Maestro diFoligno3 min read

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Le Cronache, sempre più spesso usate come armi di distrazione di massa dalla politica che vuole distrarre i cittadini dai problemi reali, un po’ come, già dai tempi dell’antica roma si faceva con il sistema di panem et circenses, si sono rapidamente riempite della vicenda dell’insegnante elementare di Foligno che avrebbe messo in castigo, o dietro la lavagna un bambino di colore perchè brutto, obiettivamente la vicenda è condannabile non per gli aspetti di supposto razzismo, che, da come viene raccontata la cosa

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, ci sarebbero se avesse detto “vai là dietro perchè sei negro” mentre “perchè sei brutto” secondo me non ravviserebbe alcun elemento di razzismo, specialmente perchè l’essere negro, anzi di colore per dirlo col linguaggio della correttezza polica, è una condizione obiettiva, e “negro” è un termine descrittivo, un cane nero è uncane nero ma non viene distinto, tramite il colore, da altri cani, è e rimane un canide uguale ai suoi fratelli, così come un uomo nero, rimane un uomo, cioè la razza è la stessa,ma ormai il clima è talmente carico che qualunque scusa è buona per accusare l’avversario di razzismo, o di fascismo, senza che esista il concetto di razza, in quanto la genetica ha dimostrato che non ci sono di fatto le differenze, tra un uomo bianco ed un uomo nero che, invece ci sono tra un cane ed un gatto, a prescindere dal colore, quelle sono, di fatto, razze diverse, ma pretendere che queste distinzioni, scientifiche, vengano percepite dalla massa ignorante è pretndere decisamente troppo, in un clima politico che è sempre di più caricato da pulsioni che rendono la competizione sempre più basata sul tifo da stadio, come a dire che dal 1948 ad oggi non è cambiato molto, e se Guareschi, allora, diceva agli elettori “Dio ti Vede” nel segreto dell’urna elettorale, ma Stalin no, per invogliarli a votare per la Democrazia Cristiana invece dei comunisti, facendo appello alla coscienza con uno spunto propagandistico decisamente geniale.
Tornando alla vicenda, rilevo che nessuno si è posto una domanda chiave, nemmeno qualcuno dei miei colleghi giornalisti e, sicuramente nessuno nella massa urlante dei social che hanno rilanciato la vicenda commentando ognuno con le sue inclinazioni, un po’ come in una feeding frenzy di squali, ma il bambino non è che sia obiettivamente brutto? domanda che, secondo e, andava posta prima di tutto, come verifica della vicenda, invece si è preferita, in automatica la lettura razzista, la più immediata e la più banale, interpretare il tutto come semplice razzismo da parte dell’insegnante, il clima circostante credo che sia responsabile dell’avvenuto perchè il continuo calare delle copie dei giornali vendute, il bisogno disperato di ottenere più click alle edizioni online ha creato una situazione in cui tutto viene estremizzato e tutto viene volto in modo da rendere più golosa la notizia, così la parola bambino, solletica immediatamente l’interesse di genitori e nonni, che sono sempre di più i secondi,, in questa italia che è sempre più un Paese per Vecchi, nelquale i bambini non si fanno più ma, quelli che nascono, vengono immediatamente considerati il centro dell’universo dai suoi parenti, credo sia una pulsione normale che, in questo nuovo mondo, viene colorata dagli aspetti accelerati di ipervisibilità, super-immediatezza e desiderio estremo di attenzione su di sè, ditutti, i famosi 15 minuti di fama che aveva preconizzato Andy Warhol nel 1968 e che questo futuro social ha reso molto vero, anche se, inverando la previsione, il concetto di fama è stato mutato, non più fama nel senso di essere noto per aver fatto qualcosa, ma fama per il semplice fatto di essere noti, per tornare alla politica abbiamo il preclaro esempio del Portavoce del Presidente del Consiglio, Rocco Casalino, che è celebre solo per aver partecipato a Grande Fratello 1, insomma una situazione in cui non c’è una singola causa dei problemi, ma, semplicemente, tanti piccoli elementi si sommano finchè…, il l loro peso totale, finalmente, rompe la schiena del cammello e ci troviamo in queste situazioni surreali

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