Un Paese di Pensionati e un Paese per pensionati4 min read

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Siamo un paese la cui ossessione é l’odio e l’unica prospettiva é il riposo eterno, nel senso di permanente, dell’annullarsi nel disfacimento del corpo e della mente, in altre parole, forse più brusche e dirette ma meno ambigue e più comprensibili:

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la morte. Infatti questo nuovo mondo, al quale non siamo ancora abituati, impone differenti dinamiche rispetto a quelle tramandate da una tradizione decennale e forse pluridecennale: il mitologico, anzi mitico, in modo più preciso e più proprio, nonostante la tendenza recente a invertire i due termini, comunque il mitico ”italiano medio’ figura che, come tutte quelle appartenenti al mito e all’epica, non esiste nella realtà al di fuori di quello che ci racconta la TV, comunque un italiano qualunque diciamo, ecco autobiografica mente, un italiano tra i venti, magari, ed i cinquanta anni, fin troppo vicini per il sottoscritto, sigh, sogna di trovare un lavoro, a tempo indeterminato, il famoso e celeberrimo posto-fisso, che in realtà andrebbe letto come stipendio fisso che lo sollevi dall’incertezza del domani e gli consenta un passaggio salvo e sicuro, direi un traghettamento, verso l’altro sogno dell’italiano, cioè la pensione, illusione di un periodo della vita, libero da affanni ed obblighi e simile, nella loro mente, alla condizione degli dei dell’olimpo, stessa etimologia degli olimpionici, ma totalmente diverso significato, cioè una situazione in cui si ozia, senza preoccupazioni per il mettere insieme il pranzo con la cena, per tacere della colazione e della merenda, toh una preterizione gratuita e offerta in omaggio, enjoy, la politica, non quella dei cialtroni ed improvvisati del duemiladiciannove ma quella dell’ultimo secolo, ci ha insistito nel far credere possibile questo sogno, non solo la pensione ma anche il lavoro ‘per la vita’ perché era ed è un veicolo perfetto per il meccanismo del voto di cambio, purtroppo, come i miti inventati dall’uomo, è una cosa totalmente basata su premesse fantastiche, e fantasiose, che non trovano corrispondenza nella realtà ma, di nuovo, funziona per il voto di scambio, sistema per collaudato per conservare il potere e la poltrona; e così si è creato, nei decenni, un sistema che ha disincentivato l’etica del lavoro, nel privato e massime nel pubblico per incentivare solo il fare il minimo, evitare ogni responsabilità… ricetta certa per una situazione di non decisione continua che porta ad un sicuro e solido impantanamento nella palude della medietà, e poi porta a lla situazione attuale di favorimento dei pensionati e di chi ha un capitale per merito o per fortuna, ad esempio i padri hanno comprato proprietà immobiliari ed i figli oggi ne possono usufruire, complice un andamento che dagli anni cinquanta del secolo scorso, si è abituata a far credere agli italiani che la casa dei genitori arriverà in eredità a babbo morto, letteralmente, e potrà essere goduta dai figli con la propria famiglia o per avere una rendita addizionale affittandola, questo ha prodotto una costruzione mentale che dice: la casa è un bene, non si può comprare perchè i prezzi sono alti e non si può vendere perché la casa dei genitori, costruita con fatica, degli avi, anzi ‘VITA’ PER USARE IL TERMINE PIù APPROPRIATO deve essere venduta solo ad altissimo prezzo, che la mette fuori mercato di qualcuno che non abbia un lavoro strapagato, e con il, al solito, mitico, contratto a tempo indeterminato, bello certo, lo avevo anche io finchè, ormai quattro anni fa, non è giunto al termine improvvisamente con una semplice frase ‘non entriamo nel contraddittorio e consideriamo il contratto terminato a far data da ora, nella mia testa identico al licenziamento in tronco, con per altro, un indennizzo per mancato preavviso veramente risicato e minimo. e poi ci chiediamo perchè il paese è ingessato e vincono le forze politiche conservatrici, ha ragione Oscar Giannino a dire che questo è un paese per vecchi rentiers… In fin dei conti, l’Istat ha certificato ad ottobre duemiladiciotto che i sessantenni sono ormai più dei trentenni e la Politica si adatta e quindi rende e renderà l’Italia un Paese sempre più per Vecchi, come la pubblicità in TV ormai è orientata non più alle merendine e ai prodotti da colazione, ma ai pannoloni e ai prodotti per vecchi prostatitici e vecchie incontinenti, per non parlare delle poltrone relax, dei letti super comodi ed altri prodotti trasparenti nel loro essere targettizzati ad una fascia demografica ben precisa, quella dei nati tra il 1930 ed il 1950

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