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Autismo moda o epidemia?

Ls dindrome dello spettro autistico sembra essere in crescita negli ultimi anni, tuttavia non si può propriamente parlare di epidemia, in quanto questo termine a rigore va riservato alle entità nosologiche sostenute da batteri o altri organismi infettivi mentre le sindromi dello spettro autistico sono state descritte per la prima volta da Blauer agli inizi del secolo scorso, il XX e sembrano essere più diffuse nel XXI° o, quantomeno, potrebbe sembrare che se ne manifestino più casi per le ragioni più varie, metodi diagnostici più sensibili ed accurati nella rilevazione, maggiore diffusione effettiva o maggiore attenzione dei media a riportare le notizie che riguardano questo tipo di situazioni di disagio, al momento non mi spingerei a chiamarle manifestazioni di malattia, ma per i media potrebbe trattarsi di una semplice rimodulazione dell’agenda dei media in favore di temi di interesse comune oppure, semplicemente, di una bolla statistica. Siccome mi piace cantare fuori dal coro, mi piace anche fare ipotesi alternative e, quindi, ritenendo pur possibile una effettiva maggiore incidenza dei casi di autismo, dovuta per esempio, al fatto che l’età media dei genitori è cresciuta insieme all’età media della popolazione e, quindi, potrebbe essere vera l’ipotesi che l’autismo abbia una qualche base genetica, pur non essendo dimostrata una cmponente ereditaria, e quindi che ovuli e spermatozoi di genitori più anziani possano contenere dna meno fresco e quindi più portato a favoire una progenie geneticamente meno sana, ma questa non è una mia ipotesi ma semplicemente un mio ragionamento.
Definiamo l”autismo”: si tratta di un disordine dello” dello sviluppo neurologico ad eti-patogenesi fondamentalmente sconosciuta, ma sicuramente multifattoriale, dove concorrono contemporaneamente fattori genetici e fattori ambientali. Fu Kanner, nel 1943, ad adottare ufficialmente il termine di
autismo, anche se in realtà, il primo ad utilizzarlo fu Bleuler nel 1908. Attualmente è una malattia quasi classificabile come rara, con un bambino affetto ogni centocinquanta nascite, inoltre ci tengo a ribadire che l’autismo NON E’ assolutamente da mettere in relazione con i vaccini, al di là del fatto che viene diagnosticato spesso in età coincidenti con le vaccinazioni, ma una delle vogliono che il proprio figlio abbia una diagnosi di autismo per poter beneficiare delle agevolazioni della legge centoquattro, in italia che vogesso di casualità non comporta mai un nesso di causalità, per queste cose post hoc, ergo propter hoc, non vale assolutamente niente, per l’autismo in particolare, ho ragioni ed esperienze personali, non scientifiche per ritenere che ci sia, nella sovradiagnosi, non una incapacità dei medici e dei neuropsicologi, quanto una mancanza di fermezza di fronte alle richieste dei genitori, alcuni perché, soprattutto le madri, sperano di beneficiare della legge 104 e, quindi, di stare a casa invece di andare a lavorare, e stare a casa ed essere pagati lo stesso, in italia, piacerebbe a moltissimi. D’altra parte anche la difficoltà dei sanitari di dire ai genitori, siete due idioti e speravate che vi nascesse un genio?? obiettivamente difficile per quanto veritiero, data la quantità di diversamente intelligenti, per usare un eufemismo, che c’è in giro. Credo che un altro fattore determinante sia che tante mamme, molte delle quali hanno voluto un figlio soprattutto perchè le loro amiche ne avevano uno e si sentivano poco protagoniste e, cosa gravissima, impossibilitate ad essere protagoniste di post da mamme pancine e simili idiozie e, per ragioni analoghe, voglio che anche il loro bambino o bambina, possa essere definito/a autistico o affetto da disordini appartenenti allo spettro dell’autismo, per invidia sociale. Forse è una mia percezione errata, ma credo che questa componente sia in larga parte dietro l’aumento delle diagnosi insieme alla diffusione dei servizi di neuropsichiatria infantile, i cui operatori, d’altro canto, devono pur vivere e quindi, spingeranno in favore di una diagnosi di una affezione, sulla quel sono proprio loro deputati a intervenire. ribadisco, ancora una volta, che non sono stati dimostrati legami tra i vaccini e l’autismo, nonostante le false ricerche ed i risultati contraffatti del medico inglese andrew wakefield, poi radiato dall’albo dei medici proprio a causa della trffa tramite la quale sostenva che ci fosse un rapporto tra vaccino del morbillo ed autismo. Cosa credibile solo dalle masse, spaventosamene ignoranti, di questo nuovo medioevo nel quale la crescita dell’ignoranza, l’antiscientismo e l’incultura diffuse, ci stanno ricacciando.

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47 anni, tempo di bilanci?

il titolo fa già da introduzione, anzi da lead dell’articolo… nel2018 avevo 46 anni, dal 8 dicembre ne ho 47, e dirò 47 fino all’8dicembre 2019, solo dopo mi rassegnerò a dire 48, farò lo stesso nel 2020 coi 49 e mi rassegnerò ai 50 solo dopo l’8 dicembre 2021, quando li avrò compiuti. e con ciò che voglio dire? soltanto che invecchiare è una fortuna non concessa a tutti e di questo mi rallegro. Ovvio che in una società come l’attuale in cui, sui social, il sistema per avere like è condividere post di altri, meme ed altro contenuto trito, o indignarsi di cose delle quali si indignano anch’egli altri, che poi è simile a condividere l’ovvio, come dice Maurizio Crozza quando recita il suo Beppe Severgnini e parafrasando i Beatles “all you need is l’ovvio” che appunto richiama/ricalca “all you need is love” anche se ci sono differenze che vanno ben oltre il semplice aspetto ortografico. 47 anni sprecati a fare cosa? a vivere, a trascinarsi avanti tra i marosi della vita, e senza neanche avere in cambio una laurea da quella università della vita che sembra tanto diffusa come alma mater nei profili social, ma tant’è e non me ne voglio lamentare, questo nuovo secolo, il XXI° troverà una sua spiegazione che però sfuggirà ai tanti che pensano che fabio volo sia un letterato o, ancor peggio, un filosofo

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