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Io leggo, dunque sono

Parafrasando Descartes lego ergo sum calco palese di cogito ergo sum, ma in realtà è proprio quello che voglio fare, copiare non tanto cartesio, o rené descartes, per citarlo per nome e cognome in francese, quanto per copiare, in quanto lo condivido appieno, il suo pensiero dietro quella frase, appunto cogito ergo sum o, in italiano, nel caso i vostri ricordi di latino siano più opaci dei miei, cosa di cui dubito, penso, dunque sono. Infatti, penso che io cesserò, voce del verbo cessare, per chi avesse oscuri ricordi anche di grammatica italiana, cosa di persè grave, ma certo non sorprendente visto il livello grave di analfabetismo che colpisce questo paese, tra anafabetismo primario o illetteratismo, fortunatamente molto ridotto rispetto ad un secolo fa, ma le cupe forze dell’ignoranza, sono costantemente rinforzate dal supporto dell’analfabetismo di ritorno, cioè quello di chi, per l’appunto, ha dimenticato quello che sapeva e, forse peggio, dell’analfabetismo funzionale, che va a braccetto con l’ignoranza in un Paese, come l’italia, che non ha mai letto molto ed oggi legge, se possibile, ancora meno del solito e, poi, sarebbe opportuno, forse, interrogarsi, e certo qualcuno, più competente di me, lo ha fatto, ma io non lo so ed ora, alle diciassette di martedì cinque febbraio non ho voglia di andare a cercare su google i dati pertinenti, eh lo so, sono una brutta persona, sempre stato, continuerò così, io faccio quel che posso e come posso, per il resto ci siete voi, o miei splendidi lettori, che siete quasi perfetti e sebbene potreste essere di più, il mondo è già pieno di bella gente, al punto che non c’è bisogno che mi dia da fare anche io ad essere una bella persona, anzi, nella mia bruttezza, ci sguazzo e fanculo, termine inventato dai doppiatori italiani per essere compatibile con il labiale dell’americano, inglese, fuck off, piccolo fattoide, che non sposta minimamente la cosa in sé ma, magari un qualche lettore, lo trova ed avrà imparato una inezia in più ma, d’altronde la cultura è fatta, anche, di fattoidi come questi. sic transit gloria mundi, perchè oggi mi andava di usare un minimo di latino, sopportatemi, se potete, oppure andate altrove, il web è grande… tre puntini di sospensione, perchè? perchè sì, se ne usano tre, non cinque o dieci o millemila come è di moda fare. Leggo dunque sono, perchè nel leggere, il cervello rimane attivo e si fornisce quello che in inglese si chiama food for thought, cioè cibo per il pensiero, cioè combustibile con il quale, con cui, alimentare la costruzione di nuove idee, e la raffinazione di idee preesistenti. Leggere allunga la vita, lo dimostra uno studio dell’università del nord del nord, che lo ha effettuato perchè… perchè volevano o dovevano studiare qualcosa e pubblicarlo e poi, perchè fa fico, cool, sttudiare cose a caso e poi pubblicarle sui social, altrimenti non si spiega perchè nascano gli studi che, sui social, dimostrano che chi beve molto è più furbo, chi dorme poco è più riposato, chi è cornuto è più intelligente e tanti altri studiarelli consolatori, più spesso autoconsolatori per gente che, in mancanza di un libro, di trova con solo un cellulare a fargli compagnia e, dopo, qualche ora, è stanco di rileggere gli stessi post su twitter e su facebook si è già fatto i cazzi suoi e quelli degli altri due miliardi di utenti e si trova solo con se stesso, condizione veramente terribile visto che, al giorno d’oggi, piuttosto che rimanere soli con la propria coscienza, la gente va a stordirsi nei disco pub, leggere salva la vita

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I giovani d’oggi

Quanto spesso avete sentito un anziano, lo scrivente ha 47 anni e -nell’Italia di oggi, quella di “garanzia giovani”- lo sono, dire “i giovani d’oggi… proseguendo la giaculatoria con l’elenco dei soprusi commessi dai giovani, a partire da non hanno rispetto per gli anziani si interessano solo di…e poi qualcosa che interesserebbe a lui ma che non può più fare. Credo che forse sarebbe opportuno fare la considerazione che “i giovani d’oggi ” sono i bambini di ieri o di poco prima ” che sono stati educati, se l’oggi é il 2019, negli anni ’80 e ’90, figli di quegli anni ’70 che avevano seguito il fermento degli ’60 e del 1968 in particolare e quindi l’educazione era in corso di rimodellamento secondo le mode della pedagogia di allora, influenzata dalla scuola di barbiana di don Milani e della temperie culturale del tempo. Quindi una scuola dalla quale rimuovere gli insegnanti “caratteriali” e autoritari perchè se, non sia mai, avessero bocciato il loro pargolo, gli avrebbero potuto causare, inenarrabili traumi psichici che ne avrebbero inficiato lo sviluppo mentale.
Ed altr boiate di tale risma da lasciare interdetti al realizzare quanto fossero e siano assurde, se avessi appreso quanto ho letto, non studiato, all’esame di filosofia dell’educazione, forse oggi saprei scrivere qualcosa di sesnato sul valore pedagogico dell’educazione e sulla razionalità della bocciatura, sull’importanza del voto etc. etc… ma io quell’esame l’ho passato con un 26, voto scarso e non in linea con la mia media esami che, in quindici anni ha sempre oscillato intorno al 28,27 r altre cifre non significative e, in questa sede, poco rilevanti, quindi non saprò che scrivere in merito alla bocciatura, ai traumi che causa eal suo maggiore o minore valore educativo. Posso dirvi invece, del disvalore del vedere altri compagni passati perchè “i genitori hanno divorziato” “viene da una famiglia difficile” ed altre scuse consolatorie, in questi casi mi viene sempre in mente quello che scriveva il compianto tom Clancy, credo in without remorse, del 1993, a proposito dei furti commessi da criminali con background disagiato e/o tossicodipendenti: “mi hai spaccato il finestrino della macchina per rubarmi l’autoradio per comprarti una dose, poverino” ma se ti prendo ti metto in carcere comunque, sei drogato, ma quello è un problema tuo, rubare l’autoradio dalla mia macchina, invece, è un problema mio…e se posso ti meno, fregandomene del tuo disagio sociale

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