C’era una volta il militare4 min read

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La leva Militare, in Italia è stata eliminata con la legge 226 del 2004, a compimento di un percorso legislativo che, a tappe, era andato avanti fin dal 1999, con varie iterazioni ma tutte ispirate da una resistenza presente nella popolazione fin dall’istituzione del servizio militare obbligatorio nel 1861 ovverosia ben 144 anni prima, io, personalmente ricordo quando “il militare” era lo spauracchio agitato da Genitori e insegnanti per incitare gli studenti svogliati, “Presente!” ad impegnarsi nello studio e il terrore, vero eproprio, nell’attesa delle celeberrime e temute “cartoline” e al fiorire di leggende metropolitane sull’argomento, a testimoniare come il partire militare fosse vissuto come un obbligo mal digerito da partenti e famiglie, credo con diverse connotazioni a seconda della provenienza geografica di ciascuno, i giovani delle famiglie benestanti del nord lo vedevano come unultimo ostacoloda superareprima di entrare in possesso dell’azienda di famiglia, mentre per i giovani di famiglie meno benestanti, per lo più del sud e delle isole, veniva visto come l’opportunità di vivere un anno all’estero e di scoprire nuove occasioni, sociali e di vita, che scarseggiavano nel territorio di origine, anche questi spostamenti forzati alimentavano il mulino dei miti attorno a questo anno, diverso, e forse ormativo e forse istruttivo che, ad ogni modo, arrivava intorno al momento di un’altra soglia mitologica da attraversare: il raggiungimento della maggiore età, con i suoi annessi: patente, diritto al voto etc. etc.un periodo quindi già di per sè ricco di unuove esperienze e ipso facto ans”’iogeno. PArtiva quindi la corsa alla “raccomandazione” per farsi destinare vicino a casa, per chi poteva farlo, al momento della cancelazione dell’obbligo, di cui ricorrono quasi i 15 anni, decisamente l’idea di servizio militare obbligatorio era ormai anacronistica, dopotutto la Costruzione dell’Europa aveva già offerto il suo dono più bello e importante: la scomparsa delle guerre combattute dal continente, e non è che nei secoli precedenti ce ne fossero state poche, a partire dal medioevo, con le varie guerre di successione e dei trent’anni o dei cent’anni, diguerre ce ne erano state, senza menzionare le varie guerre locali di indipendenza, tra le quali quelle italiane del risorgimento, senza farsi mancare qualche rivoluzione qua e là tra il ‘700 e l’800 r45il continente europeo di campi di battaglia ne aveva già visti numerosi, così come c’era stato un abbondantissimo sversamento di sangue, da waterloo in poi, fino alla tragedia “vicina” essendo ricorso da poco più di un anno il primo centenario, della 1a guerra mondiale, e poi la seconda, conflitti che avevano portato, forse per la prima volta, la guerra ad essere non più una cosa di soldati e famiglie nobili, bensì un elemento concreto e dannoso per le famiglie, le abitazioni e la vita quotidiana di chi ha avuto la sfortuna di vivervi, anzi sopravvivervi in mezzo, poi il ‘900con le sue follie ideologiche, come il fascismo da noi, il comuniscmo poco più a oriente ed il nazismo a nord delle alpi, tutte ideologie che, prima e per creare l’uomo nuovo, idealizzato si sono certo nella pratica, date da fare a distruggere un bel po’ di esemplati dell’uomo vecchio, le stime parlano, per la prima guerra modniale di un numero tra i 15 ed i 17 milioni di morti, considerando la popolazione attuale del nostro Paese, si tratta di quasi un quarto della popolazione, non proprio inezie e comunque un quasi 4% della popolazione italiana di allora,per chi volesse divertirsi con i numeri rimando a wikipedia per i dati.
Rimanendo in tema sommiamoci anche gli oltre 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale e si arriva ad un enorme tributo di vite, e a quel punto in effetti a fine del 20° secolo nessuno pensava che ci potessero essere più guerre e quindi non serviva più un esercito tanto numeroso e quindi il servizio militare obbligatorio era davvero anacronistico e superato, quindi il 2004 ha rappresentato davvero una liberazione, sia dallo stress per ragazzi e per le loro famiglie che per il sistema-Paese, liberazione forse eccessiva, perchè da un lato l’elemento coercitivo e la voglia di rimandare LA PARTENZAfaceva Sì CHE QUALCUNO SI Impegnasse maggiormente nello studio, cosa poi cessata, ma anche la struttura e l’educazione alla disciplina facevano bene ed erano educative e formative, ed oggi paghiamo anche quella scomparsa, anche se la situazione attuale dell’Italia discende da danni accumulati nel tempo, un po’ come l’invecchiamento ed alcune malattia che non sono causate tanto da uno stravizio o da una brutta abitudine occasionale, quanto dall’accumulo per anni di danni, lo smantellamento dela scuola, ad esempio, ben più di una singola riforma legata a questo o a quel governo specifico, che ci ha portato alla attuale situazione di analfabetismo funzionale diffuso Ovviamente non ci penso nemmeno ad identificare in una singola causa tutti i problemi ma, siamo in un mondo nuovo

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Compagnia di lagunari nel 1990
Il servizio militare di leva in Italia (formalmente, coscrizione obbligatoria di una classe, popolarmente naja) indica, in Italia, il servizio militare obbligatorio.

Istituito nello stato unitario italiano con la nascita del Regno d’Italia e confermato con la nascita della Repubblica italiana, è stato in regime operativo dal 1861 al 2004, per 144 anni. L’obbligatorietà del servizio, prevista dalla costituzione della Repubblica Italiana, è ordinariamente inattiva dal 1º gennaio 2005, come stabilito dalla legge 23 agosto 2004, n. 226.

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