativa che in origine aveva dato vita ai movimenti Operai di auto aiuto, si è cercata di reinventare sotto forma di movimenti ambientalisti, appunto estremisti, con nomi come sole che ride,ecc. ecc. scomponendosi, come il PD, in mille rivoli indipendenti e in lotta feroce gli uni contro gli altri, così da disperdere le energie e le idee in futili lotte tra correnti diverse anche se di poco, ma l’importante per molti movimenti è quel nucleo di lotta che si manifesta nel ricordare le glorie della resistenza, anche se dopo quasi 80anni, l’ardore e la forza fisica sono svaniti e nell’essere contro, contro cosa? non importa, l’importante è, per l’appunto, essere contro, poi si troverà qualcosa contro cui essere… i risultati si sono visti e si vedono nella fine del PD che si dibatte in molteplici correnti che sono, appunto, contro, una definizione quasi una vignetta di un cane che si morde la coda. Te come la vedi? Io? Io sono Contro, contro Cosa? Contro!, che ha la maturità espressiva di unbambino che dice: questo non lo voglio? perchè, “perchè no”

uffici pubblici

ultimamente ho avuto occasione, mio malgrado, di girare un po’ per uffici pubblici, comune, asl, scegliete voi quale, in tutti la scena è stata la stessa, uno o due impiegati o impiegate -equal opportunity non discriminiamo- al telefono, tutti oltre la cinquantina con frasi sentite la nipotina è uscita vestita? con cosa addosso? ha il vestito blu, ma che sfumatura di blu? ah era verde? ma che tono di verde? insomma conversazioni fondamentali per il lavoro. Quando mi sono rivolto a loro mi hanno sempre detto, cortesemente per fortuna? ma non vede che sono impegnato al telefono? questo anche se avevo bussato prima di entrare e mi avevano indicato di entrare prima di tornare all’importantissima discussione sul colore dell’abito del o della nipote, entrando più nel discorso lavorativo la seconda cosa che mi viene detta è, invariabilmente ” sa qui siamo solo due, o cinque o venti o quel che è, ed invece dovremmo esserequaranta, cento, mille, o comunque un multiplo molto maggiore del numero che sono, perchè il lavoro è troppo, dobbiamo rispondere al telefono, sei ore al giorno e poi ci pagano appena X euro al mese, dovremmo prendere dieci volte di più ce l’hanno detto i sindatacati che-combinazione puttana- prendono una percentuale di quel salario, e quindi se detto salario fosse decuplicato, prenderebbero dieci volte di più” sentito una volta il discorso si può ignorare, ma è un refrain che si ripete in ogni singolo ufficio fino all’estremo di una impiegata asl che ha detto, e i dirigenti loro si che sono pagati bene, ma non lavorano mai e prendono solo i soldi, tanti, troppi soldi, e pensi che l’asl ha deciso che possono essere dirigenti medici solo i laureati in medicina -direi e meno male-, mentre noi impiegati non possiamo essere dirigenti… deh, incredibile no?b… e poi chiediamoci se davvero la colpa delle cose è del governo o se forse siamo noi italiani che stiamo andando in malora?

 

Borda, ci risiamo…

…a parlare di immigrati. La mia è una riflessione che suonerà trita e ritrita e che non vuole in alcun modo essere, o suonare razzista, tuttavia il tema è a rischio di subire accuse di razzismo in ogni caso, io sono stanco, per molte varie ragioni che, allo stato, cioè hic et nunc, non ci interessano, ne prendo atto e, invece di avvitarmi nei perchè e nei per come, continuo nell’argomento principale. ne ho già scritto in altre occasioni sul vecchio blog, nel corso del 2017 e del 2018. L’argomento si presta ad essere strumentalizzato da chi vuole ergersi a paladino degli immigrati e, quindi, taccerà tutti gli altri, me compreso ,di razzismo, quella  di essere razzista è un’accusa che, per quanto falsa e infondata, posso sopportare, quello che non sopporto più è il non avere più la libertà di passeggiare per le strade del mio Paese, l’Italia e della mia città Pistoia, con qualche moneta in tasca perchè vengo immediatamente fatto oggetto di richiesta dagli immigrati nullafacenti che passano la giornata ad accattare, insieme a vari italiani che, per ragioni le più diverse, voglio soldi non loro per fare non so cosa. L’accattonaggio non è reato e, quindi, non si possono perseguire per il fatto di chiedere, e, il dare, dovrebbe essere stabilito da ciascuno in base alle sue possibilità e inclinazioni. Invece siamo in una situazione che è il risultato dell’accoglienza “senza se e senza ma” propalata da una certa parte politica e supportata da una parte della chiesa cattolica che ha scelto di interpretare così le sacre scritture: dovete condividere tutto con gli altri, la proprietà è peccato e dovete spogliarvi dei vostri bene per aiutare gli altri. un obiettivo certo lodevole anche se non più in voga dai tempi di san francesco (circa 1200 se ricodo bene) e comunque non più attuale nella società odierna che, invece, si è mossa lungo l’asse altruismo-egoismo, attestandosi salsamente in prossimità di quest’ultimo valore, anche perchè nella società odierna, la cosiddetta “società dell’immagine” (come l’ha definita J sinclair) in cui conta solo ‘apparire e quindi ‘avere ben più dell’essere

Cv giornalismo

Sono-o almeno mi descrivo come giornalista, anche se da un po’ non scrivo su nessun giornale, dopo che il periodico online, non pagante e che richiedeva una quota di iscrizione ho deciso che può continuare con le quote associative dei millennials disperati di attenzione che, coi soldi dei genitori, possono fare ciò che voglio e l’associazione l’Ancora che promuove il periodico in questione, può continuare ad offrire la sua formula pay to write al prossimo, ma attenzione… al prossimo, non a me. Con me hanno chiuso, ho dato nel 2017 ed ora, appunto, ho già dato.

Comunque pubblico il mio CV da giornalista, sperando che serva a qualcosa, chi ritiene che stia sbagliando è pregato di ignorarmi e rivolgersi altrove, dopotutto la rete è immensa, se non gli piace stare qui.. vada dove vuole. Dopotutto tutti apportano gioia qui: chi quando arriva e chi quando se ne va.

CV

Carlo Amoretti-8/12/1971-Giornalista pubblicista iscritto all’ordine da novembre 2006, ‘tessera numero 118779’ho collaborato con vari mensili specializzati e di settore a partire dal 2001, ho una  Laurea in media e Giornalismo (scienze della comunicazione) rilasciata dall’università degli studi di Firenze — Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri, il 21 febbraio 2018 con votazione 104/110, attualmente sono iscritto al corso di Laurea Magistrale in Sociologia sempre presso l’università degli Studi di Firenze, contemporaneamente  sto frequentando un Master di primo livello in Giornalismo e comunicazione e Giornalismo a Roma, organizzato da Comunika , ho partecipato ai corsi online ed in presenza ed ho già accumulato il massimo di punti (75) previsti dal sistema di formazione continua (Sigef) per il triennio 2017-2019.

1994-1996 Radio Europa Montecatini 106,3MHz, Raccolta,elaborazione e lettura news per i Radiogiornali, resi obbligatori dalla legge 6 agosto 1990 n 223, cosiddetta “Legge mammì” oltre a conduzione vari programmi di musica e intrattenimento nel periodo 1993-1995 tra i quali A Night at the movies ed altri

2001-2015 redattore per il mensile Il Subacqueo, Editrice La Cuba Roma, redazionali per prodotti in prova

2001-2002 Redattore Capo della Rivista di Subacquea Tecnica MaxDepth Edita da Edizioni Vinco

2015 Redattore per Scubazone

2002-2016redattore per il mensile Sub editoriale Adventures srl, Milano- redazionali e prove attrezzatura

2001-2017 redattore Mondo Sommerso Editoriale Olimpia Firenze, due rubriche mensili, Calendario e Eventi e Fiere

2002-2009 redattore per N&A Mensile dell’emergenza, Pistoia: passaggio e riscrittura testi dei collaboratori esterni

2003-2006 redattore per il mensile AQva

2012-2015 collaboratore mensile Scubazone– Milano

2010-2011 Scrittura articoli per rivista Buceador, Spagna

2017 Redattore sezione Cultura del Periodico Italiano Daily

ALTRE ESPERIENZE

2009-2015 Webmaster e social media manager SCUBAPRO ITALY SRL, Casarza Ligure (GE)

LINGUE STRANIERE: INGLESE LIVELLO C1, FRANCESE LIVELLO B2

Job Title, Company Name; City, State — 2009–2017

Neque pecun modut est neque nonor et imper ned libidig met, consectetur adipiscing elit, sed ut labore et dolore magna aliquam is nostrud exercitation ullam mmodo , sagittis felis sodales, dolor sociis mauris, vel eu libero cras. Interdum at.

LINGUE STRANIEREJob Title, Company Name; City, State — 2006–2008

 

la sosta di sicurezza- pagina 4

Il rilevamento Doppler – Carlo Amoretti

Nell’articolo Haven e Doppler si parla dei rilevamenti eseguiti in occasione della recente immersione UTR sul relitto della superpetroliera di Arenzano, ma cos’è il Doppler?, come funziona?, perchè lo si usa? che rumore fa? cosa sono i “gradi Spencer”? questo articolo cerchèrà di rispondere in modo semplice a questi ed altri interrogativi.

Per gli esempi si fa uso di file sonori in formato RealAudio™ quindi se già non lo avete dovete procurarvi un riproduttore adatto.

L’effetto Doppler si riferisce a quel fenomeno che si verifica ogni volte in cui si ha una sorgente sonora in movimento rispetto all’osservatore (o viceversa). Quando la sorgente si avvicina il suono si fa più acuto mentre quando si allontana diviene più basso. Questo si verifica in quanto i fronti delle onde sonore emesse dalla sorgente (punto verde in figura) risultano ravvicinati dalla parte del senso di movimento (freccia) e distanziati dalla parte opposta, così per l’ascoltatore in posizione A il suono sembrerà avere una minore lunghezza d’onda ed una maggiore frequenza (più alto) mentre per un ascoltatore in posizione B il suono apparirà come con maggiore lunghezza d’onda e minore frequenza.

Potrà sembrare strano che questo fenomeno abbia qualcosa a che vedere con il monitoraggio delle bolle, in quanto queste si muovono nella circolazione ma non emettono onde sonore. Per poter sfruttare l’effetto Doppler si ricorre allora all’utilizzo degli ultrasuoni. I suoni appartenenti a questa fascia di frequenza (tra 20000 e 109 Hertz) presentano particolari caratteristiche che li rendono ideali per l’uso diagnostico; essi, infatti, sono altamente direzionali, facilemente focalizzati, hanno lunghezze d’onda corte che determinano una buona risoluzione per piccole strutture ed esibiscono una elevata riflessione in corrispondenza delle interfacce liquido/gas. Quest’ultima proprietà è quella che li rende ottimi per il rilevamento delle bolle, il cui limite esterno non è altro che un’interfaccia tra il gas contenuto nella bolla ed i liquidi biologici circostanti. Negli apparecchi doppler gli ultrasuoni vengono prodotti da un cristallo piezoelettrico di titanio, bario o piombo rivestito, il fascio di ultrasuoni prodotto si riflette sulle componenti particolate del sangue (globuli rossi e bianchi) e sulle eventuali bolle presenti, l’intensità del segnale riflesso è proporzionale alla frequenza del fascio incidente, inoltre entrano in gioco vari fattori come la velocità della cellula o bolla, le loro proprietà di riflessione e l’angolo tra il percorso della bolla o cellula e quello dell’onda. Come abbiamo appena visto le bolle rappresentanto una superficie con un indice di riflessione molto alto, e molto superiore rispetto a quello delle cellule del sangue. Di conseguenza quando le onde vengono riflesse dalla bolla si ottenfono dei segnali intensi ad alta frequenza, spesso denominati “pigolii”, evidentemente udibili sopra il rumore di fondo dovuto alla circolazione del sangue.

Spencer nel 1971 ha proposto una classificazione, presto adottata anche dagli altri ricercatori fino ad essere oggi un riferimento comune, che distingue la quantità di bolle in base al numero di pigolii udibili in correlazione con i cicli sistole/diastole. La classificazione di Spencer prevede quindi quattro diversi gradi che permettono di distinguere i rilevamenti, seguono le descrizioni dei quattro livelli, cliccando sul bottone a destra di ogni paragrafo è possibile ascoltare un campione di registrazione che esemplifica ciò che si sente durante il rilevamento Doppler. ATTENZIONE: dopo aver cliccato sul bottone play possono trascorrere da 5 a 15 secondi (a seconda della velocità di connessione) prima che si inizi a sentire il clip audio.

GRADO 0
Nessun segnale.

 

GRADO 1
Segnali singoli sporadici, la maggioranza dei cicli cardiaci ne è priva.

 

GRADO 2
Segnali singoli, multipli, o gruppi di segnali che interessano meno della metà dei cicli cardiaci durante un’osservazione di almeno un minuto.

 

GRADO 3
Segnali singoli o multipli avvertibili in ogni ciclo cardiaco.

 

GRADO 4
Segnali continui e intensi che arrivano a coprire i normali suoni cardiaci.

 

Nel campo della subacquea scientifica e commerciale, canadesi e giapponesi hanno sviluppato, negli anni settanta, dei protocolli di trattamento preventivo della MDD basati proprio sul grado Spencer di microbolle rilevato tramite doppler, li riportiamo esclusivamente a scopo informativo.

Grado Intervento
0 nessuna azione
1 o 2 somministrazione di ossigeno fino alla scomparsa del segnale, evitare di compiere nuove immersioni
da 3 a 5 somministrazione di ossigeno 100% o ricompressione in ossigeno a 2 ATA fino alla scomparsa del segnale, evitare di compiere nuove immersioni

L’uso delle rilevazioni doppler è anche uno dei cardini del progetto “Safe Dive” condotto dal DAN Europe, per maggiori informazioni visitate il sito.


Bibliografia:

Powell, Spencer, Von Ramm”Ultrasonic Surveillance of Decompression” in Bennet and Elliot “The Physiology and Medicine of Diving”
Cali-Corleo, Marroni, S. Bani “Research Field Operator Manual” – DAN Europe Research



il centro per l’impiego, parte due

Come ho raccontato in questo post, la mia esperienza al Centro per l’impiego non è stata esaltante e, si è rivelata tutt’altro che utile. Dal2015 in poi mi sono rimesso a studiare ed ho, infine, scritto e  discusso una tesi di laurea dal titolo “Bufale, Fake news e social media, tre elementi da non mescolare” ottenendo così una Laurea in Media e Giornalismo con la votazione di 104/110. il 21 febbraio 2018. Il 22 Febbraio alle 9 ero già in coda al Centro per l’impiego per comunicare il fatto che mi ero laureato e far rivalutare la mia situazione in merito all’obbligo formativo, credevo di essere a posto… no, se volete sapere come è andata, leggete il seguito:

 

il centro per l’impiego

il centro per l’impiego di Pistoia è vicino,  a circa 600 metri dalla porta del mio palazzo quindi quando nel 2015, 11 giugno per i più curiosi, sono stato licenziato dal mio lavoro presso Scubapro Italy srl, dopo 6 anni, mi sono rivolto al centro per l’impiego sperando di essere aiutato a trovare, appunto, un nuovo impiego in tempi, no dico rapidi, ma almeno ragionevoli. A tre anni da allora e dopo innumerevoli visite al Centro, devo dire che è una istituzione che è stata creata e viene mantenuta solo come centro di potere e di attuazione del voto di scambio, perchè, per ammissione degli stessi impiegati del centro, “di impieghi da assegnare non ce ne sono” e il loro unico obiettivo è fare da suplemento per tenere gli immigrati al caldo o, comunque, fuori dalla pioggia e far avere uno stipendio agli impiegati del centro stesso che, paracadutati lì grazie ad amicizie o parentele con politici provinciali regionali e comunali, usufruiscono di uno stipendio mensile senza, di fatto, fare nulla a favore di chi cerca lavoro e ripetono ossessivamente che “la provincia ci vuole far chiudere” e di “per favore firmate la nostra protesta sindacale”, quindi pubblica amministrzione che ha come unico fine quello di proteggere la propria esistenza e mungere lo stato di Risorse senza nemmeno pensare a dare lavoro perchè “sa, c’è la Crisi” ed altre scuse tipo “eh ma a noi ci fanno lavorare 6 ore al giorno e ci danno solo 1200 euro” come, di fronte a queste esternazioni, non provare pena per questi poveri dipendenti statali che fanno nulla ma riscuotono uno stipendio??. La prima volta che andai a cercare un impiego la mia intervista andò come segue:

Impiegato: “lei è laureato?

Io, non ancora

L’impiegato prende un foglio e scrive “Obbligo Formativo, non completato!” e mi da da firmare un a copia della dichiarzione di Immediata disponibilità all’impiego-indispensabile per poter richiedere la Naspi. Nei 3 anni successivi non vengo mai contattato, quindi ci torno io a chiedere se mi hanno trovato qualcosa. Risposte sempre del tipo: “guardi sul sito”, noi siamo impegnatissimi… a fare cosa di preciso?

chi sono

Presentarsi pare una cosa banale ma in realtà non è cosìsemplice riuscire a delineare la propria personalità riuscendo a mantenersi neutri e senza scadere nella vanagloria, cmq ci provo:

Sono nato a Firenze nel 1971 per la semplice ragione che l’Ospedale di Careggi era iquello dove lavorava lil medico di mia madre, quindi più per caso che per scelta, a quell’epoca i punti nascita non esistevano ancora e Careggi era il “grande ospedale” più vicino a Montecatini Terme, città dove è nata ed ha vissuto mia madre per i primi 80 anni della sua Vita. Amontecatini infatti ho trascorso i miei primi anni di vita, frequentato la scuola materna prima e , poi, le scuole elementari medie e i primi tre anni del Liceo Scientifico. Poi a causa di uno scontro duraturo con l’Insegnante di Letteratura, che non apprezzava che una raccolta di mie poesie fosse stata pubblicata come Premio di un concorso indetto da una Vanity Press nel 1984 e la cosa fecce tanto arrabbaiare la docente che si impegnò a farmi rimandare in quattro materie, le sue Lettere e Latino oltre a Matematica e Fisica che non ho mai amato in modo particolare e così la mia estate del 1987 fu trascorsa sui libri per rimediare agli esami di settembre ed iscrivermi al terzo anno di Liceo Scientifico nel 1988 alla fine di quell’anno la Docente riuscì nell’Intento e convinse abbastanza colleghi a bocciarmi tout-court così che, per sperare di avere un miglior esito mi spostai al Liceo Sperimentale Lorenzini di Pescia dove nel 1991 ottenni finalmente  il diploma di maturità Scientifica, nonostante fosse una ex-scuola Magistrale, oggi Liceo Psico Pedagogico. Una serie di ragioni mi spinsero, dopo la maturità ad iscrivermi al test di ingresso ala Facoltà di Medicina di Pisa dove mi classificai 320° ma fui ugualmente ammesso all’iscrizione poichè il numero chiuso era a 500 studenti e quindi vi rientravo, I docenti della scuola superiore mi avevano consigiliato di iscrivermi a materie umanistiche ma volli fare a modo mio e Scelsi medicina, dove non ebbi gran fortuna visto che la mia avversione, reciproca, per La Fisica e la Matematica mi fecero arrancare finchè, nel 2003 non decisi che avevo pagato tasse a sufficienza e , attirato dalla “modalità Fad” e influenzato dal fatto che ormai lavoravo come traduttore, o meglio come localizzatore di manuali, webmaster e sonsulente informatico per Scubapro cosa che mi dette anche l’occasione di scrivere prove-prodotto (redazionali in pratica) per alcune riviste di settore decisi di passare al Corso in Media e Giornalismo intitolato ad Adriano Olivetti, recentemente attivato presso la Scuola di Scienze Plitiche Cesare Alfieri dell’Università di Firenze. Durante il periodo 2003-2004 sostenni tutti gli esami arrivando a mancarmi solo tre  esami di (Filosofia del Linguaggio, Filosofia dell’Educazione e Storia Contemporanea)per La Laurea e continuando a Lavorare, aggiungendo nel frattempo anche una collaborazione con una Radio Privata (Radio Europa Montecatini, chiusa nei primi anni 2000 . Nel 1001 è deceduto mio Padre, Cardiopatico di Lungo Corso ed io nel 2002 ho aperto una Partita IVA in quanto le Riviste per le quali Scrivevo (SUB, IlSubacqueo, Mondo Sommerso, Aqva ed altre volevano Fattura e la Prestazione Occasionale non era più Sufficiente ai fini amministrativi. Nel 2009 Scubapro mi offrì di andare a Lavorare assunto in sostituzione di una dipendente in Maternità, poi venni confermato e trasferito al reparto Marketing dove ho curato il sito Internet Globale Scubapro.com fino al 2015 quando la Nuova Direttrice Marketing ha deciso di spostare la Gestione del sito negli Stati Uniti per dare lavoro al Suo ex-Marito ed ha fatto in modo che io fossi Licenziato. Ricordo che al tempo ero stato tentato di dare io le dimissioni in quanto l’ambiente di lavoro era divenuto sempre più stressante e “tossico” tanto che ad aver previsto il seguito avrei potuto adombrare il Mobbing. Nel 2015, complice il Jobs act e Parte della Riforma Fornero, è diventato facile licenziarmi senza spendere molto e così i sono trovato “a spasso” nell’arco di 10 giorni, dopo anni in cui avevo fatto di tutto, dall’accompagnare un Fotografo in giro per l’Europa e negli Usa, a curare una collezione museale di Prodotti in occasione del 50° anniversario della fondazione del Brand,  oltre a tenere numerosi seminari come docente ed aver fatto da collegamento tra gli uffici italiani dell’azienda, quello Francese e quelli Tedeschi, Svizzeri e perfino di Giappone ed Australia per la semplice ragione che ero, ingenuamente, disponibile e che sapevo parlare e scrivere, oltre ll’italiano, in Inglese e Francese, abilità che, altrettanto ingenuamente, mi avevano fatto iludere, nell’immnenza del licenziamento, che perso un lavoro ne avrei trovato un altro, purtroppo in questo ho peccato gravemente di ottimismo tant’è che a tre anni dal giugno 2015 sono ancora disoccupato Nonostante che nel frattempo abbia dato le due filosofie ed un altro esame che mi mancava ed abbia discusso una Tesi di argomento “Social Media, Bufale e Fake News” con la quale mi sono Laureatoil 21 Febbraio 2018 con votazione 104/110. Ho scelto di candidarmi per questo Master nella speranza che mi dia qualche opportunità di Lavoro nel settore del giornalismo, nel quale ho cercato inutilmente lavoro provando anche a scrivere per qualche giornale online, ma purtroppo tutte collaborazione con paga inesistente o troppo legata a cose aleatorie tipo “ti paghiamo se il tuo articolo viene letto Xmila volte con X comunque piuttosto elevato. Quello che era un altro mio lavoro la realizzazione di siti Internet è comparso all’apparire della Crisi Economica ed oggi chi vorrebbe un nuovo sito o lo fa da sè con una delle varie piattaforme economiche o gratuite oppure chiede una cosa tipo “il nuovo Facebook” senza voler investire niente o comunque,pochissimo, e volendo la garanzia che avrà immediatamente introiti milionari a breve termine. Sono membro dell’ordine dei Giornalisti, Lista Pubblicisti, da Novembre 2006 e cerco di ottemperare alla legge sulla formazione continua sia partecipando ai seminari odg che mediante i corsi online organizzati dall’ordine. Mi piace molto leggere ed ho interesse per la linguistica, cerco anche di scrivere perquanto possibile fuori da una realtà giornalistica. Ho partecipato ad uncorso di Scrittura creativa organizzato dalla biblioteca comunale di Pistoia ed al laboratorio di Scrittura organizzato da Unifi a inizio 2018. Per quanto riguarda altre attività oltre quelle delineate nel mio CV, sono istruttore subacqueo dal 2004 ed ho una certa esperienza di public speaking per quanto in forma amatoriale. Come detto ho lavorato in una Radio anche se più che di un lavoro parlerei di Volontariato ma ciò mi ha portato a leggere delle news in onda rielaborando minimamente i testi di Televideo che erano tutto quello che avevamo come agenzia fonte giornalistica.

Vorrei essere valutato per un’iscrizione agevolta

Carlo Amoretti