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Un immigrato fa l’elemosinainvece di chiederla… sì, è tutto vero

Pistoia, 28 novembre 2018, questa è davvero una notizia, da cui la formula con la quale ho iniziato. E’ un fatto di cui sono stato testimone diretto non più di mezz’ora fa. In negozio c’era un disgraziato sfortunato che di solito trovo in giro ad elemosinare soldi dai passanti e con il quale ho, nel tempo, fatto amicizia, lo chiameremo Pino per celare il suo vero nome. Dopo un po’ entra un Vu Cumprà che offre la sua mercanzia, gli dico non mi interessa e lui si rivolge a Pino che, improbabilmente gli chiede se ha un euro o due, e qui il fatto.
Il Vu Cumprà tira fuori qualche moneta e gliela dona. Così, con semplicità, voglio prendere questo come spunto di speranza invece che come avvio di un articolo potenzialmente tacciabile di Razzismo e come modo di guardare il mondo come un posto dove forse ci possiamo davvero aiutare tra umani invece dell’Homo Homini Lupus di Hobbes, il filosofo che predicava la guerra d tutti contro tutti.Non rinuncio tuttavia a metterci un po’ di sale in chiusura, è evidente, credo che dipende dall’etnia, il Vu Cumprà era Senegalese e quindi forse per cultura meno predatore dei Nigeriani, non ho dati per supportare questa mia che, pertanto, resta una ipotesi

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Va bene essere poveri, ma così si esagera (vaccino antiinfluenzale)

Ua wro giovane, con una salute accettabile e una speranza di una vita migliore, squattrinato, come spesso, per non dire sempre, e poi? poi il tempo è passato. E con sé ha portato via la mia gioventù, il mio lavoro e la mia salute. Nel 2015 ho avuto un episodio di scompenso Cardiaco, non fatale-purtroppo ma neanche sufficiente per una pensione di invalidità, quindi, insieme alla perdita del lavoro mi ha ridotto a questa condizione di non-vita, perché che vita è quella in cui non puoi permetterti nulla, neanche una influenza e sei condannato a cominciare la giornata con delle pasticche, solo per arrivare all’ora del pranzo per ingurgitarne altre e passare le ore in mezzo a evitare i mendicanti che mi fermano per strada e mi chiedono delle monete, che non ho da dargli. Il mio medico curante ha stabilito che, vista la cardiopatia, no posso permettermi di prendere l’influenza e quindi vengo vaccinato ogni anno cosa che a parte l’istante di dolore dell’ago che buca la pelle non mi dispiace perché credo nell’idea di vaccino e ringrazio Jenner che lo ha inventato alla fine del settecento, per i dettagli c’è wikipedia con la stessa convinzione con cui provo ribrezzo di fronte ai cosiddetti ”no vax” che mettono a rischio la salute dei propri figli per seguire un fenomeno di moda, disprezzabile ne più ne meno del credere alle scie chimiche. Pensavo però che, per quanto povero potessi essere, avrei sempre potuto permettermi una influenza, il medico ha detto che non posso permettermela e quindi… mi lasco vaccinare, in spregio ai no vax e alle loro ubbie. Se chi legge è un antivaccinista che dire se non sospirare e pensare che c’è chi ha problemi più grossi dei miei? Vaccini sì, ora e sempre, forza vaccino. A proposito i vaccini si chiamano così perché il primo, quello inventato da Jenner fu appunto un vaccino usato per prevenire l’insorgenza dello smallpox o Vaiolo delle Vacche, Variolae Vaccinae, quindi ad essere rigorosi filologi, forse invece che vaccini andrebbero chiamati mucchini, almeno dai sensibili e politically correct, quei pusillanimi nella mia opinione che non chiamano le cose con il loro nome, cioè quelli che non accettano che le cose si chiamino con il loro nome, per cui un disoccupato va chiamato privo di lavoro, un cieco ipovedente o, al massimo, privo di vista e tanti altri salamelecchi linguistici che impediscono di chiamare un negro, negro e si rifugiano in cose tipo, di colore, diversamente bianco o ai vari operatore ecologico al posto di netturbino ecc. ecc.

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