Panopticon social2 min read

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Il Panopticon ce lo siamo tirato addosso da soli e, quanto pare a vedere i numeri ed anche a vedere la gente in giro appesa ai propri social come se fornissero aria da respirare, ci troviamo pure bene. Il Panocticon è un Carcere ideale, per fortuna rimasto nella mente di Jeremy Bentham, filosofo inglese del seicento che lo ideò sul finire del XVII° secolo , un carcere nel quale i detenuti sarebbero stati costantemente sotto gli occhi dei secondini, senza che i detenuti possano rendersi conto di essere osservati in ogni momento oppure se in quel momento non lo sono affatto, al di là dei meriti certo sarebbe conveniente per uno Stato in quanto consentirebbe di gestire Le Carceri con pochi agenti di Polizia, si presume, così ottenendo dei bei risparmi, ma sicuramente inviso ai carcerati e, di Certo ad Amnesty ed altre organizzazioni simili in quanto i detenuti, oltre ad essere privati della libertà, sarebbero anche privati del diritto alla privacy. Perchè abbino l’idea del Panopticon ale reti sociali? perchè, per quanto la libertà di movimento dei cittadini che partecipano delle reti sociali, pensiamo a facebook siano immutati e quindi, in teoria, i cittadini possano sentirsi liberi, in realtà sono osservati non da pochi carcerieri ma,potenzialmente, dall’universo mondo o, sempre in potenza, quantomeno da quei due miliardi di persone che sono utenti di facebook, e, per di più, il sottoporso a questo regime, non scriverò carcerario per non invischiarmi in una discussione futile coi soliti hater, ma comunque, la partecipazione ai social è volontaria, legale e noessuno è obbligato a nulla ma, leviamoci la maschera: nessuno si sottrae alla volontà di condividere, credo per una forma di narcisismo estrema che spinge tutti a rappresentarsi come migliori di quanto non siano nella realtà e, anzi, a prendersela a morte quando qualcuno gli fa notare questa ipocrisia… Quindi nei social ci si rinchiude come in un panopticon personale e autocreato nel quale, evidentemente le carezze al proprio ego superano le perdite d privacy che, alla fine dei conti, è un diritto del quale non importa a nessuno, eccetto che ai produttori di carta, e forse di penne, visto che ormai in italia qualsiasi cosa richiede almeno una, quando non tre, firme per rinunciare al diritto dei privacy o per accettare il trattamento dei propri dati o simili, rinunce, ed un diritto non esercitato di solito va presto perso, sui social non aggiungo altro anche perchè la loro pervasività è evidente a tutti, così come il fatto che, ormai abbiano soppiantato la lettura dei quotidiani e, insieme all’ignoranza che pervade la popolazione italiana, sia terreno fertile per idee e più strampalate, vedasi la cretinata del movimento cinque stelle in cui branchi di burini supportano branchi di profittatori politici che ne sono stati eletti solo per ignoranza ed incapacità di vedere a tre passi da sè e, più che altro come sfogo della rabbia sociale che insieme all’invidia è ormai un valore fondante del Paese

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