Libri e social media

Questa mia , sarà una riflessione dettata da nulla in particolare ma, ripensando a Fahrenheit 41, il libro di Ray Bradbury del 1966 e al fatto che in Italia si legge pochissimo e che, anche i giornali, che erano l’ultimo bastione dei lettori, sono sempre meno letti e sempre meno acquistati perchè per molti il principale canale di informazione sono ormai i social media e le notizie importanti per ciascuno gli arrivano da Facebook e da Twitter prima, in senso cronologico e , ‘meglio’ grazie alla validazione degli altri utenti dei social,Per inciso, prima non è sempre meglio, spesso è solo prima. Comunque la riflessione consisteva sul fatto che, i Social sono stati sicuramente una rivoluzione, ma anche che tutte le rivoluzioni dell’umanità, intesa come società degli esseri umani piuttosto che come qualità di alcuni umani specifici; tutte le rivoluzioni sono nate, come , del resto le invenzioni, quando e dove c’erano le condizioni culturali e ambientali che consentivano loro di verificarsi. La Rivoluzione industriale è iniziata nel 1700 in inghilterra, perchè qui si erano create le precondizioni necessarie a farla iniziare: la macchina a vapore, l’industria mineraria e la tessitura meccanizzata. anche i giornali di cui sopra ed il giornalismo in genere è nato nello stesso periodo nelle Coffee house di Londra [Thompson], anche lì c’erano le precondizioni: gente che si ritrovava per parlare di notizie, e scambiarsi informazioni, e c’era la nascente rivoluzione industriale, un servizio postale per diffondere i giornali eccetera. Appurato questo, quali erano le precondizioni per la nascita dei social media, ad esempio facebook, intorno al 2007? è chiaro che, visto il successivo successo (allitterazione) le condizioni c’erano, ma al momento non so elencarle al di là di un generico clima di innovatività e imprenditorialità Californiana e americana in generale ma credo che questo sia un campo sul quale potranno misurarsi gli storici della comunicazione.

xv